Nel caso il Milan cambiasse proprietà, le prime mosse dei cinesi sarebbero l'ingaggio di Unai Emery e massicci investimenti
La trattativa per la cessione del 70% del Milan al consorzio cinese che sta discutendo in esclusiva con la Fininvest non è ancora conclusa, ma ben avviata. Al punto tale che si può già delineare la fisionomia del Milan 'cinese': secondo quanto riportato questa mattina da 'La Repubblica', gli imprenditori asiatici, coordinati dall'advisor italo-americano Salvatore 'Sal' Galatioto e Nicholas Gancikoff, per la panchina puntano su Unai Emery, tecnico del Siviglia, già corteggiato da Adriano Galliani nelle ultime stagioni e vincitore delle ultime tre edizioni dell'Europa League.
Per il momento, non sarebbe previsto l'arrivo di un nuovo direttore sportivo (Monchi, infatti, è stato 'bloccato' dal Siviglia, con tanto di comunicato ufficiale), e, per questo, si ipotizza come il potere decisionale in fase di mercato possa essere affidato alla coppia Emery-Galliani. Qualora, poi, il Milan finisse realmente ai cinesi, la prossima campagna acquisti potrebbe risultare faraonica: per 'La Repubblica', i nuovi proprietari investirebbero tra i 100 ed i 200 milioni di euro in sede di calciomercato, facilitando, così, anche la conferma di Carlos Bacca (tra l'altro già allenato da Emery). Il Milan, oltretutto, non avrebbe, al contrario dell'Inter, vincoli di fair play finanziario perché non qualificatosi per le coppe europee. Infine, con lo sbarco dei cinesi in Via Aldo Rossi, ha concluso 'La Repubblica', si porrebbe fine alla diarchia Adriano Galliani – Barbara Berlusconi, iniziata a a fine 2013.
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