Jeremy Menez, attaccante del Milan (Fonte: www.espnfc.com)
Jeremy Menez, attaccante del Milan (Fonte: www.espnfc.com)
Jeremy Menez, attuale capocannoniere del Milan, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, cerca di scavare nel suo passato, svelando gli aneddoti più curiosi della sua gioventù. Dal rifiuto al Manchester United, fino ad arrivare alle sue vecchie amicizie, che hanno rischiato di portarlo sulla cattiva strada: "Forse, e sottolineo forse, se non avessi avuto il calcio sarei finito in galera. Del resto, ci sono finiti un sacco di miei amici: furti, droga, quelle cose li, che ci caschi se sei giovane, vorresti tutto ma i soldi sono pochi. Ho continuato a sentirli anche quando erano dentro - i telefonini entrano pure in carcere - e ogni volta era come rendersi conto di quanto sottile sia il filo che divide una vita felice da una vita buttata via. Dal quartiere me ne sono andato a Sochaux al momento giusto, a 13 anni, l’età in cui puoi iniziare a fare le stupidaggini più grosse. E a 16 anni sono rimasto lì e non sono andato al Manchester United, anche se mi voleva Ferguson, perché pensavo non fosse il momento giusto, non ero pronto. Magari avrei fatto una carriera anche migliore, che ne so: so che non mi sono mai pentito, mai".

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