Pioli, tecnico rossonero, presenta in conferenza stampa i temi principali di Torino-Milan. Ecco tutte le sue dichiarazioni sulla partita.

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TORINO-MILAN: la presentazione della 32^ giornata / News

Il tecnico rossonero Stefano Pioli introduce i temi principali di Torino-Milan, match valido per la 32^ giornata di Serie A, in conferenza stampa oggi a Milanello. L'inizio è previsto per le ore 14:30. Il Diavolo cercherà di difendere il primato in classifica dopo aver perso un po' di terreno nella giornata precedente, per provare a continuare a sognare. Restate su 'PianetaMilan.it' per non perdere neanche una dichiarazione di Pioli in conferenza in vista di Torino-Milan di domani sera allo Stadio Olimpico Grande Torino. Fischio d'inizio programmato per le ore 20:45. Oggi e domani invece in campo le altre tre candidate al titolo: rossoneri che giocheranno quindi sapendo già gli altri risultati. Intanto oggi in campo la Primavera del Milan, qui la cronaca testuale >>>

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Termina qui la conferenza stampa.

Come si lavora sulla testa dei giocatori dopo l'ultima partita: "Ho dovuto lavorare poco. Sono concentrati".

Una tifosa che chiede di non soffrire e di avere una gioia: "Non garantisco sul soffrire, ma faremo di tutto per la gioia".

Se la giocata decisiva è più l'ultimo passaggio o il tiro: "Se pensiamo alla partita precedente non prepariamo quella successiva. Le partite sono uniche e gli avversari cambiano. Domani magari facciamo tre tiri e tre gol. L'importante è che si giochi da squadra".

Se il Milan mantiene la media di 2,5 a partita come nelle ultime quattro vince: "Non lo so, bisogna fare tanti punti. Domani è la partita più importante".

Se si allena il guizzo mancante: "Se non si può allenare, ma credo si possa anche tecnicamente, si allena concentrandosi sull'obiettivo. Domani arriveremo alla partita con la certezza che ogni pallone può essere quello decisivo. Arriviamo con la fame di voler fare gol".

Sulla mancanza di equità dell'Inter che gioca sempre prima: "Penso sarebbe giusto, alle ultime giornate, giocare insieme. Però non cambia molto. Se vuoi vincere uno Scudetto devi dimostrare di avere una mentalità vincente".

Se con Rebic può fare il trequartista: "No, sarebbe un 4-4-2, che si può fare. Però non può fare il trequartista".

Su Giroud contro Bremer: "Bremer è tra i più forti difensori del campionato italiano, Giroud ha la possibilità di metterlo in difficoltà perché è tra i più forti".

PM - Su Rebic e Rafael Leao insieme in campo: "Sì, può essere una soluzione. Soprattutto con le difese a tre. Abbiamo varie caratteristiche. Con Kessie sei un po' più equilibrato, con Brahim Diaz un po' più offensivo. Però è una soluzione".

Su Messias e Rafael Leao: "La fiducia ce l'hanno, tutti ce l'hanno e li stimo tantissimo. Per il lavoro quotidiano. Poi faccio delle scelte. Domani faccio le scelte per la formazione migliore. Anche una manciata di minuti fa la differenza. Dipende dall'approccio".

Sul fatto che nessuno pensasse che il Milan potesse vincere lo Scudetto: "Nelle valutazioni non eravamo favoriti. Stiamo facendo bene, ma dobbiamo fare qualcosa di straordinario".

Sul giocare dopo le altre: "Non cambia nulla. Sappiamo che avversario troveremo e sappiamo che dobbiamo giocare da Milan".

Sull'affrontare delle squadre serene: "Non credo che la squadra sia preoccupata o ansiosa. Siamo stati frenetici alla fine col Bologna, ma è normale in queste partite. Non è stata una prestazione da squadra ansiosa. È un privilegio essere a questo punto. La scorsa estate nessuno pensava potessimo vincere lo Scudetto".

Se ha pensato a un cambio modulo: "Noi cambiamo tantissimo, sia quando costruiamo che quando finalizziamo. Non è questione di posizione, ma di qualità".

Sulla mancanza di responsabilità nel tirare: "A volte abbiamo fatto un tocco in più. Di norma si giocano 42 palloni nell'area avversaria, noi ne abbiamo giocati 93. Se continuiamo così arriverà anche il gol. Non era la nostra serata".

Sui fischi a Kessie: "Non ho parlato con lui, ma è concentrato e motivato come tutti".

Su Pobega: "Pobega ha fatto bene, ma non è il momento adatto per parlare della prossima stagione. Siamo tutti concentrati sul momento".

Il pregio in più del Milan rispetto alle altre: "Dobbiamo giocare con le nostre qualità. Esaltando i nostri punti forti e coprire quelli deboli. Li abbiamo e fanno parte di noi, ma gli aspetti positivi sono superiori".

L'imperfezione che si può correggere: "Siamo tutte e tre un po' imperfette. Anche le squadre migliori d'Europa, come il Manchester City che ha bruciato il vantaggio. Tutte le squadre vivono momenti non al top. Si supera con la convinzione che la direzione sia giusta, lavorando e con sicurezza nelle nostre qualità. Il gioco di squadra è ciò su cui puntare".

Quanto è lontano il Milan del 7-0 dello scorso anno: "È lontana quella partita. Sono due Torino diversi. Juric sta facendo un ottimo lavoro. Sarà partita dura e sporca, ma non ci tireremo indietro".

Su Saelemaekers: "È un titolare del Milan, come tantissimi. Poi faccio delle scelte. La condizione psicofisica non è al 100% per una stagione intera. Qualcuno sale e qualcuno scende. Ho fatto scelte che pensavo fossero giuste. Però sarà importante, forse già domani".

Sui pochi gol: "I grandi numeri dicono qualcosa. Siamo consapevoli che dobbiamo migliorare la nostra fase conclusiva. Sui 20m. Si lavora sempre con grande attenzione, su questo di più".

Che settimana è stata: "La giornata di riposo era in programma. Poi io decido e scelgo. È stata una settimana di lavoro fatta bene, con qualità che ci servirà domani".

Sulle parole di Juric sul Milan: "Juric è un allenatore che stimo molto, dà identità alla squadra e migliora i giocatori. Noi allenatori non ci fermiamo al risultato, ma guardiamo tante cose. Abbiamo fatto una buona gara, ma non siamo riusciti a vincere. Abbiamo lavorato su tante situazioni, speriamo di migliorare già da domani".

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