Campeol: “Gattuso? Il secondo giorno volevo piangere. Donnarumma innamorato del Milan”

Campeol: “Gattuso? Il secondo giorno volevo piangere. Donnarumma innamorato del Milan”

Il terzino della primavera del Milan, Axel Campeol, ha parlato ai microfoni di qdpnews.it della prima squadra e del tecnico rossonero Gennaro Gattuso

Gennaro Gattuso, tecnico del Milan

Alex Campeol, terzino della Primavera rossonera, ha parlato ai microfoni di qdpnews.it, iniziando dai paragoni con Maldini visti il numero di maglia (3) e la fascia di capitano: “Mi fa molto piacere ricordare per certi versi Maldini, è un giocatore che ha fatto la storia del calcio italiano e soprattutto del Milan. Ma sono tranquillo perché comunque sia sono Campeol: un giocatore completamente diverso, con altre qualità e debolezze. Preferisco viverla serenamente, insomma, sapendo che comunque la maglia numero 3 non potrei indossarla in prima squadra (ride, ndr)”

Sul calcio ‘dei grandi’: “Alla base di tutto devi circondarti di persone di cui ti fidi e avere una famiglia con la testa sulle spalle. Devo ringraziare chi mi ha educato e soprattutto i miei genitori, che mi hanno insegnato ad essere razionale, a rapportarmi in maniera intelligente. Vedo molti ragazzi della mia età che si sentono già arrivati”.

Su Locatelli, Cutrone e Donnarumma: “Donnarumma (classe 1999, ndr) lo ricordo all’epoca dei giovanissimi nazionali, quando giocavo sotto quota, e già a quei tempi era un mostro. Aveva qualcosa di unico, per non parlare del fisico che era già sproporzionato rispetto alla categoria. Con Locatelli (1998, ndr) giocai un paio di volte quando più piccolo venni convocato in Primavera e mi impressionò per classe e facilità di gioco. Cutrone (1998, ndr) lavora tantissimo e ha un sacco di fame, si intravedeva già il suo potenziale”.

Sulle critiche a Donnarumma. “Il mondo del calcio è spietato, puoi passare da eroe a colpevole da un giorno all’altro. Purtroppo devi essere sempre ad altissimi livelli per poterti permettere di essere qualcuno e di essere chiamato qualcuno perché se abbassi un attimo l’asticella è finita. Si sa poi che la tifoseria del Milan è abbastanza calda. In realtà non mi sono fatto alcuna idea, so solo che Gigio è innamorato del Milan: toccherà a lui e alle parti chiamate in causa mettersi d’accordo. La cosa importante è che continui a fare bene come sta facendo”.

Su Gattuso: “Lo ammetto: all’inizio ero molto scettico. Sinceramente non so perché, forse a pelle. In lui vedevo il giocatore di un tempo, che prediligeva la fisicità alla qualità, e pensavo non avrei giocato un minuto. Invece si è dimostrato innanzitutto una bellissima persona: un allenatore così non l’avevo mai avuto e penso non lo avrò mai più. E’ uno che ti dà il cuore e se glielo colpisci ti dice di continuare. Ogni allenamento o partita scendevo in campo con il bisogno di dimostrargli tutta la mia riconoscenza: in quattro mesi mi ha fatto crescere in maniera esponenziale, sia a livello di carattere che di mentalità. Per me è stato un mentore importantissimo”.

Un aneddoto su Gattuso: “Il secondo giorno di ritiro me lo ricorderò sempre. Dopo una bella giocata, mio malgrado mi sono dimenticato di chiamare l’uomo al mio compagno. Gattuso ha interrotto l’allenamento, mi è venuto faccia a faccia e mi ha urlato cose che non si possono ripetere. Che non dovevo permettermi mai più. Non aveva ancora ripreso nessuno e se l’è presa proprio con me… non sapevo cosa fare, mi veniva quasi da piangere”.

Sulla prima squadra: “Ora mi interessa fare bene con la Primavera. Voglio crescere sia a livello personale che di gruppo: nonostante alcuni limiti, in campionato stiamo andando bene. Dopo la sconfitta con l’Inter di settembre abbiamo raccolto undici risultati positivi di fila prima di perdere con la Juventus. Quel giorno c’era Pjaca (ora in prestito allo Shalke 04, ndr)… ci ha fatto gol lui su punizione altrimenti non avremmo perso neanche quella”.

Su chi l’ha più impressionato in prima squadra: “Su tutti sicuramente Suso, per velocità e tiro, e André Silva: ha doti fisiche e tecniche impressionanti e credo non abbia dimostrato ancora tutto il suo potenziale. Una volta sono riuscito a rubare il pallone a Suso e mi sono messo a correre per il campo… quello è impossibile da fermare”.

Sui difensori: “Romagnoli, fisicamente è devastante. Forse è poco elegante, ma saltarlo è dura: ti mette davanti la gamba e non passi neanche se vuoi. Anche Conti è un bel giocatore, anche se è stato molto sfortunato”.

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