Fischiato dalle tifoserie, il capitano ieri sera ha sfoggiato una prova maiuscola. I numeri parlano chiaro: Riccardo Montolivo si sta riprendendo il Milan

42 passaggi riusciti su 50. Quasi un’utopia per Riccardo Montolivo da quando, nel 2012 è diventato il perno della mediana rossonera. Il capitano del Milan ieri sera è stato il vero e proprio regista in mezzo al campo e, nella sua ex Firenze, si è esaltato non poco dopo aver ricevuto molti fischi ad ogni tocco del pallone. Fischi arrivati ancora una volta anche dal settore rossonero, fischi a cui Montolivo è ormai abituato.

Riccardo Montolivo Fiorentina-Milan

Il numero 18 del Milan ieri è stato uno tra i più pimpanti, forse il migliore in campo insieme al solito Gianluigi Donnarumma, e ha mostrato anche lampi di quello che fu proprio nella Fiorentina fino a quattro anni fa. Montolivo in queste ultime sciagurate stagioni è diventato il capro espiatorio dello spogliatoio rossonero, reo di non aver la giusta grinta per ricoprire il ruolo di maggior spessore nella rosa e di non avere il giusto impatto nelle partite che va a disputare. Ma l’84% di passaggi andati a buon fine nella gara pareggiata ieri sera a Firenze è stata una nota sicuramente positiva e, soprattutto, incoraggiante per i prossimi impegni.

La titolarità di Montolivo è stata ultimamente messa in discussione dal baby Manuel Locatelli, l’emergente centrocampista proveniente dalla Primavera del Milan che Silvio Berlusconi mesi fa aveva definito il nuovo Pirlo. Ieri Locatelli è nuovamente entrato a partita in corso ricoprendo il ruolo di regista e Montolivo, spostato nel settore destro del centrocampo a tre, ha concluso in crescendo la sua già ottima prestazione.

Ieri Montolivo non si è fatto intimidire, ha risposto ai fischi con un’ottima prestazione anche in fase di non possesso, dove lui riesce meglio, intercettando tre azioni pericolose della Fiorentina. Così il capitano vuole conquistare i suoi tifosi e, magari, prenotarsi un posto nel Milan del futuro. Ma ci vogliono tante altre prestazioni simili a quella di ieri sera, perché non bastano tre partite giocate bene per trasformare i fischi in applausi.

Ruggiero Daluiso

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