PM – Calciomercato Milan: è convenuto cedere Caldara? No. Ecco perché

PM – Calciomercato Milan: è convenuto cedere Caldara? No. Ecco perché

Mattia Caldara è stato ceduto in prestito gratuito con diritto di riscatto all’Atalanta. Vi spieghiamo i motivi di un’operazione non conveniente

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO MILAN – Sebbene debba ancora arrivare l’ufficialità, ormai è tutto fatto. Mattia Caldara, classe 1994, lascerà il Milan e si trasferirà con la formula del prestito gratuito per 18 mesi, fino al 30 giugno 2021, all’Atalanta, club in cui è cresciuto e dove ha già totalizzato 66 presenze e 10 reti tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League.

Il club orobico avrà dunque la facoltà di riscattare Caldara, tra un anno e mezzo, versando 15 milioni di euro al Milan. Operazione, questa, che, economicamente, non è di fatto convenuta al club di Via Aldo Rossi e vi spieghiamo il perché. Caldara, infatti, è arrivato al Milan dalla Juventus il 2 agosto 2018 nell’ambito dello scambio con Leonardo Bonucci, tornato in bianconero.

Valore di mercato, 35 milioni di euro. Avendo firmato un contratto di cinque anni, fino al 30 giugno 2023, la quota di ammortamento annua del suo cartellino è di 7 milioni di euro. Pertanto, al 1° gennaio 2020, dopo un anno e mezzo dal suo arrivo al Milan, il valore del suo cartellino, ‘ammortizzato’, è di 24,5 milioni di euro. Cifra elevata per un calciatore che ha giocato appena due gare in 18 mesi con il Milan; cifra che, sicuramente, non avrebbe speso nessuno per rilevarlo.

Ecco perché il Milan ha pensato di cederlo in prestito. Perché, tra 18 mesi, ovvero quando l’Atalanta avrà la facoltà di riscattarlo, il valore del cartellino di Caldara sarà sceso a 14 milioni di euro. Qualora la ‘Dea‘ trattenesse in organico Caldara, quindi, il Diavolo effettuerà una plusvalenza netta di un milione di euro. L’affare, però, non conviene al Milan se andiamo a valutare i costi totali di Caldara nel bilancio del club meneghino.

Già, perché, essendo un calciatore ceduto in prestito con diritto di riscatto, la quota di ammortamento annuo del cartellino (7 milioni) resta comunque a carico del Milan, che, pertanto, per i prossimi 18 mesi, iscriverà a bilancio ben 10,5 milioni per un calciatore che, di fatto, non utilizzerà. E non è tutto, perché il Diavolo, come noto, contribuirà a parte del pagamento dello stipendio di Caldara, troppo alto per l’Atalanta.

Praticamente, il solo risparmio della cessione di Caldara all’Atalanta sarà di una parte, minima, di un ingaggio lordo da 3,8 milioni di euro (2 netti). A questo punto ci si domanda se non fosse stato opportuno trattenerlo in rosa e, magari, dargli fiducia, facendolo giocare titolare nella seconda parte di questa stagione, giacché il Milan, sul mercato, sta cercando un nuovo difensore centrale … A meno che, nella vicenda, non siano implicate delle ‘variabili’ a noi poco note: della volontà di Caldara di tornare nella sua Bergamo si sapeva, ma, nell’ambiente, si vocifera che il calciatore sia stato ‘bocciato’ tecnicamente da Zvonimir Boban.

A proposito del Chief Football Officer rossonero: in questi giorni sta portando avanti una razionalizzazione della rosa del Milan. Come? Per scoprirlo, continua a leggere >>>

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