In casa Milan regna un vero e proprio caos: i conti sono un disastro e ora anche il fair paly finanziario Uefa pare essere a rischio
Un disastro. Mai la famiglia Berlusconi era stata costretta a spendere tanto per una squadra di calcio come quest'anno. Eh si, perché Fininvest è dovuta intervenire pesantemente per cercare di ripianare i disastrosi conti rossoneri, stamattina analizzati da 'La Gazzetta dello Sport'. Il Milan ha chiuso il 2015 con un deficit di 89,3 milioni di euro, ma il tracollo era iniziato già dal 2014. Diverse sono state le cause. Su tutti l'assenza dalla Champions League, i contraccolpi su ricavi diretti e indiretti, sull'immagine e sul rapporto con la tifoseria. E non è un caso se negli ultimi dodici mesi si sia registrato un preoccupante crollo degli incassi da stadio (da 25,6 a 16,7 milioni di euro).
Fininvest che, in 30 anni di presidenza Berlusconi al Milan, ha apportato un capitale di circa 820 milioni di euro, quest'anno si è vista anche costretta a concedere un fido per un massimo di 70 milioni, utili per i fabbisogni del club, per il ricorso alle banche e anche per gli istituti di factoring. Tanto che il Milan sembra essere finito in un tunnel dal quale risulta difficilissimo uscire. 'Gli investimenti del mercato estivo (116 milioni il saldo negativo tra acquisti e cessioni) non hanno dato i frutti sperati', scrive la rosea. E, a differenza di quanto detto da Galliani, sembra non intravedersi un modo per invertire il trend.
Ma non è tutto. Perché il bilancio del 2016, con ogni probabilità, segnerà ancora una perdita grossa e Fininvest sarà chiamata a nuovi e massicci interventi. Con la società rossonera che rischierebbe seriamente di non rispettare il fair play finanziario Uefa. Difficile, infatti, che la stessa Uefa possa accettare la richiesta di 'voluntary agreement' avanzata dai manager del Milan al fine di evitare le sanzioni per il fair play.
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