La maturazione tecnica ed emotiva di Alessio Romagnoli è quasi completa: il numero 13 per molti versi è diventato il giocatore più importante per il Milan
Romagnoli uomo della provvidenza, idolo social
Il Milan si avvia a chiudere il 2018 con molti dubbi e tanti rimpianti per un'annata che aveva tutto per essere quella definitiva rinascita e che invece potrebbe rivelarsi l'ennesima stagione di transizione. In mezzo a tanti problemi, però, il "Diavolo" sembra aver trovato almeno una certezza a cui aggrapparsi: Alessio Romagnoli. Il difensore classe '95, perso il compagno di reparto Leonardo Bonucci, con cui aveva dato vita a una delle coppie di centrali migliori della Serie A nella prima parte del 2018, si è caricato il Milan (di cui è diventato meritatamente capitano) sulle spalle diventandone una pedina fondamentale e un leader in campo e fuori.
La stagione del numero 13 era iniziata benissimo, con un rinnovo fino al 2022 firmato il 5 giugno, nel pieno della crisi societaria che avrebbe portato al passaggio di proprietà del club, dalle mani del misterioso Yonghong Li a quelle, solidissime di Elliott. In un momento delicatissimo, in cui il futuro del club di via Aldo Rossi sembrava a dir poco nebuloso, Romagnoli ha dimostrato di avere piena fiducia nel progetto rossonero, mettendo da parte ogni possibile tentazione di mercato scegliendo di diventare una bandiera del nuovo Milan e non è un caso che, all'addio di Bonucci, la fascia di capitano sia stata affidata proprio a lui, in un passaggio di consegne dal valore molto più che simbolico.
Finita l'estate, a parlare, è stato il campo e dopo qualche incertezza di troppo a inizio stagione (si vedano i gol subiti a Napoli all'esordio stagionale e la sciocchezza di Empoli, quando ha regalato il rigore del definitivo 1-1 ai toscani) Romagnoli è salito di colpi partita dopo partita, diventando il faro della difesa rossonera passata dall'essere fin troppo battuta a certezza da cui ripartire nelle prossime partite. A tutto questo, poi, bisogna aggiungere due gol pesantissimi, arrivati entrambi nel finale di partita, contro Genoa e Udinese, gol che hanno portato nelle casse rossonere 4 preziosissimi punti in classifica. Sembrava l'inizio di un periodo d'oro per Alessio, che invece è stato frenato il 17 novembre da un'infortunio, uno dei tantissimi che hanno minato la stagione rossonera fin qui.
Il Capitano, però, non si è abbattuto ed è tornato in campo ben prima del previsto, un mese dopo l'infortunio quando molti parlavano di quasi due mesi di stop e si è ripreso il Milan, giocando due ottime partite contro Bologna e Fiorentina. In attesa di ritrovare Musacchio e soprattutto Caldara, con cui dovrebbe formare la coppia del presente e del futuro del Milan, Romagnoli continua a lavorare e il Milan, non ci sono dubbi a riguardo, ripartirà da lui nel 2019.
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