Gazzetta – UEFA-Milan: unificare le sanzioni? Possibile al TAS

Gazzetta – UEFA-Milan: unificare le sanzioni? Possibile al TAS

In questi giorni arriverà la nuova sentenza UEFA sul Milan per il mancato rispetto del Fair Play Finanziario: per i rossoneri, una strada alternativa

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILAN – ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola ha fatto il punto sulla situazione tra il Milan e la UEFA, alla luce della nuova sentenza che, da Nyon, dovrebbe colpire il club di Via Aldo Rossi nei prossimi giorni per il mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario (FFP) nel triennio 2015-2018 dopo che il Diavolo era già stato sanzionato per le violazioni del triennio precedente, 2014-2017.

Il problema, che ha trascinato il Milan in questa situazione, ha sottolineato la ‘rosea‘, è stato ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) contro la prima sentenza UEFA, quella che aveva escluso il Milan dall’edizione 2018-2019 dell’Europa League. Il club rossonero sarebbe rimasto fuori, ma oggi sarebbe ‘pulito’. Il ricorso al TAS, invece, ha innescato una reazione a catena che finirà con l’incrociare anche la sentenza in arrivo.

Il Milan, ha ricordato il quotidiano sportivo nazionale, era stato condannato, nel luglio 2018, ad un anno fuori dalle coppe per il mancato rispetto del FFP nel triennio 2014-2017: ricorso immediato al TAS e risposta favorevole. Per i giudici di Losanna, infatti, la sanzione inflitta dall’UEFA era sproporzionata ed andava riformulata “in senso migliorativo”. La UEFA, quindi, aveva emesso una nuova sentenza, optando per una squalifica con la ‘condizionale’ se, entro il 30 giugno 2021, i conti del Milan non fossero tornati in regola.

A quel punto il Diavolo si è appellato nuovamente al TAS: nel calendario delle udienze a Losanna, però, non c’è traccia di quella del Milan. Nel frattempo, però, i controlli sul FFP sono andati avanti, facendo ‘scattare’ il triennio successivo, 2015-2018, in cui i conti del Milan sono tutt’altro che migliorati (incide il -126 del bilancio 2018, retaggio dell’era cinese, n.d.r.). E quindi il club meneghino è stato deferito nuovamente alla Camera Giudicante UEFA. La nuova sentenza è attesa a breve, entro la prima decade di giugno.

Nessuno sa cosa aspettarsi, ha precisato la ‘rosea‘, ma il rischio concreto di un anno di squalifica c’è tutto. Tutti in attesa. Si è parlato di una possibile trattativa tra UEFA e Milan, ma reggerebbe poco. Oltre al Milan, infatti, ci sono altre società in attesa di provvedimento (ad esempio il Manchester City) e la UEFA non può permettersi di fare ‘favori’ ad una senza finire assediata dalle altre. Anche i ‘Citizens’ sono a rischio squalifica per le furbate del passato in materia di sponsorizzazioni e conti ‘gonfiati’, e, pertanto, la loro posizione non può essere sottovalutata.

Difficile ipotizzare ad un Milan che rinunci alla partecipazione all’Europa League per ripulirsi la ‘fedina’. Cosa che avverrebbe, invece, in caso venisse squalificato e sconti la pena. Scenario non improbabile, allora, per la ‘rosea‘, è che, una volta arrivata la sentenza UEFA sul triennio 2015-2018, il Milan si rivolga subito, nuovamente, al TAS, chiedendo di unificare i due procedimenti, per avere una risposta entro la metà del mese di luglio. L’unificazione dei procedimenti potrebbe anche servire al club per spiegare la posizione e il deficit e rassicurare i giudici sul futuro. Nel frattempo, però, il fondo Elliott potrebbe addirittura vendere il club! Per le ultime, continua a leggere >>>

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