Milan deferito dall’UEFA: i possibili scenari

Milan deferito dall’UEFA: i possibili scenari

Il Milan è stato deferito dalla UEFA per non aver rispettato il fair play finanziario per il triennio 2016/2017/2018: ecco quello che può succedere

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

ULTIME MILAN – Il club se lo aspettava, ma sicuramente non è una notizia da prendere a cuor leggero. Il Milan esattamente come un anno fa è stato deferito dalla UEFA per non aver rispettato il fair play finanziario per il triennio 2016/2017/2018 e dovrà aspettare le sanzioni della Camera giudicante. Questo va ad aggiungersi all’indagine degli anni 2015/2016/2017, cioè triennio per triennio a scalare anno per anno, e per la quale c’è in sospeso ancora il giudizio del TAS. Come analizzato da corriere.it, il comunicato reso noto oggi ha certificato come tra il Milan e la UEFA non sia stata trovata una soluzione diplomatica per la stagione ‘cinese’, il cui giudizio era in sospeso.

IL TAS – Il deferimento reso noto oggi non riguarda dunque la decisione dello scorso dicembre, per il quale il TAS di Losanna deve ancora pronunciarsi. Il Milan, infatti, era stato sanzionato con 12 milioni di multa, il limite di 21 giocatori in rosa per le Coppe e soprattutto l’esclusione dall’Europa se nel 2021 non sarà raggiunto il pareggio di bilancio. Con ogni probabilità è quest’ultimo punto che ha convinto il club rossonero a ricorrere al TAS oltre tre mesi fa. Resta da capire quale delle due sentenze arriverà prima.

GLI SCENARI – In molti parlavano di accordi diplomatici tra Milan e UEFA, una sorta di settlement agreement con un anno franco e tre anni per raggiungere il break even. Ma quest non è successo. Secondo corriere.it, infatti, la cosa può essere interpretata così: il raggiungimento di un accordo (voluntary visto che era cambiata di nuovo la proprietà, dai cinesi al fondo Elliott, o settlement) non è stato possibile perché il Milan era già stato sanzionato (anche se la sanzione, come detto, è sospesa dal ricorso al Tas). Il caso dei rossoneri è unico, per questo anche i legali hanno poche certezze: gli altri club, infatti, hanno prima raggiunto un settlement, cioè la possibilità di concordare una serie di penalità e di paletti da rispettare e poi sono andati alla Camera giudicante solo quando non lo hanno rispettato. Il Milan, invece, ci è andato due volte, cioè quando il presidente era Li Yonghong e al quale la UEFA aveva chiesto maggiori garanzie di solidità, e ora con la forte proprietà Elliott, rappresentata da un CEO come Gazidis, da sempre in ottimi rapporti con la UEFA. Il Milan è in qualche modo recidivo, continua corriere.it, e con un bilancio nel complesso peggiorato. A questo punto, tutto è possibile: che le trattative siano ancora in corso, cosa che la tranquillità espressa dal Milan sembrerebbe farlo pensare, ma anche che la Camera giudicante decida di proseguire dritta per la sua strada e quindi scegliere l’esclusione del Milan dalle Coppe Europee. Intanto, ecco le parole di Romagnoli sugli arbitri: continua a leggere >>>

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