Higuaín, il ‘problema’ della Juventus divenuto trascinatore del Milan

Higuaín, il ‘problema’ della Juventus divenuto trascinatore del Milan

Gonzalo Higuaín, in estate, è stato scaricato dalla Juventus: dopo il tentativo di scambio con Mauro Icardi dell’Inter, l’approdo in rossonero

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Il quotidiano ‘Tuttosport’ oggi in edicola ha dedicato un approfondimento a Gonzalo Higuaín, 30enne bomber del Milan che, nelle ultime due stagioni (2016-2018), ha vestito, con successo, la maglia della Juventus: 105 gare, 55 gol con due Scudetti e due Coppe Italia all’attivo.

Higuaín, infatti, in estate è stato letteralmente scaricato dalla ‘Vecchia Signora’, e ben prima che la società di Corso Galileo Ferraris mettesse in piedi l’affare del secolo, ovvero l’acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid. Tra Higuaín ed i bianconeri, infatti, si era rotto già qualcosa nella notte della finale dell’ultima Coppa Italia, vinta proprio contro il Milan, in cui il ‘Pipita’ era rimasto in panchina per 83’.

Qualcosa, nelle due stagioni trascorse da Higuaín a Torino, non ha convinto in pieno i vertici bianconeri: non tanto, secondo ‘Tuttosport’, le sue qualità di cannoniere, ampiamente dimostrate, con tanti gol spesso decisivi (uno, in campionato, a ‘San Siro’, contro l’Inter, decisivo per la vittoria sul titolo o, per esempio, un altro in Champions League a Wembley contro il Tottenham), bensì perché, proprio a livello internazionale, l’argentino aveva offerto poche prestazioni eccellenti.

In più, il fatto che, quest’anno, sarebbe andato verso i 31 anni, aveva spinto la dirigenza juventina a considerare la possibilità di venderlo senza registrare minusvalenze a bilancio. Dapprima la Juventus ha provato ad intavolare con l’Inter una trattativa di scambio per arrivare a Mauro Icardi, ma lo scetticismo del club nerazzurro, la volontà di Icardi di non rompere con la tifoseria dell’Inter e l’affare CR7 che stava prendendo corpo ha fatto tramontare l’operazione dopo un mese di dialoghi.

A quel punto, Higuaín è diventato addirittura un ‘problema’ per la Juventus, economico (anche il club bianconero deve sottostare ai paletti UEFA sul Fair Play Finanziario) e tecnico (giudicata quasi impossibile una convivenza con Cristiano Ronaldo). Si è fatto avanti il Chelsea di Maurizio Sarri, mentore del ‘Pipita’ a Napoli, poi, però, complici i mal di pancia di Leonardo Bonucci, desideroso di tornare in bianconero, ecco l’opzione Milan.

Trattativa lampo, ma comunque complessa: scambio tra Bonucci e Mattia Caldara, con Higuaín dirottato in rossonero in prestito oneroso (18 milioni di euro) con diritto di riscatto fissato a 36. Una formula, questa, che inizialmente sembrava non aver convinto l’argentino, poi tornato sui suoi passi. Qualora il Milan, per qualsiasi eventualità, non dovesse esercitare il riscatto, Higuaín a fine stagione tornerebbe a Torino. Ma questa è un’ipotesi che appare davvero molto remota.

Anche perché, nei suoi primi mesi in rossonero, il ‘Pipita’ ha già conquistato tutto, per carisma, leadership, volontà di inserirsi nel gruppo e, soprattutto, per i gol: già 7 in 12 gare tra Serie A (5) ed Europa League (2), più un assist in 1.025 minuti sul terreno di gioco. Ora, questo Milan-Juventus rappresenta per lui l’occasione di riscatto.

HIGUAÍN, DOMANI SERA, SE LA VEDRÀ CON IL CONNAZIONALE PAULO DYBALA. PER LE PAROLE DEL NUMERO 10 BIANCONERO SUL ‘PIPITA’, CONTINUA A LEGGERE >>

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