Silvio Berlusconi vuole conoscere tutti gli imprenditori cinesi interessati alla maggioranza del Milan, Galatioto chiede fiducia: sono ore calde
La trattativa per la cessione della maggioranza del Milan alla cordata di imprenditori cinesi rappresentati dall'advisor italo-americano Sal Galatioto è arrivata ad un punto di svolta. Secondo quanto riportato in giornata da 'Corrieredellosport.it', infatti, Silvio Berlusconi, per accondiscendere alla trattativa tra Fininvest ed il gruppo cinese per la cessione del 70% del club di Via Aldo Rossi vuole conoscere, nello specifico, e con dovizia di dettagli, tutti i nomi di chi si cela dietro la cordata orientale pronta a rilevare una delle società più titolata del nostro calcio e del Mondo. Dal canto suo, Galatioto, in considerazione di tutte le enormi operazioni economiche mandate felicemente a segno negli Stati Uniti (la vendita dei Golden State Warriors, Campioni NBA in carica, o quella degli allora Charlotte Bobcats, sempre nella massima lega di basket statunitense, ad un certo Michael Jordan), chiede invece al Presidente rossonero di accordargli fiducia.
I cinesi, ha scritto 'Corrieredellosport'.it', tra l'altro, non aspetteranno Berlusconi in eterno. Il suo 'via libera' alla trattativa in esclusiva con Fininvest slitta da qualche giorno, proprio per questo motivo: anche perché, a quanto pare, nella bozza di accordo per la trattativa di cessione del Milan esisterebbero delle penali per l'inadempienza al patto di esclusiva. L'offerta economica dei cinesi (da Pechino confermano la presenza nella cordata di Jack Ma, Presidente e fondatore di 'Alibaba Group', con l'Evergrande Real Estate Group, colosso immobiliare comproprietario della squadra di calcio del Guangzhou) è importante, ormai nota, e confermata: 70% del Milan subito, per 730 milioni di euro, saldo debiti compreso, ed il 30% entro la fine della prossima stagione. Ieri, ha rivelato 'Corrieredellosport.it', si è sfiorata la rottura perché Berlusconi è rimasto sulle sue posizioni, Galatioto anche, con il Cavaliere che storcerebbe il naso di fronte la “trattativa in esclusiva”: vorrebbe, Berlusconi, sentirsi libero di trattare anche con altri imprenditori qualora manifestassero concreto interesse e presentassero offerte congrue al valore del Milan.
La sensazione è che Berlusconi, alla fine, dirà sì alla trattativa tra Fininvest ed il gruppo cinese, anche perché si tratta di un'operazione che converrebbe a tutti: quella di oggi, però, potrebbe essere una giornata decisiva. Si tratta ad oltranza, le parti cercano un compromesso: o si arriva ad un accordo o il banco salta.
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