In vista della sfida di questo pomeriggio tra Milan e Torino, ecco le parole dell'ex granata Aldo Agroppi, che parla di Cairo, Mihajlovic, Belotti e Ljajc

Per parlare della sfida di questo pomeriggio tra Milan e Torino, la Gazzetta dello Sport ha contattato tre ex granata. Dopo Lucarelli e Ciccio Graziani, ecco Aldo Agroppi: "L’ultima volta che ho incontrato Cairo gli ho suggerito di cambiare allenatore. Mihajlovic trova l’ambiente giusto e non avrà un presidente che gli ordina quale formazione mandare in campo come è successo al Milan. Poi, avrà bisogno dei risultati. Come tutti gli allenatori. I tifosi granata lo hanno accolto bene. Ma il pubblico fa in fretta a cambiare idea. Io credo di essere stato uno dei dieci giocatori più amati, esclusi naturalmente quelli del Grande Torino. Però in dodici mesi mi dedicarono due striscioni: «Agroppi, il baffo che uccide« e «Agroppi il baffo da uccidere».

Sinisa Mihajlovic durante Napoli - Milan

Su Petrarchi: "Cairo all’inizio era circondato da troppi avventurieri. Mi guardò perplesso quando una volta gli dissi: “Presidente, stai buttando via tanti soldi soprattutto in ingaggi per allenatori sbagliati. Con Petrachi la musica è cambiata. Il Toro vende bene e compra meglio. Quanto a Maksimovic se avesse saltato volutamente un allenamento con il mio Toro gente come Combin o Lido Vieri lo avrebbe portato al campo tirandolo per un orecchio. Cairo sta diventando un buon presidente e non potrei dire altrimenti visto che deve pubblicare il mio libro…".

Su Belotti e Ljajc: "Di sicuro Ventura lo porterà in Nazionale. Belotti merita questa opportunità. E a proposito di giocatori importanti, Ljajic è la bellezza del calcio. Ha classe, dribbling. Sono pronto a scommettere che segnerà dieci gol e magari servirà anche dieci assist".

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