PM – Bilancio Milan: la verità sul maxi-passivo e le due strade per Elliott

PM – Bilancio Milan: la verità sul maxi-passivo e le due strade per Elliott

Il Milan ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2019 con un passivo record, consolidato, di 146 milioni di euro. Andiamo a capire il perché di questo deficit…

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – Sono finalmente ufficiali le cifre del bilancio che il Milan ha chiuso lo scorso 30 giugno 2019. Contrariamente alle previsioni, che parlavano di un rosso di 85-90 milioni, il club di Via Aldo Rossi ha invece comunicato di aver chiuso la stagione 2018-2019 in deficit di quasi 156 milioni di euro (146 milioni di euro le perdite consolidate, n.d.r.), addirittura 20 milioni di euro in più rispetto alla stagione precedente, 2017-2018, quella del tanto vituperato -126 dell’era cinese.

Dai documenti contabili si evince come siano scesi i ricavi totali, passati da 255,8 a 241,1 milioni di euro, così come quelli derivanti dalla cessione dei calciatori, passati da 42 a 25,5 milioni di euro. In calo, in casa Milan, anche i proventi dalle sponsorizzazioni, passati da 44,7 a 38 milioni di euro e quelli relativi alla biglietteria, ovvero degli spettatori a ‘San Siro‘, scesi da 35,3 a 34,1 milioni di euro. Numeri che fanno pensare ad un’ecatombe senza precedenti.

Anche perché, contestualmente, è aumentato il costo del personale, salito da 150,4 a 184,8 milioni di euro. La società Milan, però, non sembra molto preoccupata. Questo perché, fanno sapere da ambienti vicini al club rossonero, si sono volontariamente accantonate, in questo bilancio, una serie di somme (come, ad esempio, 6,7 milioni di euro per far fronte ad un possibile multa UEFA nel momento in cui il Milan stipulerà un settlement agreement, n.d.r.) nonché le svalutazioni dei calciatori che si trascinavano di anno in anno.

Inoltre, sono stati effettuati dei lavori al centro sportivo del ‘Vismara‘ ed a quello di ‘Milanello‘, investimenti nel parco calciatori e nelle aree commerciali e digitali. Il Milan, quindi, ha caricato tutte le possibili perdite in questo bilancio chiuso al 30 giugno 2019, comprese le cifre d’acquisto complessive dei calciatori acquistati nella scorsa sessione invernale di calciomercato, quali Krzysztof Piatek (35 milioni di euro versati al Genoa) e Lucas Paquetá (38,4 milioni di euro pagati al Flamengo), per ripulirsi totalmente in questo esercizio contabile e ripartire, leggeri e snelli, nel bilancio che si chiuderà al 30 giugno 2020.

Anche perché va considerato che, nel prossimo bilancio, il Milan avrà, come da previsioni, eliminato le enormi cifre pagate in precedenza per i calciatori in prestito (come ad esempio Gonzalo Higuaín e Tiémoué Bakayoko), abbassato sensibilmente il monte ingaggi con la dismissione di contratti molto pesanti per giocatori giudicati non più utili alla causa rossonera (come ad esempio José Mauri ed Andrea Bertolacci) o avanti con l’età (come Ignazio Abate, Cristián Zapata e Riccardo Montolivo), rimpiazzandoli con elementi, acquisiti a titolo definitivo, con stipendi molto più contenuti e, infine, già accantonato 25 milioni di euro circa in plusvalenze dalla cessione di calciatori, quali Tiago Djaló e Patrick Cutrone.

La perdita consolidata del Milan, pari come detto a circa 146 milioni di euro, è stata inoltre già coperta dal fondo Elliott Management Corporation che, come si evince dal documento di bilancio del Diavolo, ha effettuato versamenti in conto capitale per 265 milioni di euro: tale operazione ha avuto, come effetto, anche la copertura del disavanzo del patrimonio netto consolidato del Milan, che al 30 giugno 2018 era in passivo di 36 milioni di euro, portandolo in positivo di 83 milioni di euro. Cosa vuol dire? Che il Milan non ha più debiti, nemmeno con le banche. E non è un caso, infatti, che le banche abbiano riaperto le linee di credito verso i rossoneri, chiuse durante il periodo dei cinesi.

Segno di grande fiducia nel lavoro finanziario del fondo Elliott nel Milan. Un passo fondamentale, poi, emerge dal paragrafo ‘Continuità Aziendale‘ nel documento di bilancio del Milan: “Il socio di maggioranza Rossoneri Sport Investment Luxembourg S.r.l. ha garantito l’impegno a supportare finanziariamente le società del gruppo Milan per un periodo non inferiore ai 12 mesi dalla data di approvazione del bilancio consolidato. Sulla base delle considerazioni sopra esposte gli Amministratori hanno predisposto il presente bilancio consolidato nella prospettiva della continuità aziendale”.

Alla luce di quanto analizzato, dunque, le strade, per il futuro del Milan, sembrerebbero essere sostanzialmente due. O il fondo Elliott riesce a far decollare sportivamente in breve tempo il Diavolo, attraendo quindi sponsorizzazioni al fine di aumentare sensibilmente ricavi e fatturato (qui si gioca, a nostro giudizio, la partita più importante: servirebbero almeno 100 milioni in più …) e, pertanto, proseguendo nella sua gestione del club, oppure non è utopia pensare che, proprio a 12 mesi dall’emissione del documento contabile di bilancio, ovvero dal 1° luglio 2020, con una società ripulita dai debiti e con i conti in ordine, la realtà dei Singer possa rimettere in vendita il Milan.

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