Dettagli tecnici da sistemare impediscono la firma sul preliminare di cessione del Milan entro il 15 luglio: se ne riparla la prossima settimana
Bandiera a scacchi sempre più vicina, ma il traguardo, effettivamente, ancora non viene avvistato. Come ricordato questa mattina da 'La Gazzetta dello Sport', oggi si entra nella settimana che avrebbe dovuto portare alla firma, tra Fininvest ed i rappresentanti del consorzio cinese, sul preliminare di cessione dell'80% del Milan ma, a quanto pare, tale certezza è caduta. Ci sarebbero, infatti, dei dettagli da sistemare in vista del rush finale dell'operazione, delle clausole che farebbero slittare la firma alla prossima settimana. O forse addirittura a quella successiva. La 'rosea' ha sottolineato come dalle parti non filtri preoccupazione: lo slittamento è arrivato di comune accordo, fatto sta che i tempi si sono dilatati. In questa situazione si è infilato, negli ultimi giorni, Bee Taechaubol, che ha rilanciato la propria idea di rilevare soltanto il 48% della società, mantenendo Silvio Berlusconi al timone (ipotesi da sempre caldeggiata dal patron rossonero), e manifestato la volontà di chiudere, questa volta, la trattativa entro 15 giorni. L'operazione con i cinesi, però, ha scritto 'La Gazzetta dello Sport', si trova in fase troppo avanzata per poter tornare indietro, e possibilità concrete per un rientro sulla scena di Mister Bee non sembrano essercene.
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