Milan, SOS difesa: c’è un problema a destra. E se si giocasse sempre a 3?

Milan, SOS difesa: c’è un problema a destra. E se si giocasse sempre a 3?

Sono già 15 i gol incassati dal Milan in 11 giornate di campionato. Urgono rimedi, in fretta, per evitare di gettare alle ortiche la stagione già a novembre

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS MILANCiro Immobile e Joaquín Correa, ‘match-winners‘ di Milan-Lazio a ‘San Siro’, hanno riacceso l’allarme in casa rossonera. Una spia rossa, infuocatasi con le reti incassate da Edin Dzeko e Nicolò Zaniolo all’Olimpico di Roma, che aveva cercato di avvertire il tecnico Stefano Pioli di come più di qualcosa, nella retroguardia milanista, non andasse. Ignorata per via di un illusorio ‘clean sheet‘ in Milan-Spal.

La sirena, però, questa mattina risuona forte, fortissimo, a Milanello e dintorni: sono già 15, infatti, i gol incassati dal Milan in queste prime 11 giornate di campionato. Con quasi un terzo di stagione ormai in archivio, non si tratta più di un caso, né di una coincidenza, o di una sfortunata fatalità. I problemi del Diavolo, in fase difensiva, sono tanti, pesanti, strutturali e, purtroppo, a quanto pare, molto difficili da sradicare alla base.

E, va detto, se non ci fossero stati Gigio Donnarumma e Pepe Reina più di qualche volta a metterci qualche pezza (vedi rigori parati, da entrambi, o parate sontuose del numero 99), il passivo, per la squadra di Marco Giampaolo prima e Pioli poi, avrebbe potuto anche essere nettamente più inquietante. La premessa è doverosa: sarebbe ingiusto imputare tutte le colpe ai difensori; una squadra deve sapere difendere di collettivo. E quando la squadra, tutta, fa male la fase difensiva, dietro si va, logicamente, in apnea.

Quindi, si parte dal concetto che il Milan debba migliorare, in toto, la qualità della sua fase difensiva e delle sue prestazioni di squadra. Poi, però, va anche considerato come molto spesso, in questo campionato, il Diavolo abbia perso punti sanguinosi, in casa ed in trasferta, per errori individuali dei suoi difensori, costati pareggi, sconfitte e, più in generale, punti importanti che, una volta sommati, contribuiscono a spiegare anche perché, adesso, sia più vicina la zona retrocessione di quella Champions.

Ad Udine, Franck Kessié si dimentica in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo Rodrigo Becão ed il Milan perde (0-1). Nel derby, Romelu Lukaku, su cross di Nicolò Barella, brucia di testa Alessio Romagnoli per il colpo del k.o. Un gol che, in sostanza, ha replicato ieri sera in Milan-Lazio il bomber del torneo, Immobile, svettando su Léo Duarte sull’assist di Manuel Lazzari. A ‘San Siro’ contro la Fiorentina, débâcle totale, ed a Roma protagonisti dei due gol giallorossi anche Kessié, che non marca Dzeko, e Davide Calabria, che regala il pallone a Zaniolo.

Contro il Lecce, invece, i gol ospiti sono arrivati … dalla destra, con il fallo di mano in area, assurdo, di Andrea Conti e la dormita generale sul tiro di Marco Calderoni al termine di un’azione prolungata dei salentini. A questo proposito, va detto come sia proprio su quel versante, quello di destra, che il Milan palesi la maggior parte dei suoi problemi. Giampaolo e Pioli hanno provato ad alternare prima Calabria, Conti ed anche Duarte, ottenendo, però, quasi mai risposte positive. A gennaio, verosimilmente, il Milan tornerà sul mercato alla ricerca di un terzino destro.

Nel frattempo, però, che fare? Sperare che il singolo di turno, deputato a giocare sulla fascia destra in quella partita, non commetta ingenuità, stia il più attento possibile e, magari, non regali facilmente un bonus di accesso alla porta agli avversari? La sensazione che si percepisce è che chi gioca contro il Milan sappia già che da quella parte è più semplice ‘sfondare’ e che ci sono maggiori chance per arrivare, rapidamente, alla conclusione a rete.

Rispetto all’era Giampaolo, Pioli ha provato a porvi rimedio schierando una difesa a 4 che, in fase di impostazione del gioco, di fatto diventa a 3, con Theo Hernández, sul versante sinistro, che si alza molto, ben oltre la linea dei centrocampisti. Ed allora viene logico pensare: ma perché il Milan non passa, in via definitiva, alla difesa a 3? Vero, in casa rossonera, storicamente, è un’impostazione di gioco scarsamente tollerata. I giocatori a disposizione, però, renderebbero la traslazione decisamente più facile.

Immaginate: Duarte (o magari il rientrante Mattia Caldara) sul centrodestra, con Romagnoli centrale e Ricardo Rodríguez, più bravo in marcatura che in fase di spinta, sul centrosinistra. Volendo, Mateo Musacchio per lo svizzero, con Romagnoli sul centrosinistra. Sulle fasce, a centrocampo, ma con la libertà di correre su e giù, Conti e Theo, i quali, per caratteristiche tecniche e passato (il biondo nativo di Lecco giocava in quella posizione nell’Atalanta, n.d.r.) sarebbero ideali. A centrocampo, cerniera con Kessié, Bennacer e Lucas Paquetá (o Hakan Calhanoglu) ed in attacco la coppia Krzysztof PiatekRafael Leao.

Con un 3-5-2 (o 3-4-1-2 ‘fluido’) così strutturato il Milan non rinuncerebbe, praticamente, alle sue bocche da fuoco e ad una certa pericolosità in fase offensiva ma, al contempo, risulterebbe più coperto dietro ed in mezzo, nel tentativo di ridurre al minimo i margini d’errore. Le partite, al giorno d’oggi, si sa, sono decise dagli episodi. E, magari, cercare di portarli dalla propria parte sarebbe tutt’altro che un male per il povero Milan versione 2019-2020.

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