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La Samba, il gol al derby e i guai con la legge: tanti auguri a Ronaldinho

Francesco Aliperta

Rimaniamo sempre a Milano, in quel 2008 che, forse, portò in Serie A un Milan ed un Inter tra le più forti di sempre. Il campionato inizia, i rossoneri partono con qualche intoppo, come la sconfitta contro il Bologna all'esordio stagionale, e Ronaldinho non ha ancora segnato il suo primo gol con la casacca rossonera. Si arriva a fine settembre, giunge il tanto atteso derby contro la prima Inter allenata da Mourinho. Un gremito San Siro accoglie le due squadre, sono ottantamila le persone arrivate per estasiarsi di un match che vede tra le file nerazzurre giocatori come Adriano, Ibrahimovic, Vieira, Maicon e Zanetti. Ancelotti decide di schierare un attacco tutto verdeoro: saranno Kakà e Dinho a supportare un giovanissimo Pato. Al contrario di quanto tutti si aspettassero, il match risulta teso, molto tattico, bloccato nonostante le stelle in campo. Per sbloccarlo serve un lampo, la giocata di un campione.

Ed ecco che arriva, come trasportato dal vento del destino, un gol atipico per le sue caratteristiche quanto l'esultanza subito dopo. L'azione inizia proprio da lui, Ronaldinho stoppa il pallone e senza indugi lancia sul fronte opposto verso Kakà. Il trequartista controlla ottimamente ma si allarga sulla fascia, così alza la testa e vede che il suo connazionale sta per iniziare l'inserimento. Parte un cross dalla destra, preciso come sempre, sul quale si fionda il Gaucho che inzucca con potenza e precisione. La palla s’infila all’incrocio. Julio Cesar rimane sulle ginocchia, forse neanche lui si aspettava che il primo gol di Ronaldinho con la maglia del Milan sarebbe stato così. Un gol valso 3 punti, contro l'Inter, in un derby. La legge del predestinato si mostra solo nelle occasioni migliori.

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