ESCLUSIVA – Vega: “Milan, punta su Ajer. Ibra nei Top 3 attaccanti mondiali”

ULTIME NOTIZIE ESCLUSIVE MILAN NEWS – Ramon Vega, ex difensore del Celtic, ha parlato della partita di domani in Europa League ed anche di calciomercato

di Redazione
Ramon Vega

Domani Milan-Celtic: l’ex biancoverde Vega in esclusiva per noi

 

ULTIME NOTIZIE ESCLUSIVE MILAN NEWSRamon Vega, classe 1971, è un ex difensore svizzero che, nel corso della sua carriera da calciatore, ha giocato anche in Italia. Il Cagliari, infatti, lo acquistò nell’estate 1996 dal Grasshoppers, salvo poi, però, rivenderlo al Tottenham qualche mese dopo per 10 miliardi delle vecchie lire. Dopo quattro stagioni negli ‘Spurs‘, Vega ha poi giocato anche con il Celtic. Accadde nella stagione 2000-2001. Una sola annata, ma intensa, con la vittoria della Scottish Premier League, della Scottish Cup e della Scottish League Cup. Vega è stato intervistato in esclusiva, per ‘PianetaMilan.it‘, da Alessandro Schiavone in vista della partita Milan-Celtic di domani in Europa League. Vega ci ha parlato, però, anche di calciomercato e tanto altro! Ecco le sue dichiarazioni.

Kristoffer Ajer è un obiettivo ormai dichiarato del Milan. Cosa può raccontarci sul gigante norvegese? “Kristoffer Ajer è un po’ il tipico scandinavo, essendo molto atletico, alto e forte fisicamente. Inoltre ha ‘presenza’ e anche un grande senso della posizione ma allo stesso tempo non è molto veloce e tatticamente lascia molto a desiderare. E quando viene puntato nell’uno contro uno da uno piccolino e veloce, stile Gianfranco Zola, va quasi sempre in affanno, ha problemi. Sulle palle alte, soprattutto sui calci piazzati, è forte e le prende tutte. Ma segna poco in zona gol. Le sue specialità?  Il gioco aereo e i tackling, lì è abbastanza forte, ma va disciplinato tatticamente dove non è buonissimo. Poi come detto, nell’uno contro uno ha sempre problemi”.

Nonostante l’altezza (198 centimetri) non sembra avere il fiuto del gol: appena 6 gol in 149 gare con il Celtic … “Ajer segna poco, è un difensore che cura molto la parte difensiva. Secondo me dovrebbe migliorare davanti alla porta avversaria. Il suo partner in difesa, Shane Duffy, non è alto quanto lui ma paradossalmente è molto più pericoloso in zona gol e sui calci piazzati. Ad Ajer dico di migliorare la parte offensiva. È alto un metro e 98 …”.

Dà il meglio di se nella marcatura a uomo o a zona? “Lui è meglio quando deve marcare a zona piuttosto che a uomo. È grande e non ha tutta questa grande agilità e non è molto bravo nell’uno contro uno quindi si sente più a suo agio quando deve marcare a zona”.

Il Milan prendendolo farebbe un affare? “Sì, io penso che Ajer per il Milan è una buona opzione. Ha caratteristiche molto diverse rispetto a Simon Kjær ed Alessio Romagnoli e, a mio modo di vedere, sarebbe molto complementare a loro. Siccome sia Romagnoli che Kjær sono difensori molto diversi da lui, Ajer formerebbe una bella coppia con ciascuno di loro”.

Somiglia ad un’investitura. Ma sarebbe titolare al Milan? “Questa è una bella domanda. Io penso che farebbe panchina a Romagnoli e Kjær che stanno giocando benissimo in questo momento. Per come la vedo io Ajer verrebbe a fare la riserva di questi due, non sarebbe di certo il titolare fisso con questo Kjær e un Romagnoli che mi è sembrato in crescita ultimamente. Ajer giocherebbe solo per far rifiatare i titolari ogni tanto o in caso di infortunio”.

“Detto questo – ha proseguito Vega -, io penso che il Milan abbia bisogno di un’altro centrale forte perché andando avanti ci saranno tante partite tra campionato e Europa League. Poi, l’intensità delle partite è cresciuta molto a causa del CoVid_19. Ogni due, tre giorni si gioca. Di questo passo dopo tre, quattro mesi il fisico potrebbe iniziare ad avere dei problemi e non reggere più. Ogni giocatore ha bisogno di rifiatare ogni tanto e per ciò avere sostituti all’altezza è indispensabile”.

Pagare cosi tanto per un’eventuale riserva comunque è un rischio, no? “Certo, ma cosa succede se Romagnoli si dovesse far male e deve restare fuori uno o due mesi? Chi metti al suo posto? Il Milan farebbe bene a scommetterci perché Ajer, nonostante alcuni punti deboli, è senza ombra di dubbio più forte delle riserve attuali. Chi ha in panchina il Milan? Per me è superiore a tutti e tre. Mateo Musacchio, Matteo Gabbia e Léo Duarte sono inferiori a Ajer. Certo, il norvegese ha dei limiti ma è un giocatore di grande prospettiva e qualità che deve solo crescere. Poi ha caratteristiche che si sposano alla perfezione con quelle di Romagnoli e Kjær”.

Cosa pensa di Diego Laxalt, in prestito al Celtic dal Milan? “Laxalt è un buon giocatore che sta giocando benissimo quest’anno al Celtic. Lui in campo ha solo bisogno di essere supportato ma al Celtic i giocatori non si capiscono tra di loro, non c’è intesa in campo. Ognuno gioca per sé. Poi, se hai troppi giocatori con le stesse caratteristiche che cavolo fai? Hai bisogno di giocatori diversi e il Celtic ha tanti doppioni. Ma Diego sta giocando bene, per me è un buon giocatore. Perlomeno per il Celtic e per il campionato scozzese”.

Il Celtic è secondo a -11 dagli odiati rivali dei Rangers in campionato, è stato eliminato in Europa League e in Coppa di Scozia. Insomma, non un bel momento per un grande club come il Celtic che da 9 anni domina il campionato scozzese. Sta piovendo sul bagnato? “In questo momento c’è un bel pò di casino al Celtic. La squadra non sta giocando benissimo e il weekend scorso è stata anche eliminata da una squadra piccola, il Ross County, in Coppa di Scozia avvenuto qualche giorno dopo l’eliminazione in Europa League dopo la batosta contro lo Sparta Praga. Devo essere onesto: il Celtic qualitativamente è poca roba, manca qualità e  la squadra non è unita, ognuno gioca per conto suo, sono individualisti. Non c’è disciplina e organizzazione. Inoltre, le sconfitte hanno messo tanti dubbi nelle teste dei giocatori a cui manca l’autostima per poter esprimersi al meglio. E questo si vede in campo. Ma l’allenatore Neil Lennon ha poche colpe e non può fare molto se la qualità della rosa è scarsa. Se perde contro il Milan pagherà il prezzo e verrà esonerato. Ma non è tutto. Il Celtic ha molti altri problemi non da poco. Problemi gravi”.

Quali? “Hanno tanti giocatori che non vogliono più rimanere”.

Chi? “Non posso dirlo ma ci sono almeno 3-4 elementi che vorrebbero cambiare aria. E Ajer è uno di questi. Voleva la cessione già nell’ultima sessione di mercato ma poi nessun club si è fatto avanti e lui è stato ‘obbligato’ a restare. Controvoglia. Poi fuori dal campo, c’è tanto caos. I tifosi del Celtic hanno inscenato un corteo di protesta contro squadra e società davanti allo stadio questo weekend. Insomma un momento difficile per il club, siamo ai minimi storici”.

Ci analizza la partita? Sulla carta sembra non esserci storia: Milan strafavorito … “Certo, il Milan è favorito. Ma al Celtic c’è un clima molto teso all’interno del club e i rossoneri potrebbero approfittarne per vincere domani anche perché la squadra di Stefano Pioli ha molta autostima dopo un ottimo avvio di stagione in campionato dov’è primo in classifica. Ma queste proteste e il fatto che l’allenatore è a rischio esonero potrebbero avere un effetto positivo sul Celtic perché adesso tutti saranno animati da un sacro fuoco. E poi giocare contro il Milan a ‘San Siro‘ è sempre speciale. Il Milan è il Milan e ‘San Siro‘ è ‘San Siro‘. Io quando giocavo a ‘San Siro‘, mamma mia era un castello quello stadio, la motivazione veniva da sola. Dico al Milan di non sottovalutare il Celtic perché i giocatori giocheranno con il coltello tra i denti e sarà molto pericoloso affrontare un leone ferito. Il Celtic arriverà a Milano con tanta pressione dopo la doppia batosta in Europa League (1-4 con lo Sparta Praga ndr) e l’eliminazione in coppa di Scozia. I giocatori sono motivatissimi e se perdono, salta Lennon”.

Il Milan sta rinascendo dopo anni di declino; il Celtic vive un momento opposto. Come è la situazione nella parte biancoverde di Glasgow? “Io conosco bene il Celtic avendo fatto il ‘Treble’ con quella maglia e rotto il dominio dei Rangers che all’epoca aveva vinto undici campionati di fila. Ma noi quell’anno abbiamo fatto il Treble e ‘rovinato la loro festa’. Ora però i tempi sono cambiati, sta accadendo l’esatto contrario. Il Celtic ha vinto gli ultimi nove Scudetti scozzesi e il Rangers è in pole position per vincere il prossimo, impedendo cosi al Celtic di vincere il decimo di fila. Questo ha fatto andare su tutte le furie i tifosi che stentano a crederci perché dieci di fila sarebbe storico per il Celtic. Riuscire a vincere il decimo titolo di fila è l’obiettivo stagionale del club e il sogno dei tifosi. Il Celtic è un club in declino e il decimo titolo di fila è ormai lontano e fuori portata. I tifosi sono super arrabbiati. È notte fonda”.

Cosa pensa della rinascita del Milan? “Io penso che in un certo senso il CoVid_19 ha fatto bene al Milan. Molte grandi squadra hanno problemi finanziari e si sono indebolite come la Juventus. I bianconeri sono in declino e forse hanno bisogno di vendere. In generale però, le squadre erano poco attive sul mercato quest’estate rispetto agli altri 2-3 anni. Il Milan già aveva una squadra abbastanza competitiva. Poi ci ha aggiunto il grande Zlatan Ibrahimović che è rimasto. Il ritorno dello svedese è stata una notizia molto positiva per la squadra e sopratutto per i tifosi. È un trascinatore e nonostante gli anni ha fatto svoltare il Milan. Se hai in campo uno come Ibrahimović sai che hai l’opportunità di fare gol sempre. Poi ovunque è andato, i suoi compagni di squadra hanno sempre dato il meglio di se stessi con lui vicino. Ha un aura pazzesca, è magico, è uno dei migliori al mondo, un grande bomber. L’assenza dei tifosi poi ha fatto il resto e il Milan può andare lontano …”.

Zlatan è ancora uno dei migliori attaccanti al mondo? “A me non importa se ha 35, 38 o 40 anni. Meglio un Ibra a 40 che altri attaccanti di 23 o 24 anni (ride). Da Top 5? No, per me Zlatan è nei top tre attaccanti del mondo insieme a Harry Kane e Robert Lewandowski. Poi Thomas Müller. La continuità di questi giocatori è la grandezza di questi giocatori. Giocano ad alti livelli da anni ormai. Ci sono tanti ‘one-season wonders‘ che fanno bene solo una stagione e poi spariscono. Ma Ibra è pazzesco. Domina a 40 anni”.

Chi vede favorito per l’Europa League? “La mia ex squadra il Tottenham è una delle grandi favorite, se non la favorita con José Mourinho che ne ha vinte già due. Mi piace molto il Tottenham che è in testa alla classifica della Premier League proprio come il Milan. Ma il Milan fa parte delle squadre che possono ambire alla vittoria finale del torneo”.

Chi sono i cinque migliori giocatori della storia del Milan e i cinque più forti della storia del Celtic? “Del Milan scelgo Marco van Basten, Ruud Gullit, George Weah, Ibrahimović e Franco Baresi, che era un mito. Il più grande difensore che c’era in Europa ai miei tempi. Anche Paolo Maldini era fortissimo ma scelgo Baresi nei cinque più grandi rossoneri. Due difensori in una top cinque sarebbero troppi. Ricardo Kaká e Andriy Shevchenko fuori dalla mia Top 5 rossonera? Non mi facevano impazzire. Kaká non era un vero fuoriclasse … Non me vogliano i tifosi del Milan … (ride, n.d.r.) Del Celtic scelgo Kenny Dalglish, Chris Sutton, Jimmy Johnstone, Paolo Di Canio e Henrik Larsson”.

Il suo pronostico per domani sera? “Il Milan rimane favorito ma non sarà una passeggiata né tanto meno una partita a senso unico. Dico 2-1 per i rossoneri. Ma ci sarà da sudare …”. Calciomercato Milan, Maldini ha scelto il nuovo difensore >>>

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