Inzaghi: “Coppa Italia, il Milan se la gioca. Cutrone? Mi auguro provi le mie stesse gioie”

Inzaghi: “Coppa Italia, il Milan se la gioca. Cutrone? Mi auguro provi le mie stesse gioie”

Filippo Inzaghi, tecnico del Venezia, è intervenuto a ‘Tiki Taka’ e ha parlato, oltre che della sua squadra, anche del passato e del presente del Milan

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Filippo Inzaghi, tecnico del Venezia, è intervenuto a ‘Tiki Taka’, in onda su ‘ItaliaUno’ e ha parlato, oltre che della sua squadra, anche del passato e del presente del Milan. Queste le dichiarazioni di Inzaghi:

Sul momento del suo Venezia: “Sono felice, due anni fa sono venuto qui con tanta voglia di fare bene. Abbiamo vinto la Serie C e siamo partiti quest’anno con l’obiettivo di salvarci, poi i ragazzi sono stati bravissimi e adesso siamo in una posizione di classifica invidiabile. Il nostro sogno, dopo la salvezza, era quello di andare ai playoff, io devo tutto ai miei giocatori che sono straordinari. A due giornate dalla fine siamo ai playoff e possiamo anche sperare che succeda qualcosa. Frosinone e Parma hanno il vantaggio degli scontri diretti e il Palermo è davanti. E’ difficile pensare che tutte e tre crollino, noi però veniamo da cinque vittorie consecutive e stiamo facendo bene. Dobbiamo proseguire così anche perché il piazzamento in Serie B è fondamentale in vista dei playoff”.

Sul rapporto con il gol quando era calciatore: “Mondonico ha detto che è il gol a essere innamorato di me e non viceversa? I gol hanno contraddistinto la mia carriera e rivederli mi emoziona sempre. Ringrazio sempre i tifosi per l’affetto, sia l’anno scorso che quest’anno entro negli stadi da avversario ma poi quando finisce la partita sembra che abbia allenato l’altra squadra. Negli ultimi stadi dove sono stato è successo questo ed è stato incredibile”.

Sulla finale di Coppa Italia tra le sue ex squadre, Juventus e Milan: “Sarà una partita da non perdere. Sono contento che il Milan torni a giocare una finale, soprattutto per Gattuso e per i tifosi milanisti. Contro la Juve non sarà semplice ma giocare una finale del genere è importante. Il Milan ci arriva bene, la Juve sarà carica ed è più forte ma in una gara secca può succedere di tutto. Ricordando anche l’ultima gara all’Allianz Stadium il Milan se la può giocare. Il pronostico è aperto. Sorpreso da Gattuso? Sono contento per Rino. Lo conosco, è un grande professionista e ha grande voglia. Sapevo che poteva riportare determinate dinamiche a Milanello, lo sento spesso e gli auguro il meglio: quando il Milan va bene sono contento”.

Sul lavoro del fratello Simone alla Lazio: “Io me l’aspettavo, anche se in Italia coi giovani allenatori si è sempre molto impazienti. Con le giovanili della Lazio aveva fatto molto bene. Quest’anno comunque andrà finire sarà stata una grande stagione. Ha sfiorato la semifinale di Europa League e la finale di Coppa Italia, ed è lì a giocarsi la Champions con Roma e Inter, quando nessuno metteva la Lazio tra le prime quattro. Ha fatto un’annata straordinaria. Io lo studio molto perché è uno dei migliori allenatori della Serie A. Usiamo anche lo stesso modulo, noi abbiamo la migliore difesa del campionato, lui il miglior attacco”.

Sull’esplosione di Patrick Cutrone: “Stefano Nava mi parlava sempre di lui, era negli Allievi e lo portavamo sempre in Primavera. L’abbiamo fatto esordire in Primavera tre anni prima del dovuto. Già allora aveva una grandissima fame di gol, sono contento che stia facendo bene. Mi piacerebbe che un giorno possa indossare la maglia numero 9 del Milan e provasse le stesse gioie che ho provato lui. Non sarà facile ma lui se lo meriterebbe”.

Sulla differenza tra la Juventus e il Milan: “A quell’epoca c’era poca differenza, perché o vinceva la Juve o il Milan. Sono stato fortunato a giocare per entrambe le società. C’era grande organizzazione e competenza, dovevi solo pensare a giocare. Potevo anche andare all’estero ma il fatto di giocare in Italia per queste grandi squadre mi ha sempre trattenuto e ho potuto anche restare vicino a casa e alla famiglia. Avevo già firmato per il Napoli, poi quella sera segnai in Coppa della Coppe il gol decisivo e non mi fecero più partire. Simone non sta cercando casa a Napoli per l’anno prossimo, ha altri pensieri. Deve pensare a questo finale di stagione e al suo matrimonio in programma il prossimo 2 giugno. Io sono il testimone ma se dovessi giocare i playoff non so neanche se riuscirò ad andare”.

Sulle critiche nei confronti di Mauro Icardi: “Dipende dagli attaccanti, se ho in rosa attaccanti che segnano lo preferisco. Poi dipende, ai miei attaccanti chiedo un lavoro che se me lo avessero chiesto i miei mister mi sarei arrabbiato un pochino. Icardi fa più di 20 gol all’anno e a uno come lui si chiedono i gol”.

Sulla lotta Scudetto tra Juventus e Napoli: “Ci sono poche parole da dire sul settimo Scudetto della Juventus. Complimenti a loro per la continuità e per il lavoro. Hanno fatto bene anche in Champions in questi anni. La forza della Juve è la continuità. Il Napoli? Gli faccio i complimenti perché ha tenuto testa a una corazzata come la Juve. Mi piace molto come gioca, ha fatto una grande stagione”.

Sui ricordi legati alle sfide contro il Liverpool con la maglia rossonera: “Purtroppo nel 2005 ero in tribuna, avevo una lesione alla rotula e volevo andare in panchina: ero fuori di testa perché non capita tutti i giorni di giocare una finale di Champions. Nel 2005 fu incredibile quello che successe ma viverla dalla tribuna è diverso. Poi dopo due anni il destino mi fece giocare da titolare sia la finale di Champions che l’Intercontinentale. La Roma con il Liverpool mi è piaciuta molto. Di Francesco ha portato una grande mentalità per la crescita della squadra. Coi Reds probabilmente sono stati eliminati soprattutto per la gara d’andata”.

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