“Ero giovanissimo, mentre lui era a fine carriera. Si vedeva che aveva un qualcosa di geniale. Era un calciatore di grande tecnica. Quando ti dava un consiglio si notava già che aveva delle caratteristiche da allenatore. Era molto carismatico. Poi, da buon livornese, era molto simpatico e con la battuta pronta. Aveva un modo di spiegare che, anche da calciatore, catturava molto. I giovani come me e Goretti pendevano dalle sue labbra. Aveva moltissima personalità già da calciatore, figurati da allenatore. Proprio per tutti questi motivi, non mi sono sorpreso della sua grandissima carriera da tecnico”.
Sono trascorsi quasi trent'anni da quella stagione, visto che è andato tutto in prescrizione, ci puoi raccontare un retroscena da spogliatoio?
“Non so se si ricorda questo episodio, io benissimo. Una volta non giocò non dall’inizio, avevano mandato via Galeone, e Massimiliano è stato sempre il pupillo del mister, per finire la stagione con Montefusco e lui non gioco più. Una volta in panchina si presentò in scarpe da ginnastica e gli scarpini in mano. Cose che all’epoca non esistevano proprio. Mi ricordo che ci fu un incredibile discussione con Antonio Juliano (storico ex giocatore del Napoli e all’epoca dirigente del club partenopeo, ndr) e Massimiliano non arretrò di un centimetro. Tenne testa a Juliano, che a Napoli era un'istituzione".
Che ne pensi delle voci di Allegri come ct della Nazionale?
“Ci vogliono nomi con una grandissima caratura internazionale, così come sono quelli di Allegri, Conte e Mancini. Allegri avrebbe l’atteggiamento giusto da Nazionale. Bisogna avere un CT che abbia il coraggio di ricominciare da zero e tirare una linea. Donnarumma è il portiere più forte del mondo, ha vinto tutto quello che c’è da vincere e non ha mai disputato un mondiale. Questa cosa mi fa impazzire!”
Napoli-Milan sfida scudetto a prescindere dal risultato di Inter-Roma?
“Napoli-Milan è sicuramente un crocevia della stagione. Il Milan di Allegri è davvero difficile da affrontare: sembra sempre che tu stia giocando meglio, ma poi a vincere sono sempre i rossoneri. Milan e Napoli sono sicuramente due squadre fastidiose per l’Inter, che non la vedo benissimo moralmente. Anche la Roma non sta bene. Ma veicola più chi vincerà la gara del Maradona che quella di San Siro, visto che il campionato non termina questo weekend. Avere Milan o Napoli dietro alla fine è tosta, che non ti permette di tirare mai il fiato. Il campionato poi lo vinci, ma non devi mollare un secondo”
Visti i tuoi trascorsi al Bologna, come valuti la stagione dei rossoblù? Italiano è allenatore da big?
“Italiano è uno degli allenatori che può davvero arrivare al top del nostro calcio. Le sue squadre hanno sempre un’identità: pressing alto, consapevoli di rischiare qualcosa. Italiano non ha allenato la miglior Fiorentina ed ha ottenuto dei risultati. A Bologna, invece, ha riportato un trofeo, cosa che sembrava impossibile. Poi per le medie squadre, di fatto, non puoi sempre reggere il livello delle big del campionato. Affrontare il Bologna è sempre difficile. Sfida in Europa League contro l’Aston Villa? Anche l’Aston Villa non sarà stato felice di aver beccato il Bologna. Anche perché i rossoblù possono reggere l’intensità delle squadre della Premier League”.
Hai giocato anche alla Sampdoria, ma cosa sta capitando alla squadra blucerchiata?
“Fa malissimo vedere la Sampdoria così, anche perché (al netto del genoani) è tra le squadre più simpatiche in Italia. Ma con l’arrivo di Attilio Lombardo sembra che si sia messa sui binari giusti. Bisogna avere continuità. Ora c'è una partita importantissima con l’Empoli e poi andrà a Pescara. Con la media punti di Attilio, secondo me, la Sampdoria si salverà anche senza passare per i play-out. Tuttavia, vista l’esperienza dell’anno scorso, ci andrei molto cauto, visto che la Serie B è davvero tremenda”.
Sei stato anche l’allenatore in seconda di Mazzarri nel Cagliari. I rossoblù di Pisacane hanno perso anche con il Sassuolo, la salvezza è davvero in pericolo?
“Non doveva assolutamente perdere contro il Sassuolo. Si è mangiato un bel po’ di margine dalla zona retrocessione. Con la Cremonese, ovviamente, si gioca tutto. Se non dovesse vincere contro i grigiorossi, il Cagliari lotterà fino all’ultimo turno di campionato. Pisacane è un allenatore giovane, ma preparato. Il Cagliari deve mantenere le antenne dritte, anche perché l’arrivo di Giampaolo alla Cremonese ha riaperto tutto”.
Di William Scuotto
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