Rafael Leao in, Cutrone out: Milan, nel cambio ci hai guadagnato

Rafael Leao in, Cutrone out: Milan, nel cambio ci hai guadagnato

La cessione in estate di Patrick Cutrone, sostituito dall’acquisto di Rafael Leao, aveva fatto dubitare tanti tifosi del Milan. Ma i numeri non mentono

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – A Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan ed a Zvonimir Boban, Chief Football Officer del club di Via Aldo Rossi, certamente si può imputare qualcosa nella conduzione della società rossonera. D’altronde, non si nasce imparati né, tanto meno, si nasce manager. Quello che, però, difficilmente può essere rimproverato a Maldini e Boban è la scarsa conoscenza delle dinamiche del calcio giocato.

Aveva fatto tanto discutere, per esempio, in estate, tra i tifosi rossoneri la cessione di Patrick Cutrone, classe 1998, prodotto del settore giovanile rossonero, agli inglesi del Wolverhampton per 18 milioni più altri 4 di eventuali bonus. Cutrone, infatti, era un vero e proprio idolo tra i sostenitori del Diavolo, che vedevano in lui grinta ed attaccamento alla maglia, come se in campo andasse uno di loro. E lui li aveva ripagati con 27 gol in 90 presenze ufficiali nelle tre stagioni trascorse in Prima Squadra.

Maldini e Boban, però, da fini conoscitori del calcio, hanno visto in Cutrone un elemento sacrificabile sul mercato. D’accordo, il club meneghino aveva bisogno di fare plusvalenza per il bilancio ed un calciatore costato zero euro o quasi avrebbe consentito, come poi è stato, di irrobustire il capitolo delle plusvalenze. Ma i due dirigenti, evidentemente, hanno ritenuto Cutrone un calciatore il quale difficilmente, nel corso della carriera, avrebbe manifestato progressi, miglioramenti, al punto tale da diventare imprescindibile.

I numeri non mentono: Cutrone, al Wolverhampton, ha disputato finora 14 partite tra Premier League, Europa League e coppe nazionali, mettendo a segno soltanto una rete (quella inutile in occasione della sconfitta casalinga per 2-5 contro il Chelsea) e distribuendo 4 assist (di cui 3 tra andata e ritorno nei preliminari europei contro i modesti armeni del Pyunik Erewan, e uno in F.A. Cup contro il Reading, club di seconda divisione). In campo, però, ci è stato la miseria di 531′ totali. Un mezzo disastro.

Sempre Maldini e Boban, in estate, avevano deciso di sostituire Cutrone con Rafael Leao, classe 1999, prelevandolo dal Lille per 23 milioni di euro più 3 di bonus, più il 20% dell’eventuale futura rivendita del suo cartellino in favore del club francese. Un azzardo, per molti, rimpiazzare una ‘certezza’ come l’ex numero 63 con una scommessa, per altro di un anno più giovane e con, alle spalle, appena una stagione nel calcio dei grandi. Ma Boban, da questo punto di vista, era stato chiaro: il Milan aveva bisogno di classe.

Ed a Rafael Leao, va detto, questa proprio non manca. Possente fisicamente, ma al contempo leggiadro come una gazzella, Rafael Leao ha pagato, in avvio di stagione, l’integralismo dell’ormai ex tecnico Marco Giampaolo, il quale, volendo puntare sulle proprie idee ed i propri concetti di gioco senza sé e senza ma, ne ha ritardato l’inserimento nell’undici titolare, concedendogli appena 15′ di gioco, nella parte finale di Udinese-Milan 1-0, nel primo mese del campionato in corso. Quando, poi, ha cominciato a dargli fiducia, Rafael Leao ha risposto sul campo.

Migliore in campo nell’inopinata sconfitta nel derby, bene anche sul campo del Torino (nonostante il Diavolo sia uscito anche lì con le ossa rotte), in gol contro la Fiorentina al termine di una spettacolare azione personale. Nella partita seguente, contro il Genoa, Giampaolo, che sarebbe poi stato esonerato, lo aveva relegato nuovamente in panchina, salvo chiamarlo in causa a partita in corso sullo 0-1. Milan che, quindi, ha ribaltato e vinto 2-1, anche grazie al calcio di rigore conquistato da Rafael Leao e trasformato da Franck Kessié.

Il tutto in appena 297′ sul rettangolo di gioco. Mentre Cutrone dà l’impressione di essere un calciatore ‘fatto e finito’, buono senza dubbio ma non un potenziale campione, Rafael Leao dimostra, partita dopo partita, di aver espresso soltanto in parte, davvero minima, l’enorme classe di cui è dotato. Il giovane portoghese sembra essere un piccolo fenomeno in erba (non per niente, in Francia, lo paragonano a Kylian Mbappé …) destinato a migliorare sempre di più, di gara in gara, con l’aumento esponenziale dei minuti trascorsi in campo.

In un calcio che, ormai, non ha più bandiere aver ceduto il rossonero Cutrone, non lo nascondiamo, fa un po’ male al cuore. Ma averlo sostituito con Rafael Leao, a conti fatti, potrà rivelarsi, per l’immediato presente e per il prossimo futuro, il colpo di mercato più eclatante e l’eredità sportiva più significativa messa a segno dal tanto vituperato duo Maldini-Boban. Per curiosità, statistiche e retroscena su Rafael Leao, continua a leggere >>>

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