Adriano Galliani, d'accordo con Marco Fassone, condurrà le danze nel calciomercato invernale: soldi non ce ne sono, ed il Milan rischia di restare al palo

Tra poco più di 20 giorni, il prossimo 3 gennaio 2017, riapriranno ufficialmente i termini per il calciomercato: le squadre italiane potranno pertanto, fino al 31 gennaio, vendere i calciatori in esubero ed acquistare i rinforzi desiderati per migliorare i rispettivi organici. La sessione invernale di mercato che vivrà il Milan, però, sarà alquanto particolare, e rischia, a conti fatti, di vivere sulla falsariga di quanto accaduto la scorsa estate.

Adriano Galliani Milan

'Colpa' di Fininvest, di 'Sino-Europe Sports', e, più in generale, dei ritardi nella finalizzazione dell'operazione di cessione del club rossonero dall'azienda di Via Paleocapa al fondo cinese: lo slittamento della data decisiva al 3 marzo del nuovo anno, di fatto, prolungherà la fase di transizione e delle 'scelte condivise' tra la proprietà uscente e quella (forse) entrante anche al periodo di trattative per la prossima compravendita di calciatori. Sarà quindi Adriano Galliani, amministratore delegato in uscita, a condurre le danze sul mercato: il dirigente brianzolo, però, non potrà affondare il colpo su alcun obiettivo di mercato se prima non avrà ricevuto l'avallo, oltre che da Fininvest, anche da SES e dal suo consulente principe, Marco Fassone, colui il quale sostituirà Galliani a closing avvenuto.

Si preannuncia quindi un mercato difficile per i colori rossoneri, un po' perché le due realtà hanno idee differenti in merito (Fininvest, e Silvio Berlusconi, vorrebbero proseguire sulla strada dei giovani; 'Sino-Europe Sports' vorrebbe giocatori forti, di caratura internazionale, già affermati), un po' perché i soldi non ci sono. Strano a dirsi, vista la potenza economica di entrambe le parti in causa, ma, da un lato c'è Fininvest che, giustamente, non vuole impegnare risorse economiche per un club che sta cedendo da qui a breve; dall'altro, i cinesi, non vogliono investire i propri, tanti soldi per una squadra che, a livello pratico, non appartiene ancora a loro.

Rischia di pagare questa situazione Vincenzo Montella, che, dalla sessione di gennaio, si aspetta almeno 2-3 rinforzi veri (un difensore centrale, un centrocampista, un attaccante esterno) per poter mantenere elevati gli standard di rendimento della squadra rossonera, blindare un piazzamento in Europa League e, se possibile, continuare a coltivare il sogno di un ritorno in Champions League il più a lungo possibile. Napoli (per ora) permettendo. La strada per il Milan di inizio 2017 appare segnata, e tanto cara proprio all'AD Galliani: “Se non esce nessuno, non entra nessuno”, un leitmotiv che i sostenitori rossoneri, loro malgrado, sono abituati a sentirsi ripetere da anni.

Galliani, in parte, ha ragione: il Milan ha 28 giocatori in rosa, troppi per una squadra che disputa soltanto campionato e Coppa Italia, e, pertanto, a gennaio dovrà sfoltire il proprio organico prima di poter piazzare qualche colpo in entrata. I soldi per gli acquisti da dove arriveranno? Semplice, dal risparmio sugli emolumenti dei giocatori che lasceranno Milanello con la formula del prestito (Rodrigo Ely, probabile, Leonel Vangioni, certamente), e dal duplice introito del risparmio stipendio più prezzo del cartellino di quei calciatori che sembrano in uscita a titolo definitivo (Andrea Poli, in scadenza nel 2018, che piace al Torino; Keisuke Honda, scadenza 2017; Luiz Adriano, piace in Portogallo e non solo).

Per poter accogliere a Milanello i Milan Badelj ed i Keita Baldé di turno, quindi, servirà un mese di fervido lavoro in uscita, e tanta, tanta pazienza. Al Milan, in fin dei conti, sono anni che il convento serve questo piatto amaro: la speranza di tutti i sostenitori è che, dalla prossima estate, si possa tornare a degustare anche un po' di caviale.

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