Una vita in panchina, da Fusignano a Madrid: settant'anni a tutto campo, ecco a voi il mito di Sacchi
UN RIVOLUZIONARIO
Mister, Signore, Dottore, Profeta o, più semplicemente, Arrigo Sacchi. Quel signore pelato, un giorno, prese il calcio dai quatto angoli della tovaglia e buttò tutto in aria. La sua forza rivoluzionaria violentò la storia del pallone. Il suo carattere manicheo, poi, ne cambiò i connotati tattici. Perché dire “catenaccio”, per Arrigo, era come bestemmiare. Insomma, l’avvento di Sacchi sui lidi del nostro calcio, lo si può etichettare come l’evento più innovativo dell’ultimo scorcio di secolo. La sua splendida follia conquistò il mondo: da signor nessuno a profeta; un allenatore divenuto l’allenatore. Un uomo incastrato tra l’ossessione per la vittoria e il desiderio della perfezione. Ed ora, dunque, lo possiamo dire: Arrigo Sacchi è stato il vate del calcio moderno. Aggressivo, intenso e maniacale, da settant’anni a questa parte. Tanti auguri caro Arrigo, e in tuo onore, oggi, ripercorriamo le tappe della tua epica epopea.
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