Ricardo Rodríguez: “Derby speciale: mi cercò l’Inter ma sono felice al Milan”

Ricardo Rodríguez: “Derby speciale: mi cercò l’Inter ma sono felice al Milan”

Il terzino svizzero Ricardo Rodríguez carico per la stracittadina di domenica sera: “San Siro è da sempre da pelle d’oca. Occhio al mio amico Ivan Perišić”

Domenica sera, alle ore 20:45, si disputerà l’atteso derby della Madonnina tra Inter e Milan e, per presentare la stracittadina, ‘La Gazzetta dello Sport’ ha intervistato il 25enne terzino sinistro dei rossoneri, lo svizzero Ricardo Rodríguez. Queste le sue dichiarazioni più importanti sull’edizione odierna della ‘rosea’.

Sulla città di Milano: “E’ bellissima. A volte, quando giocavo nel Wolfsburg, venivo con i cugini, facevo shopping e tornavo in Germania. Ora vivo a CityLife, in zona Fiera, ma mi piace camminare al Duomo. Difetti? Il traffico. In Germania quasi non esisteva e qui ci sono quei maledetti semafori. Troppi!”.

Sul suo momento preferito nello stadio di San Siro: “La prima partita contro il CSU Craiova ed ogni ingresso in campo. Mi piace la musica del riscaldamento e quell’inno ‘Milan, Milan’. Ho sempre la pelle d’oca”.

Sul derby di domenica sera: “Il derby è speciale. Quando ero piccolo lo Zurigo era la mia squadra preferita assieme al Valencia ed i derby contro il Grasshoppers erano sentiti. Lo stadio pieno, i fumogeni. A me piace se la partita è calda”.

Sull’ex compagno di squadra al Wolfsburg, Ivan Perišić: “E’ fortissimo e pericolosissimo. E’ forte, ha fisico, è rapido, salta l’uomo e soprattutto gioca con i due piedi. La sua mentalità mi piace: anche a Milano siamo usciti a mangiare insieme. Per marcarlo bisogna stargli sempre vicino, e speriamo che non sia in giornata”.

Sul suo mancato approdo all’Inter: “Sì, l’Inter ha parlato con il mio procuratore nella prima parte dell’anno ma il Milan, quando è arrivato, ha chiuso rapidamente. Ed io sono felice di giocare il derby per il Milan”.

Su cosa non funziona nel Milan attuale: “Difficile dirlo. Il calcio è così: giorni buoni ed altri no. Forse i nuovi vogliono mostrare di essere all’altezza e giocano sotto pressione. Ci sono giocatori che la gestiscono meglio di altri”.

Sul momento che si vive al Milan: “Il Milan vuole vincere, è normale che se le cose non vanno la società intervenga. La vita è così, decidono i capi. Poi non so che è successo con Emanuele Marra, sono arrivato un giorno e non c’era più. Mi piaceva, un bravo ragazzo”.

Sulla dieta rossonera: “Se n’è parlato troppo. Al Milan si può mangiare di tutto. Anche se io preferisco il latte di riso o di soia”.

Sul rigorista principe del Milan: “Nelle ultime partite io ero il primo e Franck Kessié il secondo. Non so come tirerò, deciderò all’ultimo istante: è puro istinto”.

Sull’effetto che gli fa stare al Milan: “Io quando sono nato ero in pericolo di vita per un’ernia diaframmatica. Mi hanno operato subito: ero 50 e 50 tra vita e morte. Per questo ringrazio Dio, anche per le cose piccole. Ho capito che ci hanno dato questa vita, dobbiamo cercare di essere felici. Siamo qui per questo”.

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