ESCLUSIVA – Collovati: “Tradii il Milan per l’Inter. Ma lo rifarei” | PM News

ESCLUSIVA PIANETAMILAN – Fulvio Collovati, ex difensore di Milan, Inter e Nazionale, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni: le sue dichiarazioni

di Redazione
Fulvio Collovati Milan Inter

La nostra intervista esclusiva a Fulvio Collovati

 

ESCLUSIVA PIANETAMILANFulvio Collovati, ex difensore di Milan, Inter e Nazionale Italiana, ha parlato in esclusiva ad Alessandro Schiavone, corrispondente di ‘PianetaMilan.it‘. Queste le dichiarazioni di Collovati.

Collovati sul suo 1982: “Direi un anno agrodolce. Nel senso che ci fu una retrocessione inaspettata con il Milan. Però quell’anno lì abbiamo avuto troppe vicissitudini negative. È inutile che io adesso le racconti a distanza di quasi 40 anni. Fatto sta che queste vicissitudini mi hanno spinto poi a lasciare il Milan. Ma non è che poi ho deciso io. Una volta decideva sia la società che il sottoscritto. Adesso il destino lo decide particolarmente il calciatore. Se vuole se ne può anche andare con un contratto di 4-5 anni. Ai miei tempi per non perdere la Nazionale ci fu una decisione condivisa tra me e la società per cui lasciai il Milan. La retrocessione del Milan è stata una ferita che ho in parte riscattato con la vittoria del Mondiale del 1982. È stata una vittoria storica che mi porterò dietro per tutta la vita. Però quella retrocessione è stata veramente un grosso dispiacere che io non posso dimenticare”.

Collovati sulle motivazioni che lo spinsero a scegliere l’Inter: “Ci sono state varie interpretazioni che poi vengono fuori. Poi ognuno fa la sua critica personale tipo ‘Questo se n’è andato dal Milan, punto e basta. Traditore!’ Ma non è così e bisogna andare a fondo delle cose. Mi volevano la Fiorentina, la Juventus e l’Inter e io alla fine decisi di accettare la corte dei nerazzurri, guadagnando anche meno. Volevo rimanere a Milano dove avevo anche altri interessi extra calcio. Tutto lì. Ma ci tengo a ricordare che è stata una decisione che ha accontentato pure la società che mi ha venduto per quattro miliardi di vecchie lire”.

Collovati su Franco Baresi: “Franco l’ho visto crescere, lui è cresciuto con me. Mi aspettavo che sarebbe diventato così forte in futuro perché lo vedevi già a 15-16 anni che aveva un talento fuori dal comune. È diventato non solo forte ma il leader di quel Milan vincente che ha vinto tutto. Io ho giocato sei anni con lui e mi dispiace solo di aver giocato negli anni più tristi quando abbiamo cambiato sette Presidenti in sette anni al Milan. Avrei voluto giocare affianco a lui negli anni migliori a livello societario”.

Collovati sul paragone tra Baresi e Gaetano Scirea? “È molto complicato dirlo. Io ho avuto la fortuna di giocare quasi otto anni in Nazionale affianco a Gaetano che era un libero moderno. In questo erano molto simili, erano moderni già 40 anni fa. Gaetano faceva 5-6 gol all’anno tutti gli anni, Baresi è stato uno dei primi liberi a 18 anni a comandare la difesa. Per cui in questo erano personalità diverse chiaramente ma con caratteri chiusi tutti e due. Tecnicamente erano grandi e non voglio fare valutazioni tipo meglio l’uno o meglio l’altro. Erano grandi tutti e due e io ho avuto il piacere e l’onore di giocare affianco a loro”.

Collovati sui tifosi del Milan che non gli hanno mai perdonato il tradimento: “C’è ancora chi me lo rinfaccia oggi. E io lo capisco anche perché il tifoso è passionale e a volte non razionale. Non è che va a capire le motivazioni cosi ed è giusto che il tifoso sia dispiaciuto. L’unica cosa che non tollero sono le volgarità, lo sfotto ci può anche stare. Ma quando si passa alle volgarità, non le accetto”.

Collovati sul perché rifarebbe quella scelta: “La rifarei perché come detto prima volevo restare a Milano e non volevo perdere la Nazionale. I tifosi dell’Inter poi mi hanno accolto benissimo e nonostante il fatto che ho giocato più nel Milan che nell’Inter tanti mi identificano ancora oggi come ex nerazzurro”. Calciomercato Milan, fatta per Meïté. Presto le visite mediche! Vai alla news >>>

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