Il derby non è una partita come le altre, ecco come si sono comportati i rossoneri della stracittadina. Tutto il meglio e il peggio in casa Milan
<strong>L'ANALISI</strong>
Un gol, giustamente annullato per un chiaro fuorigioco, e nient'altro. Questo è il bilancio del primo tempo dell'Inter, per il resto tanto Milan. I rossoneri sfiorano il gol con Bonaventura e si rendono pericolosi in almeno un'altro paio di occasioni. Il "Diavolo" aggredisce bene la partita fin dal fischio d'inizio, attacca in massa, provando a sfruttare la creatività di Bonaventura e Suso sugli esterni e la gamba di Ricardo Rodriguez e soprattutto Kessié, che spingono con continuità.
La partita, sale di colpi, nella ripresa, pur senza regalare grandissime emozioni. L'Inter ci prova con più convinzione e sfiora il gol con Joao Mario, ma Antonio Donnarumma è bravissimo a dirgli di no on una parata che lo riconcilia anche con San Siro, che applaude a scena aperta. Il Milan, dal canto suo, fa la partita per lunghi tratti, ma fatica ad arrivare dalle parti di Handanovic, tanto che l'occasione migliore nasce dai piedi di Ricardo Rodriguez, un cui cross sbagliato, quasi si trasforma in un gol capolavoro. A scuotere i rossoneri, al 79' ci pensa Suso con un bel tiro a giro, che però si stampa sulla traversa, ma non basta, come non bastano i 90 minuti per stabilire un vincitore. A deciderla, sul finire del primo supplementare è Cutrone, che sfrutta al meglio un cross basso di Suso. Nel secondo extra time l'Inter ci prova, senza successo e il "Diavolo" vola in semifinale. Il Milan, quindi, vince il derby, non gioca bene, ma mette in campo tutto lo spirito del suo allenatore e questo, probabilmente, è il successo più grande.
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