Brocchi non è un manager, né tanto meno un DS: per questo è concentrato solo sulle questioni di campo, sempre con serenità

Io non ho paura. E’ questo il claim che scorre nella mente di Cristian Brocchi. Domani sera, contro il Carpi, l’ex centrocampista sosterrà l’esame di San Siro. E il motto è solo uno: vietato sbagliare. I rossoneri non dovranno cadere nella sindrome da “braccino”. L’allenatore, infatti, vestirà il Milan con il miglior abito possibile, proprio come confermato oggi nella conferenza stampa di Milanello, alla vigilia dell’ultimo turno infrasettimanale della stagione: “Pochi obiettivi, ma chiari. Contro la Samp, sono stati raggiunti. Per domani, ne chiederò altri due, e sono sicuro che se avranno la stessa voglia ed attenzione di concentrarsi per conseguire questi due piccoli obiettivi, domani ci toglieremo delle soddisfazioni”.

Cristian Brocchi Milan

Tifosi e addetti ai lavori, dunque, concentreranno la loro attenzione alle questioni di campo; ma oggi, sempre in conferenza, i microfoni hanno indugiato anche sul rapporto tra Brocchi e Berlusconi e, in particolare, sulle voci che vedrebbero l’imminente cessione della società di Via Aldo Rossi.

Insomma, la volontà di cedere la società, influirà sulle prestazioni della squadra? Ecco cosa ne pensa il nuovo allenatore: “Non so niente di quello che riguarda un discorso societario. Non sono stato scelto per fare il manager o l’aiutante del presidente per le sue scelte. Su una cosa sono sicuro però: il presidente ama il Milan in maniera esponenziale, lo si legge dai suoi occhi. Il bene del Milan per lui è al primo posto”. Parole e diplomazia di Cristian Brocchi, rivelatosi un gran comunicatore.

Se Berlusconi riflette, Brocchi pensa ai fatti, smentendo le voci che lo descrivono come una sorta di strumento utilizzato dal presidente: “Ho sentito il presidente dopo la partita contro la Samp, era contento, non mi ha detto nulla sull’aspetto tecnico-tattico, mi ha solo detto di continuare a lavorare, e di proseguire con le mie idee ed i miei pensieri. Su una, però, mi voglio soffermare: sul fatto che io sia stato così tanto a stretto contatto con il presidente è una cosa che si dice all’esterno, ma non corrisponde così tanto alla realtà dei fatti”.

Il futuro dell’asset societario continua ad essere nebuloso. Se la scorsa estate l’ex premier non si risparmiò per ridisegnare il vestito del Milan, spendendo intorno ai 90 milioni, ora il bilancio non è di certo edificante. Alcuni giocatori, per il momento, si sono rivelati  quasi dei flop – si veda Bertolacci -, e i dati sui debiti contratti della società potrebbero far rivedere Berlusconi. Con la speranza, però, che i rumors sulla vendita della società non inficino sull’andamento della rosa.

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