Milan, si deve ripartire da Donnarumma: ora sotto con il rinnovo

Milan, si deve ripartire da Donnarumma: ora sotto con il rinnovo

Gianluigi Donnarumma, a soli 20 anni, può essere considerato già un campione. Innamorato del Milan, dovere del club è quello di blindarlo per il futuro

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Con il suo stipendio lordo di € 10.500.000, unitamente ad una quota di ammortamento annua di cartellino di € 120.375 (cifra, questa, però davvero risibile, n.d.r.), Gianluigi ‘Gigio’ Donnarumma, classe 1999, portiere del Milan, è il giocatore che, dopo Lucas Biglia, pesa di più nel club rossonero alla voce ‘costo totale in bilancio‘. Questo è principalmente il motivo per cui, ad ogni sessione di mercato, il suo nome viene tirato in ballo dai quotidiani sportivi in edicola.

Il Milan, infatti, vuole riallinearsi ai parametri del Fair Play Finanziario UEFA dopo anni scellerati di gestione societaria tra Fininvest e proprietà cinese. E, per farlo, ha bisogno anche e soprattutto di generare delle plusvalenze in bilancio. Chi, quindi, meglio di Donnarumma, potrebbe garantire al Milan di incamerarne una da record? La valutazione del portiere sul mercato è da capogiro: almeno 60 milioni di euro. Considerando che si è formato nel settore giovanile e la quota di ammortamento quasi inesistente, con una sua cessione il Diavolo potrebbe sistemare il bilancio in un colpo solo.

Ci sono dei ‘però’, molto importanti, da tenere in conto. Innanzitutto, il fatto che Gigio Donnarumma, a soli 20 anni, può essere considerato già un campione. Ed una società che si è posta come obiettivo quello di tornare ad essere grande, in qualche tempo, in Italia ed in Europa, i campioni cercherà di non venderli, se non come ‘extrema ratio‘. Va poi considerato come il calciatore sia innamorato del Milan, squadra per cui tifa sin da bambino, come si trovi bene a Milano e come abbia tutti gli affetti più cari proprio tra il capoluogo lombardo ed i suoi luoghi natii, in Campania.

Appare, quindi, alquanto difficile che possa prendere in esame una cessione all’estero. Lo farebbe, riteniamo, soltanto se messo ‘alle porte’ dal Milan e, magari, convinto ad accettare un’altra destinazione. Circostanza, questa, finora mai verificatasi. Anzi: quando, sul finire del mese di giugno, in un Milan che ancora non sapeva se la UEFA potesse accettare il ‘consent award‘ per sanare i bilanci sballati del passato in cambio dell’esclusione per un anno dall’Europa League e che, pertanto, avrebbe dovuto puntare a realizzare plusvalenze, Donnarumma non è stato ceduto.

Paolo Maldini e Zvonimir Boban, dirigenti rossoneri, hanno saputo e voluto resistere all’offerta dell’ex collega Leonardo, che, in una valutazione globale di 50 milioni di euro, aveva offerto 20 milioni in contanti più il cartellino del portiere francese Alphonse Areola, classe 1993, ormai inviso a Parigi. Il Milan è andato avanti per la sua strada, che ha coinciso, ancora una volta, anche con quella di Donnarumma, felice di restare in rossonero per provare a conquistare la qualificazione in Champions League con la squadra del suo cuore.

Discorso chiuso? Tutt’altro. La prossima estate, sicuramente, il PSG tornerà a bussare alla porta del Milan, così come, forse, il Manchester United, che vede tornare a rischio il rinnovo dell’estremo difensore spagnolo David De Gea. Ecco perché, adesso, il dovere del club di Via Aldo Rossi è quello di blindare Donnarumma, per il presente ma, soprattutto, per il futuro, sedendosi al tavolino con Mino Raiola, il suo agente, per discutere del rinnovo di contratto di Gigio.

Come noto, Donnarumma è sotto contratto con il Milan fino al 30 giugno 2021: tra due anni, quindi, potrebbe liberarsi a parametro zero ma, soprattutto, tra dodici mesi, andare via praticamente in saldo qualora lo volesse. Più Raiola, che il ragazzo, ad essere onesti. Il rinnovo di contratto, quindi, diventa un passaggio indispensabile per assicurare al Milan tanti anni con il suo baby prodigio tra i pali. Ci sarà, però, un ‘problema’ da risolvere, e non di secondaria importanza.

Il fondo Elliott Management Corporation, proprietario del club rossonero, ha infatti stabilito un ‘salary cap‘, come negli sport americani, ovvero un tetto salariale per calmierare il monte-ingaggi del Milan, fissandolo ad un massimo di 3 milioni di euro netti per i top player. Donnarumma, con i suoi 6 milioni di euro netti a stagione, sfora già del 100% il tetto-ingaggi. E, naturalmente, in fase di rinnovo, Raiola chiederà un aumento di stipendio per il suo assistito, al fine di respingere qualsiasi tentazione dall’estero.

Bella gatta da pelare per il Milan, che tentenna, da mesi, anche sul rinnovo di contratto di Jesús Suso per lo stesso motivo: lo spagnolo, infatti, attualmente prende 3 milioni di euro netti a stagione e ne vorrebbe 5. Probabilmente, così come ha fatto in questa sessione di mercato, il Milan andrà incontro a Donnarumma, magari abbattendo costi a bilancio in altre voci, e per altri giocatori, pur di trattenere in rossonero il suo numero 99. Strategia, questa, che non può che essere approvata. Ma che andrà attuata in fretta.

Intanto, in vista di Verona-Milan di domenica sera al ‘Bentegodi‘, Giampaolo potrà contare sull’apporto di due interpreti in ballottaggio per una maglia da titolare. Per le ultime, continua a leggere >>>

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