Juventus, Kean: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

Juventus, Kean: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

Moise Kean, attaccante della Juventus e della Nazionale Italiana, ha parlato a ‘SoccerBible’. Dubbioso sul futuro, ecco a chi si ispira la stella bianconera

di Daniele Triolo, @danieletriolo

CALCIOMERCATO JUVENTUSMoise Kean, attaccante della Juventus e della Nazionale Italiana, classe 2000, ha rilasciato un’intervista al magazine di ‘SoccerBible‘. Queste le dichiarazioni di Kean:

Sul suo ruolo di attaccante: “In realtà avevo altro in mente. Volevo giocare come centrocampista ma mio padre non era molto contento di questo: “Devi vestire la maglia numero 9″, mi ha sempre detto. Ha anche minacciato di non portarmi più agli allenamenti! Posso dire oggi che aveva ragione”.

Sull’importanza della sua famiglia: “Sicuramente. E’ anche grazie alla mia famiglia che sono arrivato a questo livello.  Impegno, dedizione, temperamento sono tutte cose che ho imparato in casa mia. Mia madre voleva che studiassi prima, ma non era facile combinare le due cose. Alla fine il mio desiderio di diventare un giocatore a tutti i costi ha prevalso su tutto il resto. Mia madre è orgogliosa del mio percorso e non avrei mai potuto farcela senza la mia famiglia”.

Sul suo arrivo alla Juventus da giovanissimo: “Quando sono arrivato alla Juventus, quando sono arrivato a Vinovo, ho capito che le cose sarebbero cambiate. La Juventus ti aiuta a crescere e diventare un uomo in tutte le cose che vuoi fare. Impari molte cose senza neanche accorgertene. Tecnicamente sono migliorato, ma la mia ambizione è di migliorare ogni giorno sempre di più. Sono consapevole del fatto che indosso una maglia che comporta delle responsabilità, ma non è un peso. Sono concentrato sul mio percorso”.

Sul poco spazio che ha alla Juventus: “Sono sicuro che al momento non ci sono altre squadre che possano aiutarmi a migliorare nel modo in cui la Juventus può farlo. Sono nato qui e ho quasi sempre indossato la maglia bianconera. Ovviamente non so cosa riserverà il futuro, ma quello che è sicuro è che darò sempre il massimo”.

Su Cristiano Ronaldo: “Quando ci alleniamo, cerco di osservare tutte le cose che fa, dal suo atteggiamento in campo alla sua voglia di giocare, di allenarsi e di essere sempre pronto. Allenarsi con grandi campioni ha benefici che non puoi sottovalutare. Non gli ho mai chiesto consigli però, non sono il tipo. Osservo attentamente quello che fa e poi provo a ripetere ciò che ho imparato sul campo”.

Sui suoi idoli: “Didier Drogba è stato sicuramente una fonte d’ispirazione. Mi piaceva molto, era uno dei miei idoli. Guardavo come si muoveva e quanto segnava! Lui è stato fantastico”.

Sui giocatori che gli somigliano di più: “Tra gli italiani, quando ero più giovane, mi piaceva Mario Balotelli, specialmente durante il suo periodo all’Inter. Anche Mario è stato fonte d’ispirazione per me”.

Sulla sua giornata tipo: “È piuttosto normale, niente di speciale. Mi alleno al mattino, poi torno a casa e dormo – devo ricaricare le batterie. Non esco spesso, preferisco passare il pomeriggio a casa. Mi aiuta a rimanere concentrato sulla mia professione. Poi, naturalmente, c’è la PlayStation o la TV, a guardare gli sport”.

Sugli sport che ama: “Mi piace molto il basket e la NFL. Li guardo quando sono a casa o non ho una partita da giocare. Se dovessi darti due nomi direi sicuramente Odell Beckham e LeBron James. Sono fantastici”.

Sulla sua ambizione per il futuro: “Penso che la più grande ambizione sia ben nota: vincere la Champions League. Ma ciò che ti insegnano alla Juventus è dare sempre il massimo in ogni sfida, qualunque forma assuma”.

Su come ci si allena alla Juventus: “Non c’è mai un attimo di pausa! Siamo sempre concentrati sulla preparazione, particolarmente dura: dare tutto, per me, significa cercare di essere il migliore. Anche quando abbiamo partitelle amichevoli in allenamento, non voglio perdere. Non puoi mai smettere, questa è la nostra filosofia”.

Sulla sua playlist prima di una gara: “C’è sempre una canzone che è nella mia playlist: Issues di Meek Mill. Penso che sia perfetta per come mi preparo per una partita. Se dovessi dire qualche altra canzone, c’è Nonstop di Drake, 1 AM di Mill”.

Sull’ascoltare musica italiana: “No, non è lo stile giusto per me. Nemmeno rap italiano. Ho molti amici in Francia che fanno musica, musica rap, questo è più il mio genere di cose”.

Sui vestiti che troviamo nel suo armadio: “Molto di streetwear. Ad essere onesti, è pieno di maglie da calcio, quelle che scambio con altri giocatori. Non restano rinchiuse, le indosso anche per uscire”.

Sulla maglietta che per lui significa di più: “Direi la maglia di Alvaro Morata da quando abbiamo giocato contro il Real Madrid in finale di Champions League. È stata una giornata difficile, ma che non posso dimenticare!”.

Sulla chiamata in Nazionale di Roberto Mancini: “Non mi sarei mai aspettato la chiamata. Ero a Ferrara con gli Under 21, subito dopo la partita contro l’Inghilterra. Luigi Di Biagio venne da me e mi disse che dovevo unirmi alla Nazionale maggiore. Puoi immaginare le mie emozioni… Ho debuttato in Belgio contro gli Stati Uniti, entrando nel secondo tempo e penso di aver fatto bene. Indossare la maglia azzurra è la somma di tutto ciò che ho imparato: devi essere sempre pronto, allenarti duramente ogni giorno perché non lo sai mai. È stato un momento molto importante nella mia carriera”.

Sull’effetto che gli fa firmare autografi: “Sono molto felice, ovviamente. Non molto tempo fa ero io che li chiedevo, quindi capisco bene come ci si sente di fronte a un giocatore che ammiri. I sogni si avverano, giusto?”. Intanto il Milan, sul mercato, ha messo nel mirino due nomi per il ruolo di terzino sinistro: per le ultime, continua a leggere >>>

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