GAZZETTA – MENEZ: “CHE BELLO AVERE UN PO’ DI PANZETTA”

GAZZETTA – MENEZ: “CHE BELLO AVERE UN PO’ DI PANZETTA”

Jeremy Menez (Fonte: serieanews.com)
Jeremy Menez (Fonte: serieanews.com)
Ecco un altra parte dell’intervista di Menez ai microfoni della Gazzetta dello Sport, dove si racconta a 360°. Non mancano, poi, neanche i ricordi dei suoi vecchi sport e il suo pensiero sul confronto tra cucina italiana e francese: “Quando avevo 11 anni, giocavo a rugby. Nel quartiere giocavano in tanti e tutto sommato mi piaceva anche, ma dopo un pò ho smesso di fare il masochista: troppo grossi gli altri, prendevo troppe botte ed ero troppo più bravo a giocare a pallone dei miei compagni per non dedicarmi solo a quello”.Sul suo passato scolastico: “A scuola mi divertivo, soprattutto all’inizio quando a scuola ero con tutti gli amici del quartiere, ma non andavo bene. Comunque non facevo casino, male che andava dormivo. Ho smesso che non avevo nemmeno 16 anni”.Sui tatuaggi: “Il primo lo feci a Roma, il nome di mia mamma Pascale. Ho detto ‘provo’, ma se te ne fai uno sei morto: ti fai il secondo, il terzo e poi ti ritrovi pieno. Io ho soprattutto pieno tutto il braccio sinistro. Sul polso mia madre, e poi ci ho messo tutta la famiglia”.Sul confronto tra la cucina italiana e francese: “Alla faccia degli esteti, dico che nell’ uomo un pò di panzetta non guasta: quando smetterò di giocare ce l’avrò, ci metto già la firma, perché mi piace troppo mangiare. Sono legato a Roma soprattutto per la pasta, i miei amici francesi mi chiamavano non per sapere come stavo, ma per parlare degli spaghetti. Sono il peggior arbitro possibile della guerra in cucina Italia-Francia: dico 50-50, non saprei davvero a chi dare il 51”.

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