Higuaín, il momento più cupo: il 2019 lo vedrà ancora in rossonero?

Higuaín, il momento più cupo: il 2019 lo vedrà ancora in rossonero?

Gonzalo Higuaín a secco ed evanescente anche nel match di Frosinone: farebbe bene il Milan a puntare ancora sul ‘Pipita’? La nostra analisi

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’anno passato, con la maglia della Juventus, il digiuno da reti di Gonzalo Higuaín si era fermato a 7 gare, periodo piuttosto lungo per un bomber come lui, attaccante da oltre 100 reti in 5 anni nel nostro campionato, abituato a punire il portiere avversario con straordinaria regolarità.

Giunto al Milan dopo essere stato scaricato dai bianconeri, divenuti la squadra di Cristiano Ronaldo, il ‘Pipita’ era partito bene, con 7 gol tra Serie A ed Europa League, salvo poi naufragare in concomitanza con i tanti infortuni che hanno colpito la squadra di Gennaro Gattuso nei suoi piedi buoni (Lucas Biglia e Giacomo Bonaventura).

Questa, però, può essere soltanto una delle cause per cui Higuaín, con la maglia rossonera, è arrivato a ben 802’ minuti di digiuno, pari addirittura a nove gare: un evento, negativo, in cui l’argentino non incappava dalla stagione 2007-2008, quando, giovanissimo, vestiva la maglia del Real Madrid, e neanche da primissima scelta dell’attacco.

Higuaín, sostanzialmente sparito da quel fatidico 11 novembre, giorno del rigore sbagliato e dell’espulsione rimediata contro la Juventus, appare svogliato, imborghesito, involuto. Nervoso, certo: ma chi non lo sarebbe considerato che, nell’arco dei 90’ di gioco, riceve, in genere pochissimi palloni giocabili?

Oggi, al ‘Benito Stirpe’ di Frosinone, in occasione del pareggio a reti bianche del Milan, ennesima occasione sprecata dagli uomini di Gattuso, Higuaín è sembrato forse un po’ più motivato delle ultime partite: incoraggiato dagli applausi dei tifosi rossoneri presenti in Ciociaria, dopo un primo tempo sulla falsariga dell’ultimo mese, nella ripresa è stato più mobile, attivo, svariando molto dentro e fuori dall’area, e ha cercato il dialogo con Hakan Çalhanoglu e Patrick Cutrone, suoi compagni di reparto.

Sui suoi piedi, però, sono stati recapitati due palloni che chiedevano soltanto di essere spinti alle spalle di Marco Sportiello: in particolare, il secondo, un cioccolatino di Çalhanoglu, sarebbe stato realizzato con freddezza dal ‘Pipita’ versione Napoli, ma anche versione Juventus. E persino dalla sua prima versione rossonera. Invece, stavolta, pallone spedito in curva. Questo, senza dubbio, per Higuaín è il momento più cupo della carriera. Farebbe bene, questo Milan disastrato, a puntare ancora su questo Higuaín così smarrito?

Uscito dal campo piuttosto imbronciato, l’argentino indosserà la maglia numero 9 del Milan anche sabato sera, a ‘San Siro’, in occasione della sfida interna contro la Spal. Una gara che, secondo i soliti bene informati, potrebbe essere l’ultima di Higuaín con il Milan, fortemente richiesto da Maurizio Sarri, suo estimatore, che vorrebbe portarlo al Chelsea. A meno che, nel cuore del ‘Pipita’, non monti quella voglia di riscatto che tutti vorrebbero vedere da un giocatore carismatico come lui.

D’altronde, arrivato in pompa magna con uno scopo ed una missione, riportare il Milan in Champions League, non ci stupiremmo se Higuaín, portato per indole alla leadership, alla fine decidesse di restare in rossonero per condurre la barca del Diavolo fuori dai venti di tempesta.

UNA BARCA CHE, PERÒ, IL TECNICO ROSSONERO GENNARO GATTUSO RISCHIA DI NON POTER GOVERNARE COSÌ A LUNGO. PER LE DICHIARAZIONI POST-PARTITA DELL’ALLENATORE, CONTINUA A LEGGERE >>>

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