Gattuso cambia e vince: la vittoria è sua

Gattuso cambia e vince: la vittoria è sua

Dopo le tante critiche, Gattuso stavolta sbaraglia tutto con una mossa vincente: passa al 3-4-2-1 e vince contro la Lazio. Scelta decisiva.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

ULTIME MILAN – Criticare Gennaro Gattuso sembra ormai una modo. Poco conta che sia in perfetta zona Champions League, poco conta che abbia dovuto affrontare ogni tipo di difficoltà nel corso della stagione. Viene accusato di non avere un gioco, ma il Milan di ieri che ha battuto la Lazio ha controllato la partita dall’inizio alla fine, con automatismi ben precisi e una grande organizzazione. Viene accusato di non vincere con le grandi, ma negli scontri diretti è in vantaggio con tutti. Viene accusato di non saper leggere le partite e ieri l’ha vinta lui.

Era già successo contro la Roma e ieri si è ripetuto. I cambi, col cambio di modulo, hanno dato la svolta alla partita e hanno portato il Milan ai tre punti. Con l’infortunio del capitano Alessio Romagnoli e l’ingresso di Cristian Zapata si poteva pensare che avrebbe tenuto lo stesso assetto per non rischiare troppo, invece dentro subito anche Diego Laxalt per Davide Calabria, con il passaggio alla difesa a 3.

Mateo Musacchio, Zapata e Ricardo Rodriguez dietro; Fabio Borini cambia fascia e va a destra, Tiemoue Bakayoko e Franck Kessie a fare da diga con l’uruguagio a sinistra. Dietro la punta Suso e Hakan Calhanoglu. Mossa chiave, mossa vincente. Da quel momento il Milan ha difeso meglio e soprattutto ha messo più pressione alla difesa avversaria. La squadra di Rino ha preso in mano il gioco e ha segnato, inoltre anche dopo il vantaggio grazie all’assetto è stata in grado di coprire e ripartire in modo pericoloso.

Non solo, anche il terzo cambio è stato molto importante: si poteva pensare a cambiare sulle fasce, si poteva pensare a cambiare a centrocampo, invece dentro Patrick Cutrone e fuori Krzysztof Piatek. L’ingresso del numero 63 ha dato elettricità e ha aiutato a pressare molto alto, oltre a creare altri pericoli che il polacco non riusciva più a creare per stanchezza. Insomma, una lettura perfetta di Ringhio stavolta. O meglio, ancora una volta.

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