Pioli, tecnico rossonero, presenta in conferenza i temi principali di Lazio-Milan. Ecco tutte le sue dichiarazioni sulla partita.

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LAZIO-MILAN: la presentazione della 34^ giornata / News

Il tecnico rossonero Stefano Pioli introduce i temi principali di Lazio-Milan, match valido per la 34^ giornata di Serie A, in conferenza stampa oggi a Milanello. L'inizio è previsto per le ore 14:15. Bisogna subito tornare concentrati sul campionato e continuare un percorso a cui mancano solo cinque passi e che finora è stato ottimo. Sarà una giornata fondamentale per le sorti del campionato. Restate su 'PianetaMilan.it' per non perdere neanche una dichiarazione di Pioli in conferenza in vista di Lazio-Milan di domani sera allo Stadio Olimpico. Fischio d'inizio programmato per le 20:45. I rossoneri giocheranno anche stavolta dopo aver già conosciuto tutti gli altri risultati delle concorrenti. Intanto queste sono le notizie più importanti della mattinata di oggi >>>

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Termina qui la conferenza stampa.

Che asperità ciclistica gli viene in mente con questa partita: "Ce ne sono tante... È una salita. Dipende da noi però se con pendenze difficili o se pedalabile. Dipende dalla nostra mentalità, dal nostro approccio e gioco di squadra. Abbiamo già affrontato certe sfide in passato e deve darci motivazione".

Che Lazio si aspetta e su Sergej: "Palleggeranno e cercheranno la profondità. Sono bravi, hanno qualità".

Su Brahim Diaz che parte da dietro: "Dipende dalle partite e dalle posizioni degli avversari. Loro ci aspettavano e quindi non c'era spazio tra le linee".

Se si rende conto che sono momenti personali diversi dal solito: "Sì, è normale, deve essere così. In questo momento della passata stagione non sapevamo se saremmo arrivati nelle prime quattro. Ora vogliamo provare a vincere lo Scudetto e giocarcelo fino alla fine. Deve esserci più emozione e più voglia per andare oltre i limiti. Sembrava impossibile, è un momento molto emozionante. Serve un cuore caldo e la testa fredda".

Cosa significa affrontare Sarri: "Una squadra ben preparata, tatticamente. Un allenatore bravo".

Sui ricordi nell'esperienza biancoceleste: "Un bellissimo primo anno, purtroppo c'erano ancora i preliminari. Abbiamo fatto un periodo in cui giocavamo davvero bene e vincevamo 2 o 3 a zero dopo mezz'ora. È l'unico rimpianto che ho della mia carriera".

Su Bennacer: "È in crescita, bravo in entrambe le fasi di gioco. È fondamentale. L'unica brutta notizia è che domani non ci sarà perché ha avuto una distorsione alla caviglia".

Se può giocare Samu Castillejo: "Ora sta meglio ed è disponibile anche lui".

PM - Sulla differenza col derby dello scorso anno e sulla somiglianza col 3-0 con la Lazio dello scorso anno: "Perdere il Derby ci ha deluso, ma è un'altra competizione. Non siamo stati bravi negli episodi decisivi. Questo ci deve insegnare qualcosa, già da domani".

Se conta giocare tre su cinque fuori casa: "Non lo so, non credo faccia differenza ora. Fanno la differenza le motivazioni, la qualità, lo stato della squadra e la determinazione".

Quanto è importante tornare in campo subito: "Importante e sappiamo che ogni partita può pesare. Ci siamo preparati bene. Non importa se la squadra è delusa o ripresa, conta domani e ci siamo preparati bene".

Se il Milan ha la stessa forma fisica dell'andata: "Stiamo bene, in ottima forma. Mi ricordo la partita e l'abbiamo rivista. Abbiamo giocato una partita aggressiva e tecnica e dobbiamo rifarlo".

Sulle ingiustizie non casuali: "Concentriamoci su ciò che possiamo cambiare e su quello che possiamo determinare. La partita di domani".

Cos'ha il Milan più dell'Inter e cosa l'Inter in più del Milan: "Non lo so e non deve interessarci. Dobbiamo avere di più degli avversari di domani. Troveremo avversari motivati, come sempre e giustamente come devono fare con tutti, giocando la partita della vita. Dobbiamo concentrarci a fare meglio della Lazio, concentrandoci per far diventare gli episodi favorevoli".

Se si è spiegato il calo dell'attacco: "Abbiamo segnato meno di quello che dovevamo segnare. Il nostro indice di pericolosità è sempre stato alto, ma la finalizzazione non di questo livello. Dobbiamo ricordarci che però siamo primi o secondi e nel girone di ritorno con la Juventus quelli che hanno fatto più punti. Abbiamo fatto prestazioni di valore e vogliamo vincere tutte le partite".

Cosa deve succedere da qui a fine stagione perché tornino i conti negli episodi arbitrali: "Deve succedere qualcosa che non è successo fino a oggi".

Su Rebic: "Non c'è nessun caso. Soffre di una tendinite cronica al ginocchio, ogni tanto si sveglia. Ha sentito qualcosina nel riscaldamento e sono bastati due giorni per riaverlo".

Sul non giocare in contemporanea: "Secondo me nelle ultime due giornate era giusto giocare alla stessa ora. Non dipende da me però, nessuno mi ha chiesto un parere. Non serve parlarne".

Se gli spazi di Sarri possono sbloccare gli attaccanti e se i carichi sono stati eccessivi: "Affrontiamo una squadra dal potenziale offensivo importante. Immobile è la figura principale, ma hanno giocatori di qualità e sono ben allenati. Bisognerà palleggiare bene per trovare spazi, contro una squadra che palleggia bene. Gli infortuni fino a metà stagione ci hanno impedito di fare rotazioni,  ma conta poco ciò che è successo. Conta ciò che succederà ora".

Se ha ricevuto segnali sulla trattativa di cessione Milan: "No, siamo di fronte a un momento fondamentale. Il presente è solido e i dirigenti sono presenti. Il futuro non riguarda me, non ho la situazione sotto controllo".

Su Rebic e Ibrahimovic: "Non è banale avere Ibrahimovic, è il faro della squadra. La sua forza di volontà è indomabile. Quello che sta facendo è eccezionale per essere disponibile. Ha fatto bene sia ieri che oggi e partirà con noi. Sta bene anche Rebic, siamo pronti per domani".

Sulla reazione dopo la sconfitta e sull'esodo dei milanisti: "Una cosa mi sento di dirla. I nostri tifosi hanno già vinto lo Scudetto, hanno già vinto. Ci coccolano e stimolano. Averli anche domani in così tanti ci dà spinta. Non conta tanto come sta la squadra e com'è stata. Conta cosa vogliamo e cosa faremo domani".

Se è importante guardare la classifica: "Sì, ma non ce n'è bisogno. Siamo assolutamente consapevoli del percorso e del momento che stiamo vivendo. È il più elettrizzante, eccitante ed entusiasmante che potremmo vivere. Siamo concentrati solo su domani".

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