ESCLUSIVA – Krause (BILD): “Giovani, idee e ‘fisse’: ecco chi è Rangnick”

Stefan Krause, corrispondente della ‘BILD’ per il RB Lipsia, ci ha presentato in esclusiva la figura di Ralf Rangnick: ecco tutto ciò che c’è da sapere

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Ralf Rangnick

ESCLUSIVA MILAN – Si parla molto, in questi giorni, della possibilità che sia Ralf Rangnick, classe 1958, ex allenatore di TSG Hoffenheim, Schalke 04 e RB Lipsia, a sedere sulla panchina del Milan nella stagione 2020-2021. Sarebbe Rangnick, infatti, attuale responsabile dell’area sportiva del gruppo ‘Red Bull‘, la prima scelta dell’amministratore delegato del club di Via Aldo Rossi, Ivan Gazidis, per guidare il nuovo corso del Diavolo, che non dovrebbe più vedere gli attuali dirigenti in sella.

Abbiamo chiesto al collega Stefan Krause, corrispondente della ‘BILD‘ per il RB Lipsia, di presentare, in esclusiva per noi di ‘PianetaMilan.it‘, l’allenatore Rangnick, l’uomo Rangnick e l’impatto che potrebbe avere il suo arrivo in Italia per allenare il Milan. Ecco tutte le dichiarazioni integrali di Krause.

È vero che Rangnick ha firmato un pre-contratto con il Milan? Conoscete i dettagli dell’eventuale accordo? “Non sappiamo di un pre-contratto tra Rangnick e il Milan. Ma sappiamo di avvenute negoziazioni tra le parti da un paio di mesi. La situazione è la stessa che abbiamo riportato alla fine di gennaio. Il Milan vuole Rangnick ed anche lui è molto interessato ad allenare i rossoneri. Le negoziazioni sono in corso. Rangnick sta cercando una nuova sfida. È più che ovvio che non è soddisfatto del suo mero ruolo di consulente per i club della ‘Red Bull’. Ha sempre voluto lavorare all’estero. Puntava veramente alla Premier League, ma, in passato, non ci sono state offerte concrete per lui. Soltanto contatti con l’Everton. E anche se ora non si tratta dell’Inghilterra, è pur sempre il Milan e non di certo la peggior destinazione”.

Sembra che Ivan Gazidis voglia offrirgli il doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo: come lo gestirebbe Rangnick? Lavorerebbe con qualcuno di sua fiducia? “La situazione non è nuova per Rangnick. È stato allenatore e direttore sportivo a Lipsia per due volte: nel 2015-2016, quando ha condotto il Lipsia in Bundesliga, e nel 2018-2019, quando ha conquistato la qualificazione in Champions League e raggiunto la finale della Coppa nazionale contro il Bayern Monaco (persa per 3-0). In entrambe le stagioni ha lavorato con persone di cui si fida. Nella prima stagione con Frank Aehlig come suo braccio destro, il quale, ora, sta lavorando per il Colonia. E nell’ultimo anno con Paul Mitchell, era il capo della pianificazione e ha seguito Rangnick nell’amministrazione della ‘Red Bull’ con la responsabilità dei club di New York (U.S.A.) e Bragantino (Brasile). Mitchell può essere uno di quelli che potrebbe seguire Rangnick nel suo nuovo lavoro. Il doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo è perfetto per lui. È tagliato per lavori come questo. Lo ha dimostrato due volte con Hoffenheim e Lipsia. Rangnick è un personaggio forte ed ambizioso. Ha bisogno di avere pieni poteri nel club”.

Come concepisce il calcio Rangnick? Quali sono le sue idee ed i suoi concetti di lavoro? Come trasformerebbe i rossoneri? “La filosofia di Rangnick è di un moderno tipo di calcio. Non gli interessa il possesso palla. Vuole andare in contropiede. I giocatori devono conquistare la palla rapidamente e nella metà campo avversaria, trasformando rapidamente l’azione da difensiva in offensiva. Quando la squadra di Rangnick ha la palla deve andare alla conclusione in porta in un lasso di tempo di 8 secondi. Per quel tipo di filosofia di gioco hai bisogno di giocatori giovani e veloci. Non di quel tipo di calciatori che amano la bellezza del calcio …”.

C’è un tecnico a cui Rangnick possa essere paragonato? “Rangnick è stato ispirato da Arrigo Sacchi, quando era allenatore del Milan. Ma ora non ci sono allenatori ai quali Rangnick somigli”.

Descrivici il personaggio Rangnick: qual è il suo carattere? Imparare l’italiano sarebbe un problema per lui? “Rangnick è un uomo molto brillante ed intelligente. Ha studiato in Inghilterra negli anni Ottanta e parla molto bene l’inglese. Da quanto sappiamo, ha avuto modo di studiare francese e italiano negli ultimi anni perché ama le lingue straniere. Rangnick è sempre stato trasparente ed onesto con noi. È ambizioso ed uno che punta sempre al massimo. Questa sua ‘pignoleria’ può essere difficile quando ci hai a che fare e può annoiare chi gli sta intorno. Ma, alla fine, può sempre fare la differenza”.

Sappiamo che nel 2011 Rangnick si dimise per ‘esaurimento nervoso’ dallo Schalke 04: quanto c’è di vero in quella storia? Sarebbe in grado di gestire lo stress in una piazza come Milano ed in un club esigente come il Milan? “La storia è vera. Come detto, Rangnick è ambizioso e punta sempre al massimo. A quel punto della sua carriera non ha potuto dare responsabilità ad alcuni dei suoi collaboratori: quindi, all’epoca dello Schalke 04, non ha prestato attenzione alla sua salute fisica e mentale. Dopo il suo esaurimento disse: ‘Tornavo a casa la sera dopo un’intera giornata di stress e parole. E dimenticavo di mangiare. Così quando mangiavo, esageravo con i carboidrati e bevevo molta birra. Quello era cibo tossico e, ad un certo punto, ho perso energia’. Ha parlato con costanza con il dottor Kurt Mosetter. E dopo quell’episodio, adesso, Mosetter è una persona ed un consulente molto importante nella vita di Rangnick”.

Secondo te sarebbe possibile esportare il ‘modello Red Bull’, visto in squadre come Lipsia e Salisburgo, al Milan? “Posso immaginare che Rangnick voglia ringiovanire la squadra. Non ha mai messo sotto contratto calciatori di 24 anni o più. Questa è la sua filosofia e continuerà eventualmente ad averla a Milano. È davvero molto bravo a scovare talenti e farli crescere. Giocatori come Ibrahima Konaté. Arrivò gratis dal Sochaux nel 2017 ed ora è uno dei migliori difensori in Bundesliga”.

Ci sono giocatori che potrebbero seguire Rangnick al Milan? Qui si è sempre parlato di interesse dei rossoneri per Upamecano e Forsberg … Ad ogni modo, come riorganizzerebbe Rangnick il mercato del Milan? “Rangnick ha un rapporto molto stretto con i suoi calciatori, specialmente a Lipsia, anche per via della storia speciale di questo giovane club. Quando Rangnick ha lasciato il club la scorsa estate, in squadra c’erano soltanto calciatori che lui stesso aveva convinto a vestire la maglia del Lipsia. Giocatori come Emil Forsberg e Yussuf Poulsen gli sono stati molto grati per tutti questi anni in cui lui li ha aiutati a crescere e a diventare delle stelle. Non credo, però, a questo punto, che alcune di queste stelle possano seguirlo al Milan. La meta di Forsberg è la Premier League e anche Poulsen è il tipico giocatore da calcio inglese. Negli ultimi anni Rangnick ha indirizzato la propria ricerca di mercato in Francia, Spagna e Portogallo. Forse potrebbe firmare qualche calciatore da queste nazioni”.

E il nome di Mitchell come collaboratore di Rangnick, effettivamente, sta diventando una concreta possibilità proprio in queste ore: per le ultime, continua a leggere >>>

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