Bonaventura, con Montella, ha cambiato modo di giocare: da giocatore chiave in attacco, per capacità di fare gol e assist, a difensore aggiunto.

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Ora, finalmente, si spiega la decisione di cambiare numero e di prenderne uno così inusuale per un giocatore come lui da parte di Giacomo Bonaventura. Jack è passato dal 28 al 5 e tutti si chiedevano come mai, viste le sue tendenze offensive. La risposta è arrivata dal campo: Jack ora è tutt'altro rispetto a un giocatore d'attacco. A questo punto dello scorso anno, 5 era già la somma tra gol e assist messa a segno dall'ex Atalanta. Si è sempre definito un jolly, ricorda La Gazzetta dello Sport, perché effettivamente ha ricoperto svariate posizioni nel corso dei suoi anni rossoneri. La differenza più netta è che con Sinisa Mihajlovic era jolly d'attacco, giocando spesso come ala o comunque in posizione avanzata, con Vincenzo Montella fa più il jolly di centrocampo. I suoi numeri, del resto, continuano a essere buoni anche in questa materia. Certo, è meno presente in area avversaria, ma a centrocampo dà un grosso contributo nel recuperare palla. Dopo le prime due giornate era il giocatore che più volte (21) aveva strappato palla agli avversari.

Bonaventura Milan-Lazio

Ora, invece, ha perso qualche posizione, ma resta comunque in alto in questa speciale classifica, piazzandosi quinto. Interessante, però, vedere chi lo precede: Francesco Magnanelli è primo, ma lui lo fa di mestiere; Stefan De Vrij, che è un difensore, e infine Gary Medel, cagnaccio nerazzurro, e Alex Sandro. Provando a rifare il paragone tra il Jack di oggi e quello di un anno fa, il mutamento appare ancora evidente: la passata stagione recuperava 5,8 palloni a partita, adesso ne recupera 7,3. La sua disponibilità alla squadra non è mai mancata, ma adesso è davvero aumentata. Bonaventura fa anche più lanci, vince più contrasti e tira meno in porta, creando dunque meno occasioni. Ad ammettere il cambio di atteggiamento è stato proprio Jack, dicendo che quando si gioca in mezzo al campo bisogna pensare più a difendere per far girare meglio la squadra. Questo, comunque, gli consente di toccare spesso palla. E comunque lui l'ha sempre detto: l'importante è il bene del Milan.

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