Calhanoglu, ora il salto di qualità

Calhanoglu, ora il salto di qualità

Al secondo anno, Calhanoglu è chiamato a migliorarsi. Sono in tanti ex rossoneri ad averlo fatto la seconda stagione: da Pirlo e Boban a Dinho e Savicevic.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

Lo scorso anno, di questi tempi, è stato accolto come una star per poi deludere un po’ le aspettative a inizio stagione. Hakan Calhanoglu sembrava essere stato l’acquisto più sbagliato degli undici: tante difficoltà di ambientamento, un rendimento spesso pessimo e poche occasioni in campo. Al turco, però, serviva solo tempo: con l’arrivo di Gennaro Gattuso e un po’ di fiducia ritrovata, Calhanoglu è diventato uno dei giocatori più importanti del Milan, se non il più importante. Il suo rendimento è cresciuto in maniera esponenziale e lo scorso anno ha concluso la stagione da protagonista. A Milanello si è presentato con un sorriso enorme, felice di ricominciare e lo ha dimostrato subito in partitella con un gol, anche se poi annullato. Gattuso punta tantissimo su di lui. Ci ha lavorato tanto a livello mentale e tattico. La gestione di Vincenzo Montella lo aveva messo in difficoltà visti i continui cambi di ruolo e gli aveva fatto perdere fiducia. Ora Hakan è pronto a fare una stagione intera da protagonista e tutti si attendono il salto di qualità.

I precedenti rossoneri, scrive la Gazzetta, fanno ben sperare. Sono tantissimi i milanisti che al primo anno hanno avuto difficoltà per poi migliorarsi. Basti pensare a Marco Van Basten, Pallone d’Oro 1989, ma condizionato da un lungo infortunio l’anno prima, alla prima stagione rossonera. Ma forse si esagera un po’ con il confronto, anche perché si tratta di ruoli diversi. Uno che può rientrare nel discorso, da numero 10, è Zvonimir Boban. L’impatto di “Zorro” fu normale, ma nel 1993/94 ha cambiato totalmente marcia, diventando protagonista dell’accoppiata Champions League-campionato. Secondo anno da incorniciare anche per Dejan Savicevic: al primo anno segnò di più, ma il secondo si consacrò e lasciò il segno con la rete spettacolare in finale contro il Barcellona. Non è da dimenticare anche Andrea Pirlo. Con l’albero di Natale di Carlo Ancelotti il bresciano ha alzato notevolmente l’asticella. Quell’anno con Pirlo si raggiunse la Champions League a Manchester contro la Juventus. Infine c’è Ronaldinho, idolo di Calhanoglu: il primo anno non ha fatto male, ma la seconda stagione con Leonardo è stata davvero di altissimo livello.

Tutti, in ogni caso, sono paragoni pesanti. Calhanoglu non è con loro che dovrà ovviamente confrontarsi, ma avrà in ogni caso i riflettori puntati addosso. È una delle fonti di gioco più importanti del Milan, è uno di quelli da cui partono le azioni, che fa succedere le cose. In questo senso in Serie A non teme confronti, lo dicono i dati dello scorso anno. Ma non solo negli assist, Calhanoglu è un’arma importante anche nelle conclusioni a rete: il suo tiro lo hanno in pochi. È uno dei pochi su cui Gattuso è certo di poter contare e lavorerà per farlo rendere al meglio. Considerando anche che non si può avere la stessa certezza con Suso. E poco importa se il nome sulla maglia alla presentazione era sbagliato…

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