ESCLUSIVA – Collovati: “Ibra e Donnarumma rinnoveranno. Belotti è da Milan”

ESCLUSIVA PIANETAMILAN – Fulvio Collovati, ex difensore del Milan e della Nazionale Italiana, ha parlato a 360° ai nostri microfoni. Le sue dichiarazioni

di Redazione
Fulvio Collovati

Milan, la nostra intervista esclusiva con l’ex rossonero Collovati

 

ESCLUSIVA PIANETAMILANFulvio Collovati, ex difensore del Milan e della Nazionale Italiana, ha parlato a 360° ai nostri microfoni. Queste tutte le dichiarazioni di Collovati rilasciate al nostro collaboratore Alessandro Schiavone.

Lei qualche mese fa disse che il Milan aveva le carte in regola per vincere lo scudetto. Con il passare del tempo questa convinzione si è rafforzata o indebolita? “Io l’ho detto tre o quattro mesi fa, in tempi non sospetti quando all’inizio del campionato le favorite erano Inter, Juve e probabilmente anche Napoli. Per cui sicuramente la mia convinzione si è rafforzata. Adesso vedo che tanti lo dicono ora. Troppo facile. I pareggi? Ci possono anche stare cosi come ci sono stati i pareggi con Crotone e Benevento della Juventus e come c’è stata la sconfitta dell’Inter con la Sampdoria. I pareggi ci stanno. È un campionato un pò condizionato dal Covid, dalle assenze perché insomma non dimentichiamoci che se la Juventus non ha avuto Cristiano Ronaldo o de Ligt anche il Milan ha dovuto rinunciare a Ibrahimovic per tanto tempo. Non possiamo tralasciare questa cosa”.

Collovati, cosa le piace in particolare del Milan di Pioli? “Una serie di tante cose. Prima di tutto è una squadra di giovani. Poi è una squadra che rispetto all’Inter e alla Juve probabilmente non ha i nomi altisonanti però ha autostima, voglia, corrono tutti, si danno da fare. È una squadra che ha grande dinamismo e grande volontà e l’ha confermato anche la partita contro la Juve perché una volta in svantaggio la squadra ha rimediato e alla fine è uscita a testa alta. E adesso con i rientri di Ibrahimovic e Bennacer penso che il Milan sarà sicuramente una delle candidate allo scudetto insieme all’Inter e alla Juve. Poi non so se riuscirà a vincere il campionato”.

Lei disse che l’Inter è Lukaku dipendente. La Juve anche senza Cristiano Ronaldo fa moltissima fatica e ha una media-punti di molto inferiore se non gioca il portoghese. Ma il Milan è davvero Ibra-dipendente? Senza lo svedese la squadra ha fatto 19 punti su 24 in campionato … “Il problema è che ci sono giocatori che sono imprescindibili, è inutile che lo dica io. Poi ottieni risultati anche senza di loro, questo è evidente, come il Milan. Però a lungo andare io penso che sopratutto l’Inter un’assenza come quella di Lukaku si possa sentire perché è un giocatore che attira l’attenzione, fa assist, fa gol. Ci sta se salta una partita come quella con la Sampdoria ma ti devi augurare che non stia fuori più di una domenica.”

Il fatto che il Milan in testa alla classifica faccia notizia rispecchia il declino del Milan? Non userei la parola declino perché il Milan è passato attraverso varie vicissitudini societarie: la vendita, il cinese, il fondo, la ricostruzione attraverso i giovani per cui tutte queste cose qui nel calcio si devono mettere in conto perché si pagano. Se non c’è una società forte alle spalle è dura e il Milan per anni ha avuto incertezze sotto quell’aspetto per cui non parlerei di declino”.

Il Milan con il fondo Elliott, Gazidis, Maldini e Massara sembra messo finalmente bene a livello societario. Gli anni bui sono definitivamente alle spalle? “Io penso di sì perché i nomi ci sono. Ma non dimentichiamoci che Elliott è sempre un fondo.  È una garanzia perché è un fondo importante che ti metterà nelle mani sicure però è sempre una via di passaggio. Però i nomi sono quelli giusti, assolutamente”.

Collovati, come giudica il lavoro al Milan di Paolo Maldini? “Magari negli anni scorsi non ha avuto modo di mettere in mostra quelle che erano le sue conoscenze del calcio. Io rimango sempre dell’idea che un giocatore in generale, non dico Maldini ma uno qualsiasi, che sta 20 anni in un ambiente come quello l’ambiente della Serie A e della Champions non può non conoscere il calcio e la qualità dei giocatori. L’anno scorso forse non gli è stata data la possibilità di farle emergere queste qualità. Quest’anno invece sì ed è giusto riconoscerlo. Paolo ha fatto un ottimo lavoro.”

Dopo 18 mesi di gavetta si può dire che è libero di prendere le proprie decisioni e che senza Leonardo e Boban si vede finalmente la sua mano? “Questo non lo so ma diciamo che nel calcio meno gente a comandare c’è e meglio è. Quando sono in tanti si crea solo confusione”.

Alessio Romagnoli secondo lei ha fatto il salto di qualità che si aspettava da lui nel 2015?Secondo lei quest’involuzione è dovuta all’etichetta ingombrante del ‘nuovo Nesta’, le troppe aspettative o la fascia da capitano che gli è stata data ad appena 23 anni? “Il problema è che quando un giovane si mette all’attenzione inevitabilmente vengo fuori i paragoni. Io andrei piano a fare questi paragoni col passato. Nesta era Nesta. Romagnoli è ancora giovane, ha 26 anni ma è già sei anni che gioca nel Milan. E nell’arco di una carriera capitano delle annate in cui magari rendi meno e forse in questo momento è cosi per lui. Ma è un giocatore di soli 26 anni e di grande esperienza sul quale si può assolutamente fare affidamento. Se mi rivedo in lui? No, troppo diversi. E poi io all’inizio della mia carriera marcavo a uomo”.

Chi è il giocatore di questo Milan che ti ha sorpreso? “La crescita di Kessié e Calabria è stata importante ma mi piace anche molto Saelemaekers e lo stesso Leão si sta confermando. Ma mi hanno sorpreso Kessié e Calabria su cui finalmente puoi fare affidamento”.

Non solo Calabria e Kessié ma anche Çalhanoglu finalmente sta facendo vedere tutto il suo potenziale … “Qui stiamo parlando di un giocatore di un’altra categoria. Hakan è di un’altra categoria rispetto a Kessie e Calabria”.

Collovati, pensa che l’assenza dei tifosi aiuti il Milan? “No, quelle sono tutte balle! È chiaro che coi tifoso hai più responsabilità, sopratutto per questi giovani ragazzi. Non sono d’accordo però che rendono di più solo perché non c’è il tifoso, non voglio credere a questa cosa”.

Zlatan Ibrahimovic e Gianluigi Donnarumma alla fine rimarranno al Milan? “Con Mino Raiola il destino dei suoi assistiti è sempre un punto interrogativo però penso che alla fine Ibrahimovic rinnoverà e Donnarumma rimarrà al Milan. Gigio deve rimanere al Milan perché è il portiere del futuro. Ho letto che qualcuno (Cassano n.d.r) ha detto che si sono dieci portieri più forti di Donnarumma. Insomma, cerchiamo di tornare in se stessi (ride n.d.r). Donnarumma è il numero uno che ci sia in Serie A in questo momento e fra i primi cinque al mondo insieme ad Alisson e Manuel Neuer”.

Che motivi avrebbe Donnarumma di rimanere al Milan a parte la fede rossonera? “Prima di tutto l’ingaggio. È giusto che un giocatore delle sue proporzioni venga considerato economicamente. Seconda cosa, il Milan sta ritornando ai vertici e lo sta dimostrando per cui penso che Gigio metterà in conto anche questo. I calciatori guardano anche l’aspetto della competitività, non solo i soldi. Poi è nato e cresciuto nel Milan, per cui non vedo per quale motivo possa andar via. Donnarumma può fare benissimo per i prossimi 10-15 anni al Milan e non vedo perché debba pensare di andar via, tranne se ci fosse une grandissima differenza economica che il Milan non può pareggiare”.

È tornato di moda il nome di Andrea Belotti. Lei che ne pensa? “Andrea Belotti è un giocatore che mi piace, non dimentichiamo che è il titolare della Nazionale italiana ed è normale che il Milan lo tenga in considerazione. Ha già 27 anni e non ha mai giocato in una big e le coppe europee? Questa storia degli anni togliamola di mezzo se pensiamo che Ibrahimovic ce n’ha 40 e gioca ancora. Ai miei tempi si potevano fare quei discorsi lì dato che c’era gente che smetteva a 30, 31. Adesso a 27 anni sei ancora giovane e non sei ancora nel pieno della tua maturazione che probabilmente raggiungi a 31,32 anni. Il Gallo è da Milan”. Calciomercato Milan: accordo totale con Mandžukić. Qui i dettagli >>>

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