ESCLUSIVA – Baiocco: “Gattuso scappò da Perugia. La mia su Bennacer e Tonali”

ESCLUSIVA – Baiocco: “Gattuso scappò da Perugia. La mia su Bennacer e Tonali”

Davide Baiocco, ex centrocampista del Perugia, ha parlato in esclusiva per i nostri microfoni, in un’interessante chiacchierata tra presente e passato

di Peppe Gallozzi
Davide Baiocco Perugia 2001

NEWS MILAN – Prosegue il dibattito sulla stretta attualità legato alle possibilità di ripresa della stagione. Una voce importante, raccolta in esclusiva per PianetaMilan.it è quella di Davide Baiocco, ex centrocampista (tra le altre) di Perugia, Juventus e Brescia.

Da ex calciatore, lei tornerebbe in campo a fine maggio? “No, perché non mi sembra ci siano i presupposti. Non sono un virologo ma so bene che il calcio è uno sport di contatto, dove si suda. Il virus ancora non è stato sconfitto. Credo si stiano valutando altri interessi, dovrebbe essere sempre applicato il buon senso. Non trovo molto corretto dire – the show must go on – a tutti i costi”.

Parlando di calcio, le voci che circolano sul possibile addio in casa Milan di Stefano Pioli come le giudica? “Nel calcio non viene dato tempo, spesso si vuole tutto e subito”.

Una volta non era così? “No, le cose sono cambiate. Una volta gli esoneri non erano così frequenti, gli allenatori stavano anni nelle società. Oggi non si programma più a lunga scadenza, alla prima difficoltà la colpa è dell’allenatore, non c’è tempo e non c’è pazienza. In questo sport per fare bene ci vogliono diverse variabili positive”.

Prima della sosta Ismaël Bennacer, che gioca nel suo ruolo di una volta, stava facendo molto bene … “Per giudicare completamente un giocatore lo dovrei vedere spesso. Solo così riuscirei ad essere autorevole. Se Bennacer si è distinto in Serie A vuol dire che il talento non manca, questo è un dato di fatto”.

E invece di Sandro Tonali cosa può dirci? “Tonali l’ho visto spesso perché mio figlio si è allenato a lungo a Brescia. Era già talentuoso nel settore giovanile, ha grande personalità e grande tecnica. Da un punto di vista fisico preoccupava un po’ per la resistenza ad un campionato duro come quello italiano ma la dirigenza del Brescia ha fatto bene a scommettere su di lui, vincendo. La sua migliore qualità è quella di saper scegliere bene al momento giusto, non è un aspetto scontato. Sta dimostrando il suo valore, ripagando la fiducia della società bresciana”.

Lei ha conosciuto anche il giovane Gennaro Gattuso a Perugia … “Il giovane Rino è lo stesso Rino di adesso. Una passione infinita, una grinta incredibile, un amore pazzesco per quello che fa e un credo inossidabile. Gattuso è la dimostrazione che persone normali, meno talentuose di altri, possono fare cose straordinarie. L’ha fatto da giocatore e lo sta facendo da allenatore. Tutti vedono la punta dell’iceberg, io l’ho visto quando è dovuto scappare in Scozia perché qui non era considerato. Lui, come me, è stato umiliato e mandato in giro a destra e sinistra. Poi ci siamo presi le nostre rivincite con tanta fame e voglia di arrivare. Queste devono essere le caratteristiche principali”.

Se le dico Milan cosa le viene in mente? “Una tradizione molto favorevole con il Perugia. Vincemmo al ‘Curi‘ 3-1 nella stagione 2001-2002 e feci una bella partita. Sono tutti bei ricordi personali che custodisco gelosamente. Quando affrontavi colossi come Andriy Shevchenko, Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, cercavi di rubare qualcosa dai loro comportamenti. Nel calcio di ieri c’erano molti più esempi positivi da emulare”. LEGGI QUI I RICORDI ROSSONERI DI DEMETRIO ALBERTINI >>>

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