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Si è parlato molto poco di Verona-Milan, ma molto di Allegri e del suo futuro. Il tecnico livornese dribbla le domande in modo intelligente. Il concetto è ancora una volta molto chiaro: sta bene al Milan e resta volentieri, ma quando poi gli viene chiesto di garantire la sua presenza il prossimo anno non lo fa. Tutto è rimandato al giorno in cui la Champions League sarà matematica. Però attenzione, questo può succedere anche all'ultima giornata. Poi bisognerà costruire un Milan che punti a migliorarsi, che l'anno prossimo lotti per vincere. Le basi sono buone, ma bisogna costruire. Per quanto riguarda il campo: squadra che si è allenata bene, che deve ritrovare ordine e serenità. Rafa Leao è stato fischiato e l'ha visto bene: forse ha capito che non è sempre tutto facile. Qui sotto tutte le sue parole.
Termina qui la conferenza stampa.
Se quindi il 10 luglio dirà che puntano allo Scudetto: "Intanto dovremmo partire il 12 o 13 luglio. Quando alleni il Milan devi sempre fare il massimo. Poi ci sono giocatori che devono inserirsi, altri che hanno fatto più o meno bene, ma hanno valore. L'anno prossimo lavoreremo per migliorare".
Sul Milan che punta solo alla Champions League: "Non è una fuga, dipende da situazione e contesto. Normale che loro avessero l'obiettivo dello Scudetto, l'anno scorso hanno perso per un punto e sono sei anni che sono in lotta per vincere. Se vincessero quest'anno, sarebbe il terzo in sei anni, con due finali. Magari l'anno prossimo bisogna alzare l'asticella per migliorare il posizionamento di quest'anno. Ogni anno devi migliorare. Poi quando sei in cima e sei una squadra strutturata da anni, non si dice che si lotta per un posto in Champions League, quando sei la più forte lotti per lo Scudetto, è facile. Quest'anno è un buon risultato tornare in Champions League, l'anno prossimo bisognerà lavorare per migliorare il risultato, l'anno dopo ancora uguale. Poi arrivato a un certo punto in cui non puoi migliorare, devi lottare per vincere ogni anno".
Sulle parole di Chivu che ha fatto ironia: "Devo fargli i complimenti perché ha fatto un ottimo lavoro. È vicino all'obiettivo. Vincere lo Scudetto al primo anno deve essere un ottimo risultato".
PM - Se i parametri zero sono un'occasione: "Al mercato ci pensa la società. Io posso dare consigli. Poi i dirigenti pensano al mercato. Io do direttive. In questo momento non serve parlare di mercato. Bisogna pensare all'obiettivo. Io penso che il Milan abbia un'ottima rosa. Poi verranno fatte valutazioni. Magari alcuni vorranno andare via. Domani bisogna pensare al Verona".
Perché lui non dice che resta e la società non dice che resta: "L'ho detto anche prima. La mia storia di allenatore dice che in 15 anni sono stato in due squadre. Sono contento, ho fatto parte di due grandissime società. Il primo step è l'obiettivo Champions League, poi programmare il futuro. Già iniziato la scorsa estate, in cui è cambiato molto. Poi a un certo punto tutti sognavamo di poter competere per il primo posto, ma come ho sempre detto senza perdere di vista l'obiettivo. Io sono legato al Milan e quando siamo partiti in estate, bisogna pensare già a quella dopo. Gli altri ci pensano e tu resti indietro. Quando finisci di costruire la squadra, inizia già l'anno dopo. Così mi hanno insegnato, però bisogna arrivare in Champions League, bisogna guardare a due anni, non a tre mesi".
Cosa si dicono a pranzo: "Sono incontri, in cui uno parla soprattutto dell'annata. Sono tutti discorsi che verranno messi sul tavolo il giorno in cui raggiungeremo l'obiettivo. Che possiamo raggiungere anche all'ultima giornata, sia chiaro. Domani è importante vincere, ma se non succedere non abbiamo perso la possibilità, possiamo farlo anche all'ultima giornata. A pranzo discuti della situazione: quando su quattro partite fai tre sconfitte ti fai le domande. Però puoi farti tutte le domande, ma poi fischia l'arbitro e devi vincere. I ragazzi hanno fatto un'ottima settimana. In questo momento potresti perdere certezze, ma non deve succedere. Il valore dei giocatori non cambia".
Cosa deve fare la società per migliorare: "La forza di una società e di conseguenza della squadra è nel riconoscere e lavorare sui propri limiti. Quindi se uno riconosce questo può ottenere risultati migliori. Da 20 anni in Champions League le semifinaliste sono le prime quattro che fatturano. Se non ci arrivi con le forze economiche, devi avere una strategia nella società in cui siamo tutti uniti e compatti sapendo i limiti che possiamo avere, che devono diventare punto di forza. Come è stato per la squadra per 24 partite. Abbiamo lavorato sui limiti, non è una vergogna, erano diventati punti di forza. Per questo il lavoro deve andare in questa direzione. Il margine d'errore, rispetto a chi può spendere 300, è minore. L'ambizione è quella di vincere la Champions League, ma la realtà è un'altra e bisogna lavorare sui limiti tutti insieme".
Se si aspettava una situazione diversa come società e quali passi bisogna fare per crescere: "Una società di calcio deve essere competitiva e sostenibile, ma tutto ruota intorno al risultato. È semplice. Tutto ruota intorno al risultato. Se fai risultato, la società diventa forte. Tutto dipende dal risultato. Noi abbiamo una responsabilità, oltre che facendo prestazioni e bel gioco, di posizionare il Milan in Europa almeno. Altrimenti poi è difficile che la società si sviluppi in un altro modo. Quindi semplificando la cosa, tutto ruota intorno al risultato. Quando si perde si sta una settimana col giramento di scatole, figuriamoci se non raggiungi l'obiettivo".
Se se la sente di rassicurare i tifosi: "La mia storia da allenatore parla chiaramente. I cambiamenti non sono nel mio DNA, mi piace lavorare in un'azienda, visto che si parla di numeri e fatturato. Quindi bisogna essere competitivi e sostenibili. Non possiamo far tutto in un giorno. Dobbiamo programmare, analizzare, capire gli errori... Da lì continuare. Ora abbiamo un obiettivo, non siamo ancora in Champions League".
Si parla dell'ipotesi Nazionale, ma lui parla di futuro, se la sua idea è quella di rimanere: "In queste settimane parlano tutti. Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno, non lo sanno neanche loro. Parlano tutti. È normale, tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che uno va da una parte o dall'altra. Il calcio è bello per questo, altrimenti non si parlerebbe nei bar, poi ci sono le partite.. La cosa che conta è il risultato finale. Attraverso le prestazioni, a volte migliori e a volte peggiori".
Sul passo falso del Como: "Primo bisogna vincere, ma c'è anche la Roma che è a 6 punti. 63 punti non bastano, bisogna farne altri. Domani affrontiamo il Verona, poi penseremo alla prossima e così via".
Se la sua permanenza è decisiva anche per i giocatori importanti come Maignan, Modric e Rabiot: "Questo non lo so. Io so solo una cosa e ne sono convinto: in questo momento tutte le energie vanno concentrate sull'obiettivo. Tutti, lavoriamo tutti per il Milan, sopra tutti c'è sempre il Milan: nella storia sono passati giocatori, dirigenti e allenatori. L'unica cosa che rimane e mi hanno insegnato è che sopra tutti c'è il Milan, dobbiamo lavorare per quello. Io sono legato ai ragazzi, per me i miei giocatori sono i migliori di tutti. Vanno sostenuti e loro devono sostenere me e l'hanno fatto. Dobbiamo pensare a questo momento. Penso che la società ha lavorato bene in estate, abbiamo una rosa di buoni giocatori, alcuni straordinari. È una buona base, per rinforzarla bisogna arrivare in Champions League, ora è inutile parlare di ciò che succederà. Prima la qualificazione, poi programmiamo il futuro".
Come ha visto Rafa Leao dopo i fischi, se gioca e se ci ha parlato: "Ha capito, gli è servito un po' ricevere i fischi. Ha capito che nella vita non tutte le cose vanno per il meglio, ci sono anche i momenti di difficoltà. Per la prima volta è stato fischiato, avrà una bella reazione. Ha fatto una bella settimana di allenamento, come tutti. Sono convinto che gli attaccanti torneranno a segnare, sarà importante per raggiungere l'obiettivo. L'importante però è che la squadra giochi come sempre in stagione, ma non come l'Udinese, quando abbiamo preso tre gol. Non siamo stati un minuto schierati in fase difensiva".
Se gli hanno fatto piacere le frasi di Gabbia: "Sì, assolutamente. Siamo arrivati a questo punto tutti insieme. A partire dai giocatori, che vanno in campo e ci fanno vincere. Io posso aiutarli a farli perdere ogni tanto. La società è stata vicina, ha seguito l'allenamento Furlani ieri. Quando arrivi a marzo hai l'obiettivo là e vorresti raggiungerlo in un colpo solo. Se avessimo vinto non saremmo stati matematicamente in Champions League, domani uguali. Ora serve serenità, facendo con ordine ciò che hanno sempre fatto. Se fai 24 partite senza perdere hai valori tecnici e morali. Ora abbiamo recuperato tutti e per questo finale, l'obiettivo totale deve essere superiore a quello personale".
Si è parlato poco della partita: "Come tutte le partite, domani, dopo le ultime due sconfitte senza gol soprattutto perché abbiamo fatto tre sconfitte senza segnare e subendo diversi gol, è importante. Bisogna tornare alla vittoria. Una squadra molto viva, di contropiedisti e con fisicità. Ci vuole una partita di squadra. Nell'arco della stagione c'è un momento difficile, va affrontato con serenità, facendo le cose in modo ordinato. Con l'Udinese siamo stati disordinati, subendo contropiedi fatali. Domani dobbiamo evitarlo. Mancano sei partite, domani è importante per l'obiettivo da raggiungere. Bisogna giocare a calcio con serenità, facendo partita di compattezza e ordine".
Il Milan deve voltare pagina dopo la sconfitta in campionato contro il Napoli susseguita dalla sconfitta contro l'Udinese. Domani, domenica 19 aprile, alle ore 15:00, i rossoneri saranno infatti di scena allo stadio 'Bentegodi' di Verona contro l'Hellas Verona, squadra in difficoltà in questa stagione. Una sfida che, graduatoria alla mano, vale per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Al Diavolo servono solo i tre punti, non c'è altro risultato possibile.
Attualmente, il Milan è terzo in classifica, a quota 63 punti, a 12 punti di distanza dalla capolista Inter. Il Verona invece è in netta difficoltà e si trova ultimissima in classifica con il Pisa, con la salvezza che sembra ormai svanita del tutto. Il Diavolo deve trovare i tre punti perché ora il vantaggio sul Como quinto è di 'soli' 5 punti.
Mister Allegri presenta oggi i temi principali di Verona-Milan. Avverrà nella sala stampa del centro sportivo rossonero di Milanello, in una conferenza che inizierà alle ore 12:00. Seguitela con il nostro LIVE testuale e non perdetevi neanche una dichiarazione in diretta!
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