Il nuovo tecnico rossonero ha studiato un piano di apprendimento dei suoi concetti per gradi. No alle rivoluzioni.
Cristian Brocchi sta dimostrando da subito una saggezza difficilmente attribuibile ad un tecnico di 40 anni esordiente in Serie A alla guida del Milan. Infatti la caratteristica principale dei tecnici più giovani è di voler imporre da subito tutti i concetti di gioco in cui crede. Brocchi, invece, ragiona già sul lungo termine. Infatti ha dichiarato di aver preparato un progetto di apprendimento graduale per i giocatori rossoneri: inizialmente pochi ma chiari.
Ecco le sue parole a riguarda nella conferenza stampa di oggi: "Molto importante consolidare quel 5% che avevo chiesto, e far vedere se era reale oppure no, e raddoppiarlo. Passare almeno al 10%, ogni piccolo passo in avanti è qualcosa in più che hai, che ti rimane dentro, e che ti aiuterà nel finale di stagione in ogni partita che andrai a giocare. Defaticante per chi ha giocato, lavoro sì di campo ma con numero limitato di giocatori lunedì. Squadra un po’ stanca, non abbiamo potuto fare molto, ma abbiamo messo in campo dei concetti e delle richieste spiegati prima dell’allenamento, di modo che loro capissero meglio i concetti e le finalità. Lo hanno fatto sempre, come dal primo giorno in cui sono arrivato. La speranza è di trovarli più riposati dal punto di vista fisico e concentrati".
E ancora sul suo metodo di lavoro sul campo: "Per riuscire ad arrivare a questo serve avere delle settimane tipo di lavoro. La mia settimana è strutturata in base a degli obiettivi molto precisi. Il primo giorno lavoro sulla costruzione, il secondo sulla fase difensiva, il terzo sulla gestione e il quarto sulla finalizzazione. Poi ci sono dei giorni in cui tutti questi concetti vengono messi insieme. Tutto sta nella disponibilità dei ragazzi, son sicuro che loro ci credono".
© RIPRODUZIONE RISERVATA