PIANETAMILAN news milan esclusive ESCLUSIVA Viviani: “Zaniolo? Talento immenso, ma per il Milan è presto. Maldini in FIGC, è l’uomo giusto”

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ESCLUSIVA Viviani: “Zaniolo? Talento immenso, ma per il Milan è presto. Maldini in FIGC, è l’uomo giusto”

Fabio Viviani, ex Milan e Udinese, parla di Zaniolo e Maldini
Esclusiva, Fabio Viviani 'gioca' Milan-Udinese da ex: il futuro di Zaniolo e l'ipotesi Paolo Maldini in FIGC. Leggi l'intervista integrale.
Matteo Ronchetti
Matteo Ronchetti Direttore responsabile 

La redazione di PianetaMilan.it, vista la gara del Milan contro l’Udinese, ha intervistato Fabio Viviani, ex giocatore rossonero (stagione 1988/1989) ed ex vice allenatore del team friulano. Cresciuto a pane e Milan negli anni d'oro di Sacchi, Viviani conosce bene il peso della maglia rossonera, ma anche i talenti dell'Udinese, diventati obiettivi di mercato (anche del Milan). Per Zaniolo e Atta, per esempio, sarà un esame..sul campo. Interessano ai rossoneri e li monitoreranno da vicino

Cosa ne pensa della sfida tra il Milan e l’Udinese?

“Leggo che il Milan cambierà anche il sistema di gioco. Hanno l’obiettivo della Champions, che è assolutamente fondamentale per tutte le grandi squadre italiane. Sarà una gara molto importante contro una squadra molto solida e molto fisica”.


Il Milan, soprattutto nel secondo tempo, è sembrato troppo remissivo contro il Napoli, lo stesso Allegri ha ricevuto qualche critica. Che cosa ci può dire a riguardo?

“E’ stata la partita che ci aspettavamo, il Milan ha rispettato la caratteristica di quest’anno: essere più passivo nell’impostazione della gara, di fare un match di attesa. Ma contro il Napoli è molto difficile portare a casa il risultato quando giochi così. Mentre per gli azzurri questa seconda parte di stagione può essere più semplice, visto il rientro di tanti giocatori infortunati. I partenopei possono sia provare a chiudere secondi che dare fastidio fino alla fine all’Inter”

Il Milan di Allegri e le recenti critiche

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Il Milan di Allegri sta rispettando le previsioni o poteva essere più vicino all’Inter?

“Sono critiche che ci stanno. Credo che il Milan, dopo la delusione dell’anno scorso, sia ripartito. L’obiettivo fondamentale è quello di tornare in Champions. Tutti, ovviamente, ci aspettiamo da tutte le squadre un gioco più brillante, ma il Milan per scelta resta più passivo. Mi aspetterei un po’ di più dalla continuità, ma la stagione è positiva. Quella di quest’anno deve essere considerata una stagione di ripartenza”.

Proprio puntando sulla continuità, al Milan c’è stato qualche giocatore che non ha reso le aspettative? Ci può fornire un commento sulle prestazioni di Leao, i rossoneri lo dovrebbero cedere?

“Tutti ci aspettiamo tantissimo da Leao, viste le sue grandi qualità da giocatore importante. Sicuramente, non sta facendo tutto quello che ci aspettiamo. Spero di vederlo ancora per godermelo da appassionato del calcio. Se Leao deve essere venduto l’anno prossimo? Tutti i giocatori sono vendibili, ma sempre se c’è un piano che si vuole perseguire. Bisogna capire se Leao faccia realmente parte o meno del progetto”.

Viviani: "Il mio Milan e Maldini in Figc"

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Lei ha giocato nel Milan 1988/89, dove c’erano giocatori come Maldini, Baresi, Costacurta, Tassotti e tantissimi altri nomi. Mentre nelle ultime convocazioni dell’Italia non c’era nessun giocatore rossonero.

“Questo, purtroppo, è un male per il nostro calcio. In quel Milan c’erano grandissimi giocatori stranieri, ma la spina dorsale era formata da italiani cresciuti nel settore giovanile rossonero. Dobbiamo ritrovare giocatori del genere per la Nazionale”.

A proposito di Nazionale, ha affermato che come presidente della FIGC vorrebbe un profilo come Paolo Maldini o Roberto Baggio. Il prossimo massimo dirigente del calcio italiano, dunque, non deve essere frutto di una scelta politica?

“Ho fatto il nome di Maldini, perché ha tutte le capacità, conoscenze e, soprattutto, la forza di rendersi indipendente. Noi ex calciatori siamo visti sempre come persone che danno solo un ‘calcio’ al pallone mentre, così come Paolo, molti noi si sono ‘evoluti’. Bisogna dare una lettura diversa da quella che è stata negli ultimi anni. E’ ovvio che dovrà scalare una montagna altissima, vista la politica e le diverse ingerenze. Paolo ha spalle forti per affrontare il mare in tempesta. Dovrà, ovviamente, affiancarsi collaboratori di cui ha pienissima fiducia. Anche lo stesso Roberto Baggio potrebbe essere l’uomo giusto per trovare una soluzione ai problemi del calcio italiano. Poi, di fatto, il nuovo presidente della FIGC dovrà dare forza al prossimo CT, che dovrà stare tanto tempo sulla panchina della Nazionale. Anche se si è fatto tanto nelle selezioni giovanili, Viscidi sta facendo un lavoro eccezionale. Abbiamo ottenuto dei risultati che non abbiamo fatto con le selezioni giovanili, manca qualcosa proprio nell’ultimo salto”.

Chi vedrebbe come nuovo CT: Allegri, Conte o Mancini? Bisogna fare tabula rasa della Nazionale in questo momento?

“La Nazionale non può essere la palestra per i giovani. Il lavoro del CT è quello di selezionare i migliori giocatori del momento. Anche se stanno attraversando un momento difficile bisogna convocare i calciatori più forti. Prossimo CT? Stiamo parlando di tutti nomi top, ma la cosa più importante è che resti a prescindere dai risultati. Bisogna avere pazienza e la forza di continuare con la stessa squadra”.

Zaniolo osservato speciale in Milan-Udinese

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Si ha sempre la sensazione che l’Udinese possa fare qualcosa di più. Cosa ne pensa di Zaniolo, può già tornare in una big?

“L’Udinese ha fatto sempre scouting, trovando giocatori sempre di grande talento. Mentre adesso tutto questo si è complicato, visto che tutti i grandi club europei monitorano tutti i talenti mondiali. L’Udinese, dunque, ha scelto di selezionare giocatori molto fisici. Non crea tantissimo nel proprio settore giovanile, ma questa è stata sempre la strategia della società. Si è stabilità nella fase centrale della classifica e questo è il bacino dell’Udinese di questi ultimi anni. Zaniolo? I suoi infortuni al ginocchio hanno sia rallentato che cambiato la sua crescita. Ai tempi della Roma, di fatto, pensavo che fosse il talento più forte del calcio italiano degli ultimi dieci anni. Ha bisogno di avere continuità per un paio di stagioni. Gli farebbe bene restare nella stessa società, visto che ha già cambiato tantissimo. Ha bisogno ancora di stabilità per poi fare un ulteriore passo”.

Oltre a Zaniolo, in casa Udinese si parla molto di Solet (seguito dall’Inter) e di Atta (accostato al Napoli)

“Onestamente, nessuno mi ha rubato l’occhio. Vorrei vedere una continuità maggiore da parte di Solet per andare all’Inter. Bisogna iniziare a dire: questo è bravo e questo no, anche sbagliano. Chi deve scegliere deve avere coraggio. La stessa cosa vale per Atta. Non hanno disputato 20 partite consecutive”.

Viviani su Como e Napoli

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Il suo ex Como, oltre alla prima squadra guidata ottimamente da Cesc Fabregas, sta comprando tanti giocatori giovanissimi italiani.

“Bisogna imparare dal Como. Sicuramente, c’è una proprietà con una forza economica davvero incredibile. Ha fatto cosa si doveva fare per far tornare nell’immediato il Como in Serie A, visto che compravano giocatori esperti. Una volta che si sono stabilizzati in Serie A, di fatto, hanno investito nelle strutture (hanno un centro sportivo bellissimo), hanno ampliato al calcio femminile, hanno dato responsabilità al tecnico e al suo staff e adesso, da stranieri, si sono resi conto che in Italia è un ottimo serbatoio di talenti e stanno investendo nei settori giovanili. Tutto questo è stato fatto all’estero dalle big europee”.

Lei è stato tanto tempo al Napoli come vice di Reja, come valuta la stagione degli azzurri? Il matrimonio Conte-Napoli deve continuare? Più forte McTominay o Hamsik?

“Il Napoli era la pretendente per lo scudetto, insieme all’Inter. Ha una rosa ampia, purtroppo ci sono stati tanti infortuni. C’è stata qualche difficoltà dal punto di vista del doppio impegno. Il posto del Napoli è questo: andare in Champions e se ti va male arrivare secondo. Rapporto Conte-De Laurentiis? La verità la sanno solo le parti in causa, ma De Laurentiis non ha mai avuto paura di rinnovare. McTominay o Hamsik? Ovviamente, sono più legato ad Hamsik. McTominay è il centrocampista più forte in Italia. Il lavoro con Conte gli ha permesso di migliorare ancora di più, ma la continuità di Hamsik (sia nelle prestazioni che nell’attaccamento alla maglia) lo mette ancora davanti per distacco. Mi auguro che McTominay faccia come Marek. Vergara? Dovrebbe essere riconfermato, anzi spero che l’anno prossimo abbia più spazio. Alisson Santos richiama qualche caratteristica di Lavezzi? Sono un po’ romantico, Lavezzi (senza alzare la voce, solo con le prestazioni) infiammava molto di più la gente nei momenti di difficoltà”.

Di William Scuotto