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Per dare valore alla vittoria di giovedì bisogna vincere in Milan-Lecce domani, questo il pensiero di Massimiliano Allegri nella conferenza stampa di vigilia. Anche se si è parlato molto ancora della partita di giovedì. Le frecciatine a Fabregas non sono mancate: se alleni una grande devi vincere, non solo far divertire. E poi a chi parla di fortuna: "È una mancanza di rispetto". Per il resto, Allegri non si sbilancia, come sempre. Bisogna crescere, iniziare di nuovo a non prendere gol e passare più spesso in vantaggio.
Termina qui la conferenza stampa.
Come ricorderà questo gruppo rispetto agli altri che ha avuto: "Innanzitutto spero di ricordarmelo tra molto. Detto questo, ho avuto la fortuna di allenare dei grandi giocatori, dei buoni giocatori, ma soprattutto dei grandi gruppi, diventati grande squadre che hanno vinto. Abbiamo raggiunto gli obiettivi. Il primo anno a Cagliari è stato meraviglioso, 0 punti in 5 partite, non molto bene, ma poi è stata una bella annata. Ricordo tutti quelli con cui ho lavorato. La bellezza di questo lavoro è che siamo 70 tra tutti quelli che vivono questa annata, con intensità. Abbiamo bisogno di tutti, da cuochi ai magazzinieri. C'è bisogno di tutti. Il viaggio deve essere intenso, bello e con obiettivo da raggiungere. Sono qui solo da sei mesi, facciamo passare un po' di anni".
Quanto sarà importante leggere la partita e non essere frenetici: "Ci vorrà tecnica, velocità di passaggio e una fase difensiva che garantisca risultato".
Sui punti recuperati da situazione di svantaggio, se lo rende orgoglioso o se può ancora crescere: "Dovremmo anche andare un po' in vantaggio. Magari come col Verona, che è stata in discesa. In questo momento i risultati del Lecce non stanno premiando le prestazioni che fanno. Nell'ultima partita sul piano della corsa e della fase difensiva sono stati molto bravi".
L'ultima esperienza in bianconero era a 49 a -2 dai nerazzurri, poi il mercato non porta ambizione e c'è declino, se il rinnovo di Maignan può essere segnale di ambizione: "La società è ambiziosa e deve giocare la Champions League ogni anno. Una cosa fondamentale per la società. Poi è arrivato Fullkrug, la società è stata veloce. Sono molto contento. Stanno migliorando tutti. Se ci fosse bisogno anche di Odogu, che ha giocato poco ed è arrivato all'ultimo, farebbe una buona prestazione. Fare arrivare giocatori che non servono o non migliorano non ha senso".
Quanto è maturata la squadra: "È maturata, siamo migliorati già dall'inizio. Ci sono stati momenti in cui abbiamo perso solidità. L'altro giorno abbiamo subito più tiri in porta nel primo tempo che in tutto il campionato. Va migliorato. Bisogna cercare, a seconda dei giocatori che vanno in campo, di metterli nelle condizioni migliori".
Su Rafa Leao giocatore più decisivo, se lo fa più esultare o arrabbiare e dove arriverà: "Dove arriverà dipende da lui, va per i 27. Normale che debba essere decisivo uno come lui. Deve solo migliorare la condizione, perché si mette a disposizione, ma non sta benissimo".
PM - Come ha visto la difesa a 4 e se Saelemaekers può fare il terzino: "Vedremo, può farlo. Athekame è entrato bene, con lo spirito giusto. Andiamo un passo alla volta. Pensiamo al Lecce domani".
Su Fullkrug: "Importante, è venuto con mezzo dito rotto. È voluto venire per forza, ha lottato e ha messo a disposizione le sue caratteristiche".
Cosa sta piacendo di più e cosa pensa di cambiare e migliorare: "Bisogna migliorare nella gestione della palla, nella gestione sotto pressione. Però la cosa più importante è che tutti i giorni veniamo qui per migliorare e lavorare per l'obiettivo finale. Non bisogna esaltarsi per il secondo posto, ma pensare solo alla partita di domani, poi quella successiva e così via. Bisogna lavorare per dare continuità. Non è semplice, il campionato italiano è complicato e vincere è difficile. Sono contento dei ragazzi, hanno voglia, bisogna lavorare, stare zitti e affrontare i momenti di difficoltà con lucidità. Perché ci possono essere e non devono scalfire le nostre certezze. Se valiamo 7 o 8 o 9 non cambia se perde due partite. Nell'arco dell'annata ci sono momenti di difficoltà per condizione e mentalità. Dobbiamo tenere l'attenzione alta".
Sulla scelta di Nkunku rigorista: "Sono stato fortunato. Ho chiesto io di farlo tirare a lui. Sono due o tre i rigoristi, Pulisic non c'era. Andata bene, non ha tirato benissimo".
Sulla tenuta mentale: "Non ho portato mentalità. Abbiamo iniziato un lavoro con i ragazzi dicendo che dobbiamo migliorare la fase difensiva. Poi più alta o più bassa dipende. Dobbiamo ricominciare a non prendere gol. Quel dato ti porta in un'altra posizione. Per ora stiamo segnando. Il secondo tempo è stata migliore. Il primo tempo eravamo lunghi e loro negli spazi ci hanno creato difficoltà. Poi dobbiamo migliorare, su un fallo laterale sono usciti e hanno creato. Ci sono stati anche errori nostri. Dopo il pareggio è stata diversa. Siamo cresciuti e loro avevano speso molto".
Sulle parole di Fabregas e se gli dà fastidio sentir parlare di fortuna: "Per quanto riguarda la fortuna, è una componente. Se te la vai a cercare è meglio. Credo sia anche una mancanza di rispetto per tutti quelli che lavorano qui. Stiamo facendo discreti risultati. Non dobbiamo perdere di vista l'obiettivo finale, bisogna fare fatica. Sappiamo i nostri limiti e ci lavoriamo per raggiungere l'obiettivo. Fabregas è giovane e ha fatto tantissimo, portando il Como in alto. Credo che avrà una carriera molto buona, poi nel partite è difficile dire se... C'è stata una partita che loro hanno fatto bene e noi meglio nel secondo rispetto al primo, dove abbiamo sbagliato alcune cose. Penso sia stata una bella partita. Abbiamo fatto 3 gol, con tre tiri, e ci siamo difesi in modo ordinato".
Su Fofana e se Maignan è il più forte al mondo: "Non so perché non mi intendo di portieri. Però è importante, capitano, giocatore di livello mondiale. È importante averli perché si assumono responsabilità. Penso che per Maignan siano normalità le parate, quindi livello alto. Fofana sta facendo bene, ci dà dentro e si mette a disposizione. Poi ci sono momenti in cui le cose vanno bene e altri meno. Però che sia sempre a disposizione è la cosa più importante".
Se Camarda può diventare nel Milan ciò che è Esposito in nerazzurro: "È nel Lecce ora. Per ciò che ho visto io, ci sono tanti giovani di livello, ma ci sono quattro che sono fortissimi. Camarda, Bartesaghi, Comotto e Torriani. Hanno già esperienze di Serie A e Serie B, in futuro possono stare in rosa. Abbiamo sempre tirato fuori ragazzi dal settore giovanile. Bisogna avere pazienza, farli giocare, scegliere il percorso giusto. Penso che sia stato giusto mandarli a Spezia e Lecce.
Quali saranno i cambi: "Ho detto che ci sono, ma non so quali. Oggi vedo la squadra. Vediamo chi ha recuperato, Rafa Leao come sta. È stato decisivo, ma appena si toglie il fastidio può e deve fare molto meglio. Fullkrug è entrato bene... Devo capire oggi chi è nelle condizioni migliori. Ci sarà da spingere, da correre. I cambi saranno importanti, lo sono stati a Como e nelle ultime. Non perché l'indovino io, ma perché si mettono a disposizione. Un segnale importante, da continuare ad avere. Perché se chi entra abbassa il livello tecnico e mentale possiamo avere problemi. Siamo nella seconda parte di stagione e si abbassa il limite d'errore".
Cos'hanno di più Inter e Napoli rispetto al Milan: "È solo questione di ultimi anni. Come ho detto l'Inter negli ultimi sei anni è sempre arrivata prima o seconda tranne una volta. Mentre il Napoli ha vinto due volte negli ultimi tre anni. Noi abbiamo cambiato il 55% dei giocatori, mischiando giocatori esperti e giovani. Il nostro futuro passa dal risultato finale, quello di entrare nelle prime quattro. Il calcio italiano, com'è strutturato, non permette a una squadra di alto livello, di rimanere fuori dalle prime quattro. Abbiamo una responsabilità, oltre a giocar bene e far divertire, di raggiungere un obiettivo. Ce l'hai quando alleni e giochi nelle grandi. L'obiettivo è prioritario".
Milan cinico quando non ha il controllo e quando ce l'ha non sfrutta le tante occasioni: "Si può e si deve migliorare tutto. Domani dobbiamo affrontare il Lecce con attenzione e cattiveria sia con che senza palla. Hanno giocatori tecnici e veloci. Molto ordine, molta pazienza, compattezza e concretezza. Questo ti fa vincere le partite".
Un bollettino anche di stanchezza, su Como terzo snodo e sulle voci sul gioco: "Rabiot ha detto la verità, era una partita importante. Snodo campionato, soprattutto per rimanere attaccati al treno delle quattro. Anche perché avremo tre trasferte. Un periodo con sei trasferte e tre in casa. Domani bisognerebbe fare una vittoria, facendo una grande partita e avendo rispetto. Durante l'anno si dice sempre giochisti e risultatisti. Giovedì è stata una bella partita, con due squadre che hanno giocato in modo diverso. Nel primo tempo abbiamo trovato Maignan con parate importanti e poi abbiamo portato a casa il risultato. Era importante. Sappiamo che il Como è difficile. Pavlovic difficilmente ci sarà, non può colpire di testa, almeno fino a ieri. Gimenez ancora fuori, gli altri tutti bene. Poi domani ci saranno dei cambi, è la quarta partita giovedì-domenica. Però è importante avere lo spirito e la voglia di arrivare all'obiettivo. Ciò che conta. La cosa chiara a tutti deve essere il raggiungimento dell'obiettivo. Si passa da partite fatte bene e meno bene. Anche quando fai meno bene devi ottenere il risultato. La lettura della partita è importante. Abbiamo fatto due buone partite, col Genoa abbiamo fatto tanti tiri. Poi il calcio è strano. Dobbiamo migliorare la costruzione, ma non dobbiamo perdere chiaro l'obiettivo per cui giochiamo. Arrivare nelle prime quattro".
Se far bene con il Lecce valorizza la vittoria di giovedì: "Vengono da due ottime prestazioni. In casa erano in vantaggio col Parma e hanno fatto bene, ma soprattutto bene hanno fatto a San Siro, restando in partita, senza soffrire molto e hanno avuto un'occasione. Nelle partite in casa abbiamo fatto due pareggi e una vittoria nelle ultime. Importante vincere in casa. Ora giocheremo molto fuori casa, ci torneremo il 22 a San Siro, perché col Como non sappiamo quando giochiamo. Bisogna fare risultato per non far cadere cosa è stato fato di buono giovedì".
Un pensiero per Commisso: "Il primo pensiero alla famiglia, le più sentite condoglianze. Il calcio ha perso un uomo con passione e penso avrebbe fatto tanto e bene alla Fiorentina, condoglianze".
Quasi tutto pronto, nella sala stampa del centro sportivo di Milanello, per la conferenza stampa di Massimiliano Allegri - allenatore dei rossoneri - alla vigilia di Milan-Lecce.
Archiviato il successo esterno (1-3) contro il Como al 'Sinigaglia', il Milan di Massimiliano Allegri si prepara già alla partita successiva. Domani, domenica 18 gennaio, alle ore 20:45, il Diavolo sarà di scena allo stadio 'Giuseppe Meazza' di San Siro, a Milano, dove riceverà il Lecce di Eusebio Di Francesco.
Il Milan di Allegri arriva all'appuntamento da secondo in classifica, con 43 punti, a - 3 dalla capolista Inter e a + 3 sul Napoli, che è Campione d'Italia in carica, diretto inseguitore dei rossoneri con Roma e Juventus che hanno 39 punti. Il Lecce arriva da una sconfitta di misura (1-0) sempre a 'San Siro', ma contro l'Inter nel finale.
Oggi, giorno di vigilia di Milan-Lecce, il tecnico dei rossoneri Allegri presenta - nella sala stampa del centro sportivo di Milanello - i temi principali della sfida in conferenza: appuntamento alle ore 12:00. Seguite qui il LIVE testuale dell'evento, per non perdervi neanche una dichiarazione in diretta dell'allenatore livornese.
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