“Ci vuole calma e sangue freddo”, recitava un ritornello musicale noto qualche anno fa; ecco, queste due doti dovrebbero essere distribuite in dosi massicce a chiunque si accinga a provare a fare un bilancio della stagione appena terminata; per evitare che frustrazione, abbattimento, scoramento, avvilimento si impadroniscano di noi, cerchiamo di rimanere ai dati di fatto:
RISULTATI
Il Milan chiude, notoriamente, al settimo posto (nel campionato 2014/2015 era stato decimo), con 57 punti (5 punti in più della scorsa stagione), 49 gol fatti e 43 subiti (un anno fa la differenza reti era stata identica, + 6, ma si erano segnati 56 gol e subiti 50), a -34 dalla Juventus, - 23 dalla zona preliminari di Champions League (Roma), - 10 dall’Inter (di questi tempi, l’anno scorso, il distacco dalla Juventus ammontava a 35 punti, dalla zona preliminari di Champions League (Lazio) a 17 punti, dall’Inter a 3 punti). Riflessioni: migliorando leggermente la performance in termini di punti e posizione finale di classifica (…. E mentre lo scrivo provo un leggero senso di vergogna….), nella costanza della mancata qualificazione ad alcuna competizione europea, i rossoneri non sono riusciti a migliorare la differenza reti e l’apporto dei gol segnati, la distanza dalla capolista è rimasta sostanzialmente invariata, quella dall’ultimo posto utile per la qualificazione ai preliminari di Champions League addirittura aumentata (per merito, ovviamente, della Roma che ha totalizzato 80 punti, undici in più della Lazio, terza, un anno fa), come quella dall’Inter (anche in questo caso ricordiamo che i nerazzurri hanno chiuso con 12 punti in più della scorsa annata). L’unico elemento di vera discontinuità poteva essere rappresentato dalla vittoria nella finale di Coppa Italia; sappiamo come è andata….
Il Milan non conquista trofei dalla Supercoppa Italiana del 6 agosto 2011 a Pechino. Mai nella storia trentennale della presidenza Berlusconi abbiamo assistito ad un digiuno così lungo. Toccherà rispolverare le vecchie videocassette ancora per un po’….Voto complessivo 4/5.
Matteo Forner
© RIPRODUZIONE RISERVATA