Lago: “Al TAS abbiamo possibilità”

Lago: “Al TAS abbiamo possibilità”

Lago è uno dei padri fondatori del Fair Play Finanziario e ha parlato della decisione della UEFA e di come sarà strutturata la difesa rossonera al TAS.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

La sentenza si è fatta attendere, ma alla fine è arrivata ed è stata dura come ci si aspettava: la UEFA ha squalificato il Milan per un anno dalle competizioni europee. I rossoneri non potranno partecipare, dunque, alla prossima Europa League alla quale si erano qualificati. Tuttavia, da Casa Milan hanno già comunicato che è pronto il ricorso al TAS di Losanna. Di questo ha parlato Umberto Lago, uno dei padri fondatori del FFP e che sta partecipando alla stesura della memoria difensiva del Milan. Ecco le sue parole a Radio 24.

Sulle speranze nel ricorso al TAS: “C’è la convinzione di avere degli argomenti importanti da spendere, che in sede UEFA non sono stati presi in considerazione. Questo un po’ ce lo aspettavamo. Essendo il TAS un ente terzo, riteniamo di avere maggiori possibilità di successo”.

Sull’oggetto della sanzione: “L’oggetto della sanzione è incontrovertibile e, purtroppo, non c’è nulla da fare perché sono bilanci già chiusi e certificati. Lo sforamento del parametro è sotto gli occhi di tutti. Il tema è capire perché, a differenza di altri club, al Milan non sia stata concessa la possibilità di ottenere il Settlement Agreement, che ti mantiene all’interno del sistema, pur fissando una serie di paletti. Noi riteniamo che ci fossero tutte le carte in regola perché il Milan fosse ammesso a questo regime”.

Se la credibilità della proprietà e del business plan hanno avuto un ruolo decisivo: “Io penso che la credibilità del business plan non sia in discussione. Ne ho visti diversi e quello del Milan era un business plan solito. Inizialmente i ricavi cinesi erano esagerati, ma questo derivava dal fatto che ci fosse un nuovo azionista cinese che sembrava aver scommesso sui ricavi cinesi, pagando 740 milioni di euro per fare fuoco e fiamme in Cina. Le previsioni sui ricavi venivano dal suo entourage. Poi, piano piano, ci si è resi conto che i tempi per realizzare questi ricavi sarebbero stati più lunghi del previsto e i ricavi sono stati debitamente ridotti fino ad avere dei ricavi fattibilissimi e, tra l’altro, presentando una serie di ‘sensitivity analysis’ che facevano vedere cosa sarebbe successo se questi ricavi non fossero stati conseguiti. Quindi, a mio avviso, non c’è un tema di credibilità del business plan. Rimane l’altro tema,ma non dovrebbe entrare la valutazione di un business plan in base a chi sia il suo azionista. Lo valuto sulla bontà dei numeri”.

Se ci sono analogie con l’esclusione della Dinamo Mosca: “Il precedente della Dinamo Mosca io lo ricordo bene e non c’entra nulla. La Dinamo Mosca aveva presentato dei numeri che sono stati completamente rivisti dalla Camera Investigativa. Con questi numeri voi avete uno sforamento molto più grande di quello del Milan. A quel punto i progetti di business plan e di rientro diventano difficilmente credibili. Per loro c’erano aspetti completamente diversi dal Milan”.

Sulle tempistiche del TAS: “Le tempistiche le ha dettate la UEFA, perché ha bisogno di fare i calendari per l’Europa League. Si andrà alla procedura d’urgenza, l’ultima data è il 19 di luglio”.

Sull’interpretazione del FFP: “Tutte le norme possono essere interpretate in vario modo a seconda di chi le interpreta. Io ricordo che, quando iniziammo a lavorare sul Fair Play Finanziario e ad applicare le prime sanzioni, il consiglio della UEFA era quello di mantenere i club all’interno del sistema e di espellerli solo quando non fosse possibile fare altrimenti. Mi pare che questa linea di pensiero sia mutata radicalmente, perché qui siamo di fronte a un club che ha presentato un business plan quantomeno in linea con gli altri, ha avuto un cambio di proprietà recentemente e verrebbe punita per una violazione fatta prima del cambio. La UEFA aveva addirittura introdotto il Voluntary Agreement per facilitare i cambi di proprietà. Ora qua siamo addirittura all’assurdo, in cui il nuovo proprietario viene penalizzato. Il Voluntary era stato introdotto anche ascoltando le lamentele di Thohir e Pallotta e ad altri che avevano appena acquistato il club, che si lamentavano per essere stati penalizzati a fronte di investimenti fatti per ristrutturare i club”.

Peggio l’esclusione dalle coppe o avere vincoli: “Non c’è dubbio. L’esclusione è la cosa peggiore, non ti permette di competere. Comporta un danno finanziario rilevantissimo, ma anche sportivo, perché sei meno attraente nei confronti dei migliori giocatori. Il problema dell’esclusione è quello che, paradossalmente, ricaccia il club in una potenziale spirale negativa dalla quale diventa più difficile risollevarsi”.

Se il nuovo proprietario verrebbe al TAS: “Francamente non lo so. Sarebbe comunque un argomento spendibile. Se uno degli argomenti della UEFA è la non credibilità del proprietario, il cambio potrà essere un argomento spendibile”.

Ma il Milan teme anche possa andare male al TAS, ecco perchè…

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