Rivera a Milan TV: “Bisogna lavorare affinché il Milan torni grande”

Rivera a Milan TV: “Bisogna lavorare affinché il Milan torni grande”

Gianni Rivera, ex capitano del Milan negli anni Sessanta e Settanta, ha parlato in esclusiva ai microfoni di ‘Milan TV’: queste le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo

ULTIME MILANGianni Rivera, ex capitano del Milan negli anni Sessanta e Settanta, ha parlato in esclusiva ai microfoni di ‘Milan TV‘: queste le sue dichiarazioni.

Sullo Scudetto della Stella: “Peccato che non c’è stato Rocco a condividere con noi quella grande gioia. Era stato con noi, aveva vinto parecchio con noi in diverse vesti. La vita ha voluto così, e non ha potuto festeggiare come abbiamo fatto noi. Giornata splendida, bastava un punto ed è stato sufficiente. Tutti hanno partecipato alla conquista: la squadra non era eccezionale come valori, era stata anche più forte, ma il campionato fu di un certo livello, siamo rimasti lì e abbiamo conquistato con fatica lo Scudetto della Stella, dove abbiamo sofferto più del normale”.

Su Milan-Bologna 40 anni dopo: “Sarebbe più particolare se il Milan fosse in testa al campionato, ma temo che non sarà sufficiente. Ha già vinto la Juventus. Fa piacere che ci sia questo ricordo, ricordare questi momenti lì è sempre bello. Altre vittorie sono state anche superiore, si sono conquistate Coppe dei Campioni, e quindi è stato un bel momento. Spero che il Milan torni a festeggiare a quel livello, bisogna lavorare affinché il Milan torni a quel livello”.

Sulla gioia dei tifosi quel giorno del 1979: “Noi non eravamo preoccupati. Qualcuno disse ai tifosi di spostarsi in una zona dove era proibito esserci. Il questore non avrebbe fatto iniziare la partita, l’avremmo persa. Chiesero a me di dire due parole, quella zona doveva essere vuota, poteva succedere qualcosa, i pericoli non erano stati eliminati. Bisognava lasciare vuoto quel ‘mezzo popolare’ che era rimasto per tutto l’anno vuoto e che non poteva sopportare la vittoria del campionato. Non è stata una cosa complicata: a me capitava di parlare in tante circostanze, in difesa della categoria del Milan, dei giocatori, non avevo difficoltà ad andare a spiegare che se non si fosse liberata quella zona, avremmo perso il campionato. A quella dichiarazione, hanno risposto in coro e se ne sono andati. Ho toccato l’argomento che ha toccato il cuore di tutti”.

Sul momento dell’epoca: “Ho parlato da capitano in panca. Non avessi giocato, l’avrei fatto da capitano che si sarebbe seduto ai bordi del campo”.

Sul gol contro il Verona: “Non mi sono mai emozionato molto durante le partite, era la mia forza. Andavo in campo per vincere con i miei compagni. Spesso vincevamo, ogni tanto pareggiavamo, qualche volta ci capitava di perdere. Condividevamo tutti insieme. In campo andavamo con uno spirito solo. Se in campo veniva la vittoria, tanto meglio”.

Sulla festa in spogliatoio per lo Scudetto 1979 ed il pensiero a Rocco: “Ci pensavamo spesso, era l’anima del Milan. Avevamo ricordi personali per le sue uscite, ricordi in triestino, anche molto forti e taglienti … qualche mese prima, purtroppo, avevamo partecipato al suo funerale”.

Sui compagni di squadra dell’epoca: “Ci sono dei giocatori con cui hai maggiori rapporti, io abitavo vicino a Schnellinger, Cudicini, Buffon, quindi ci vedevamo di più, ma per me i compagni di squadra erano tutti sullo stesso livello. Fuori campo, poi, vedevi di più altri. Ma in campo tutti uguali”.

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