Milan tra mercato sospeso e rifinanziamento: saranno giorni di tensione

Milan tra mercato sospeso e rifinanziamento: saranno giorni di tensione

La UEFA ha detto no al Milan per il settlement agreement: un nuovo prestito di Elliott la convincerà? Atalanta e Fiorentina in attesa per l’Europa League

di Daniele Triolo, @danieletriolo

‘La Gazzetta dello Sport’ ha provato, questa mattina, a dipingere gli scenari del futuro a breve termine del Milan dopo che la UEFA ha negato al club rossonero il settlement agreement, rinviando a giudizio la società sulla quale, ora, pende la scure di pesanti sanzioni: economiche, sul mercato e sull’effettiva partecipazione dei rossoneri alla prossima edizione dell’Europa League.

La Camera giudicante dell’Organo di controllo finanziario dei club di calcio della UEFA si esprimerà intorno la metà di giugno e, per il Milan, dopo mesi di attesa e rilanci molto lenti, ora ogni giorno, ogni ora, sarà di vitale importanza per il futuro. Cosa succederà ora? I cinque membri della Camera, più il Presidente, il portoghese José Narciso da Cunha Rodrigues, saranno chiamati ad esprimersi sulla vicenda: la decisione avverrà a maggioranza, con la presenza di almeno tre membri.

Il Milan, come ha sottolineato la ‘rosea’, dovrebbe in ogni caso presentare una memoria scritta e potrebbe anche essere sentito verbalmente: alla decisione si potrebbe fare appello soltanto il presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (T.A.S.) di Losanna, chiedendo una procedura d’urgenza, anche se sembra complicato come il T.A.S. possa ribaltare una sentenza legata a conti e regolamenti UEFA. Escluso in maniera categorica che il Milan si metti ulteriormente contro la UEFA facendole causa.

RIFINANZIAMENTO – Quindi, cosa potrà fare il Milan in questo tempo? Per esempio muoversi sulla questione del rifinanziamento del debito. Yonghong Li, lo ricordiamo, per acquisire il Milan nell’aprile 2017, ottenne 303 milioni di euro più interessi dal fondo statunitense Elliott Management Corporation: soldi che A.C. Milan, nella misura di 120 milioni di euro, e Rossoneri Sport Investments Luxembourg, holding dell’imprenditore cinese, nella misura di 180 milioni di euro, dovranno restituire ad Elliott entro e non oltre ottobre 2018.

Per farlo, ha continuato ‘La Gazzetta dello Sport’, Yonghong Li da mesi sta cercando un nuovo prestito, di circa 500 milioni: Marco Fassone, amministratore delegato del club rossonero, ha dichiarato di avere tre proposte sul piatto ed è probabile, a questo punto, che Yonghong Li, vista la situazione, ne accetti una ed anche in fretta. Che succederebbe in quel caso, o nel caso in cui il Milan fornisse alla UEFA ulteriori garanzie sulla solidità economica dell’attuale proprietà? La Camera giudicante potrà considerare gli elementi, ma anche tralasciarli, valutando quindi la situazione soltanto in base ai documenti dell’indagine UEFA.

ELLIOTT – Fassone, parlando con la UEFA, aveva puntato molto sulla vicinanza al club di Elliott, che aveva garantito la continuità aziendale. Ma tutto ciò non è bastato. Elliott, come noto, potrebbe escutere il suo pegno e rilevare dunque il Milan a ottobre, o anche prima, qualora non venissero rispettate alcune clausole da Yonghong Li e la proprietà cinese. Il rischio, però, è che tutto ciò non basti perché la UEFA vuole proprietà stabili, quindi Elliott dovrebbe garantire di controllare il club rossonero a lungo e non soltanto per pochi mesi in attesa di una cessione a nuovo acquirente. Scenario probabile, allora, è che continui Yonghong Li, completando l’aumento di capitale da 37,8 milioni. Fin qui, ne ha versati la metà.

EUROPA LEAGUE – In uno scenario dai toni apocalittici, il mercato del Milan resta, al momento, sospeso fino a sentenza definitiva. Una cessione, o più di qualcuna, sarebbe possibile, perché i giocatori, in caso di addio alle coppe, potrebbero chiedere di andare altrove. Alla finestra, poi, restano Atalanta e Fiorentina: in caso di estromissione del Milan dall’Europa League, infatti, i bergamaschi andrebbero ai gironi e i viola ai preliminari.

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