Robinho, ex attaccante del Milan, avrebbe violentato nel 2013 una ragazza albanese in un locale di Milano. La sentenza quattro anni più tardi

Robinho

AMARCORD – Milan-Lazio 3-1, il gol di Robinho

Lo scorso 23 novembre 2017, come ricordato oggi da 'La Gazzetta dello Sport', Robinho, ex attaccante del Milan, è stato condannato a nove anni di carcere per violenza sessuale. Insieme ad un amico, infatti, avrebbe violentato, nel 2013, una ragazza albanese nel guardaroba di un locale di Milano, il 'Sio Café'.

Dallo scorso giovedì, ha evidenziato la 'rosea', si conoscono le motivazioni dei Giudici della nona sezione del Tribunale di Milano, molto pesanti. “Questa è parte del testo: “Si deve dare rilievo particolarmente negativo ai toni e alle espressioni utilizzate nel commentare gli eventi, nel descrivere la ragazza con epiteti umilianti e termini spesso crudi e sprezzanti, segni inequivocabili di spregiudicatezza e quindi di consapevolezza di una futura impunità; tale consapevolezza ha indotto gli imputati persino a ridere più volte dell’accaduto, evidenziando così un assoluto dispregio per la condizione della vittima, esposta a ripetute umiliazioni, oltre che ad atti di violenza sessuale mediante abusi particolarmente invasivi, e con un’assoluta sopraffazione fisica della vittima”.

Robinho

All'epoca dei fatti Robinho era un calciatore del Milan. Sarebbe stato il primo a violentare la ragazza, nel giorno del suo compleanno: nel caso però sono coinvolti altri quattro uomini brasiliani, per cui il procedimento è sospeso in quanto irreperibili. Il Tribunale ha riconosciuto alla ragazza vittima della violenza un risarcimento di 60mila euro, mentre Robinho sta continuando a fare il calciatore in Turchia, con il Sivasspor, sesto nel campionato turco.

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