“Atta e Solet, secondo me, sono prontissimi per una big. Sono due giocatori pronti per dei palcoscenici. Zaniolo? Ha trovato un equilibrio che fa parte del suo percorso. Sono convinto, che, per come conosco l’ambiente, l’Udinese sia stata brava a gestirlo e Zaniolo è stato intelligente a capire i benefici di un contesto molto professionale che cura ogni minimo dettaglio così com'è quello di Udine. Lo vedo pronto, anche per tornare in Nazionale”.
Lei ha lavorato anche in Inghilterra ed il Milan nelle ultime stagioni ha preso tanti giocatori della Premier, soprattutto dal Chelsea. Bisogna pescare lì i calciatori per avere quell’intensità che possa permettere ai rossoneri di compiere il salto di qualità?
“L’intensità dipende dalle caratteristiche dei giocatori e non dai campionati dove giocano. Sono convinto che il Milan farà le migliori scelte per riportare la squadra dove merita di essere. E, a prescindere di come andrà, già in questa stagione è stato fatto un primo passo di questo progetto. Sono state prese le decisioni giuste, perché quando un vincente come Allegri guida una squadra è solo questione di tempo che si ritorni ad alzare dei trofei”.
Oltre all’Inghilterra, lei ha avuto l’opportunità di lavorare anche negli Emirati Arabi Uniti. Lì hanno sempre la stessa forza economica o la situazione geopolitica può cambiare qualcosa? Qualche giocatore può lasciare la Saudi Pro League?
“Credo che l’unico motivo che possa spingere qualche giocatore a rientrare in Europa sia quello dall’orrore che sta succedendo adesso nel mondo, perché no? Credo che sia una scelta di sicurezza e non un problema di soldi”.
In ottica Milan si sta parlando anche di Retegui. Secondo lei, viste anche le prestazioni dell’ex Atalanta con l’Italia di Gattuso, un anno a giocare in Arabia Saudita può incidere sulle sue possibili prestazioni in rossonero?
“Un anno, secondo me, lo si recupera facilmente. Credo che Retegui si sia fermato anche a causa della guerra che, sicuramente, non l’ha aiutato. Allenarsi da solo, o anche con la squadra, ma se non giochi una gara non è la stessa cosa, specialmente per un play-off come ha disputato l’Italia”.
Il suo immenso girovagare lavorativo l’ha portato anche in Australia. Il Milan dovrà fare una tournée il prossimo agosto, lì si può pescare qualche giocatore già pronto per il campionato italiano?
“Non è più come vent'anni fa. Ora, di fatto, si può pescare dei giocatori forti in tutto il mondo. Si può attingere anche dall’Australia, specialmente se il giocatore risponde alle richieste di club e allenatore. In questo momento si possono trovare calciatori forti in posti che prima erano davvero impensabili”.
Gli ex Deulofeu e Terracciano
—Tra i doppi ex di Milan e Udinese c’è anche Deulofeu, che è stato anche un suo giocatore. Cosa ci può dire sullo spagnolo? Poteva fare qualcosa di più nella sua carriera?
“Deulofeu, innanzitutto, è una persona eccezionale. Lui è un campione su tutti gli aspetti: tecnici, caratteriali, di rispetto, personali ed intensità.E’ dispiaciuto a tutti il suo stop forzato di carriera. Gli auguro il meglio, anche perché il calcio ha bisogno di persone come lui. Sono convinto che si reinventerà”.
Lei ha allenato anche Filippo Terracciano, ora in prestito alla Cremonese. Può tornare a far parte della rosa del Milan?
“Terracciano è un ragazzo positivo, che ha dimostrato più volte di poter far parte di un gruppo ad alto livello. Poi, ovviamente, ci sono le scelte tecniche fatte da chi guida il Milan”.
Di William Scuotto
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