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Amelia: “Ibra il top, più di Totti e Seedorf. Che scherzi al Milan!” | Esclusiva

Redazione

Amelia ha parlato in esclusiva ai microfoni di PianetaMilan. Dai suoi ex compagni ai rimpianti al Milan. Ecco tutte le sue dichiarazioni.

La nostra intervista esclusiva ad Amelia

Di Alessandro Schiavone

Ha giocato con la maglia del Milan per quattro stagioni, Marco Amelia, collezionando 41 presenze. Uno Scudetto e una Supercoppa Italiana in bacheca. Mica male. Bei ricordi per Amelia, che in esclusiva ai microfoni di PianetaMilan.it, si è raccontato, confessando rimpianti e raccontando aneddoti divertenti. Amelia ha fatto il secondo per molto tempo e anche quando sembra essere diventato il titolare, è poi scalato nelle gerarchie. Eppure sempre il sorriso in volto, anche grazie a qualche compagno... Ecco tutte le parole di Amelia.

Ciao Marco, quattro anni al Milan dal 2010 al 2014. Quali sono i tuoi ricordi più belli?

“Sicuramente i ricordi più belli sono quando vinci. Lo Scudetto del primo anno poi comunque l’inizio del secondo anno con la Supercoppa. Ci sono stati tanti momenti molto belli, la partita che abbiamo fatto col Barcellona che abbiamo vinto 2-0 in casa, gli ambienti di San Siro che ci hanno dato delle gran soddisfazioni e il mio esordio in Champions League al Bernabeu sono tutti momenti belli. Purtroppo noi abbiamo vissuto anche dei momenti brutti nel terzo e quarto anno quando abbiamo avuto delle difficoltà. Ma l'esperienza al

Milan è stata molto positiva.”

Le cessioni dolorose di Ibrahimovic e Thiago Silva al PSG nel 2012 sono state una bella mazzata?

“Abbiamo un po' perso, non solo dopo le cessioni di Ibra e Thiago ma anche quando i big dello spogliatoio, soprattutto coloro che erano i trascinatori, lo zoccolo duro dello spogliatoio hanno praticamente smesso di giocare. Mi riferisco a giocatori importanti come Nesta, Gattuso, Zambrotta, Van Bommel, Inzaghi e Seedorf che erano importanti non solo in campo ma anche fuori dal campo.”

Hai qualche rimpianto? Magari il fatto di essere stato la riserva di Christian Abbiati che era un buonissimo portiere ma non un fenomeno?

"Sì, i rimpianti del Milan sono questi, io l’ho sempre detto. Quando sono andato al Milan sono andato con l’intenzione di giocare e perlopiù l’ho fatto, perché ho giocato sempre ogni anno molte partite. Era arrivato un momento che avevo preso anche il posto da titolare poi non so neanche per quale motivo, dopo 9-10 vittorie e una sconfitta, è ritornato Christian in porta. Fra l’altro senza che nessuno mi dicesse nulla. Però ecco il rimpianto è solo questo, perché poi per me l’esperienza al Milan è stata una delle più importanti della mia carriera.”

Chi erano i tuoi amici più stretti?

“Ho stretto amicizia con tante persone. Intanto con tutte le persone che lavorano intorno alla squadra. I magazzinieri, gli addetti stampa, marketing, le persone che lavorano a Milanello e a Casa Milan. E poi con i giocatori, Christian Zaccardo, Luca Antonini, Clarence Seedorf e Valerio Fiori che faceva parte dello staff degli allenatori. Sono stati quattro anni che ci hanno dato successi ma anche qualche dolore. Però gli anni sono lunghi e tante volte condividere tutto con i tuoi compagni di squadra è fondamentale e importante. E mantenere questi rapporti è ancora più bello".

Senti tuo il Mondiale del 2006?

"Io penso che ogni giocatore di quella nazionale senta suo quel mondiale. Quando si vive in uno spogliatoio ognuno fa la sua parte e io credo di aver fatto la mia".

Chi era il tuo idolo d'infanzia?

"Io sono cresciuto da tifoso della Roma e nel mio ruolo il mio idolo è stato Giovanni Cervone che era il portiere della Roma in quegli anni. Il portiere a cui mi sono sempre ispirato è stato Angelo Peruzzi con cui ho avuto il piacere e l'onore di condividerci un mondiale. Sono stato molto fortunato".

Chi è il portiere più forte della storia?

"Senza nulla togliere a Buffon che per me è il migliore alla pari, però Peruzzi per me è stato il più forte di tutti in quei 10/12 anni che è stato ad alti livelli. Ha giocato fino a 36 anni ad alti livelli. Angelo è stato il più completo ma con Buffon alla pari perché Buffon è un talento naturale":

Chi sono i giocatori più forti con cui hai giocato?

"Ho giocato con tantissimi grandi giocatori. Clarence Seedorf che era un giocatore completo, di grande personalità e grande tecnica. Francesco Totti, Andrea Pirlo e Ronaldinho che era una cosa meravigliosa. Però quello più influente all'interno di un gruppo e di una squadra è stato Ibra. Con il suo modo di fare trascinava tutti, anche i più giovani. Dal punto di vista tecnico generale credo che Seedorf sia stato il migliore però Ibra è Ibra..."

Il giocatore più simpatico?

"Simpatici sono stati tantissimi. Scherzosi e da allegria di spogliatoio scelgo Robinho che è un grande ragazzo. Aveva una simpatia unica soprattutto perché la sua allegria ti dava tanto nei momenti difficili e questo faceva bene al gruppo. Robinho è stato il più simpatico e il più piacevole. Comunque su una lista di tanti giocatori..."

Roma o Milano?

"Roma è la città più bella al mondo però sono stato molto bene a Milano e reputo Milano una città vivibile e una città che debba essere presa da esempio in tante situazioni. Ho vissuto quattro anni a Milano e sono stato veramente bene..."

Maldini, Nesta o Cannavaro, chi era il più forte?

"La difficoltà sta nello scegliere. Ci sarebbe da dare una piccola percentuale per tutti. Avendo giocato insieme si può parlare di coppia. Thiago Silva e Nesta insieme erano imbattibili perché uno completava l'altro. Però Maldini, Cannavaro e lo stesso Materazzi sono stati tutti giocatori top level".

Thiago Silva sarebbe diventato Thiago Silva anche senza Sandro Nesta accanto?

"Thiago Silva sarebbe diventato Thiago Silva anche con un giocatore di Lega Pro affianco. Poi è normale che insieme a Nesta sono diventati una diga. Credo che Thiago abbia imparato molto da Sandro".