Suso, è il tuo momento: lo spagnolo chiamato al salto di qualità

Suso, è il tuo momento: lo spagnolo chiamato al salto di qualità

Per Jesús Suso, il tecnico del Milan, Marco Giampaolo, è venuto parzialmente meno al suo credo tattico. Ora spetta al numero 8 ripagare tutti sul campo

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Possiamo affermare, senza troppi giri di parole, che il Milan, in estate, avrebbe volentieri venduto Jesús Suso al miglior offerente. Non che il talento nativo di Cadice, classe 1993, risultasse ‘indigesto’ al club di Via Aldo Rossi, tutt’altro. Anche perché, con 23 gol e 34 assist nelle ultime tre stagioni da titolare, tutto si può dire tranne che il numero 8 iberico non avesse fornito uno straordinario contributo alla causa rossonera.

La cessione di Suso, infatti, avrebbe consentito al Milan di incamerare una robusta plusvalenza (30-35 milioni di euro come base minima), e, così facendo, la società meneghina avrebbe risolto gran parte dei problemi di bilancio nel rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario UEFA. La sua partenza, oltretutto, avrebbe ‘liberato’ Marco Giampaolo, nuovo tecnico rossonero, di una presenza tanto importante quanto tatticamente ‘ingombrante’ (passateci il termine) nell’organico rossonero.

Suso, nella sua carriera, ha sempre giocato da esterno destro offensivo in un tridente d’attacco: il calciatore spagnolo ama volteggiare sulla linea laterale, rientrare sul sinistro, per poi, successivamente, dare libero sfogo alla sua immensa classe. Che sia un suggerimento in area per un compagno, o un tiro a giro sul secondo palo, poco importa. Il ragazzo dà il meglio di sé quando può stazionare sulla sua mattonella preferita sul terreno di gioco e, da lì, illuminare la scena rossonera.

Per un Giampaolo che, da anni ormai, professa il credo tattico del 4-3-1-2, con un trequartista di ruolo dietro le due punte e nessun esterno offensivo in squadra, quindi, la posizione di Suso avrebbe rappresentato una bella gatta da pelare. Tutti gli indizi, quindi, che lasciavano presagire una cessione. Situazione, poi, che non si è verificata perché l’allenatore, sin dai primi giorni di ritiro a Milanello, ha cercato di convertire Suso nel suo ‘numero 10‘. Con risultati altalenanti.

Nel periodo, però, in cui lo spagnolo aveva fatto intendere di potercisi adattare, Giampaolo si è lasciato andare a commenti entusiasti: “Suso è forte forte. Sono calcisticamente innamorato di lui. Noi i calciatori forti dobbiamo tenerli, non venderli”, il ‘suggerimento’, neanche troppo velato, di Giampaolo alla dirigenza del club di Via Aldo Rossi. La quale, a quel punto, ha cambiato i piani in corsa e deciso di tenere Suso per la somma felicità dell’allenatore abruzzese.

Con il passare del tempo, però, Giampaolo si è reso gradualmente conto di come Suso non rappresentasse esattamente l’elemento idoneo a svolgere quel determinato tipo di ruolo, in un determinato sistema di gioco come quello promulgato dal tecnico. Ad Udine, Suso è affondato con tutta la squadra, sbagliando totalmente partita. Fino a quando, almeno, Giampaolo non l’ha riportato, nell’inutile assalto finale alla porta friulana, nella sua posizione naturale, largo a destra.

Al termine di quel match, Giampaolo ha capito di dover apporre dei correttivi alla squadra rossonera e, parzialmente, è venuto meno al suo credo tattico. I movimenti delle due punte di ruolo sono rimasti gli stessi, ma a Suso è concessa una maggior libertà d’azione: il numero 8 può partire dalla sua adorata linea laterale, per poi (ogni tanto) accentrarsi ed andare tra le linee, anche se appare piuttosto evidente come gli venga invece naturale, per impostazione, accendere la manovra da tutt’altra posizione.

Giampaolo, per Suso, ha abdicato dai suoi rigidi dettami tattici passando a disporre il Milan con un assetto che, seppur ‘dinamico’, ricorda tanto un 4-3-3. Modulo che in carriera ha dimostrato di non gradire moltissimo. Naturale che, adesso, in casa rossonera, tutti si aspettino che Suso assurga al ruolo di indiscusso leader offensivo di una squadra che sta trovando notevoli difficoltà ad andare in gol.

Spetterà allo spagnolo, ed al suo immenso talento, rappresentare la vera arma in più nell’arsenale del Diavolo, alzando i giri del motore, migliorando le proprie statistiche in termini di gol ed assist, e, soprattutto, dimostrando continuità di rendimento in tutto l’arco della stagione: particolare, questo, non di secondaria importanza, visto che, dal 2016 ad oggi, Suso si è spesso eclissato nella fase centrale del campionato, brillando invece, nei due mesi iniziali e in quello finale di ogni stagione.

Dovrà anche convincere la società a rinnovargli il contratto: attualmente, guadagna 3 milioni di euro netti a stagione ed è legato al Milan per altri tre anni, fino al 30 giugno 2022. Il Diavolo non ha fretta di sedersi al tavolo per discutere un nuovo accordo, ma lui sì e ‘rumors‘ di calciomercato riportano che abbia chiesto un aumento significativo del proprio stipendio, con l’auspicio di portarlo fino a 5 milioni di euro. Un ingaggio che il Milan del fondo Elliott Management Corporation non intende più riconoscere.

A meno che, ovviamente, il giocatore non sia indispensabile per il gioco del Milan. Quindi, Suso, se ci sei, batti un colpo: questo è il tuo momento.

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